Salta al contenuto principale
|

Il Traforo del Gran Sasso non chiuderà....

di Giancarlo Falconi
1 minuto

La Pantomima politica.
Se dovessimo mimare chi ha gestito in questi anni il delicato complesso che sopravvive tra i Laboratori, Strada dei Parchi e le sorgenti del Gran Sasso quindi la Ruzzo reti, la scena dovrebbe richiamare un film muto.
Non una parola da parte di quella politica, non una parola da parte di quei laboratori dal giorno dello sversamento degli anni 2000, non una parola da quel Ruzzo, non una parola da quella Procura.
Silenzio e in scena solo le bistrattate associazioni ambientaliste che urlavano il pericolo senza essere ascoltate da nessuno compresi i cittadini che non partecipavano alle manifestazioni e di spalluccia lasciavano scorrere il tempo.
Zero opinione pubblica.
Ora tutti hanno scoperto l'importanza del traforo del Gran Sasso, della sicurezza dei Piloni, dell'inquinamento, dello spreco di centinaia di litri d'acqua di sorgente al secondo, degli esperimenti e delle sostanze potenzialmente pericolose stoccate nei laboratori.
Ha ragione il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, diffida a parte, la politica non si è mai spostata dal privilegio di osservatrice interessata.
Ci piacerebbe ascoltare in un pubblico di battito gli ultimi quattro presidenti della Regione, moderati dall'imprenditore Toto.
La verità?
Il Traforo del Gran Sasso non chiuderà, sarà solo una corsa al merito ma nessuno di noi si potrà sentire fuori dal tunnel, se non acquiserà il rispetto del territorio e la necessità di combattere per la salute, il benessere, il lavoro della propria generazione.
https://www.youtube.com/watch?v=A8ZBuCtULso


 

Commenta

Commenti

per Toto è sufficiente chiedere a D'Alfonso!!|!

Questa vicenda ricorda quel detto in cui indicando la luna, tutti guardano il dito.
La negligenza è diffusa, così come le responsabilità di decenni.
Sicuramente strutture che lavorano con metodo scientifico, dandone prova con le centinaia di pubblicazioni su riviste internazionali, applicano procedure standard, anche per la sicurezza dei lavoratori, che noi comuni mortali nemmeno riusciamo ad immaginare. Nessuno mai si pone il problema che le acque che beviamo possano contenere contaminanti in quantità dannose per il genere umano e per gli altri esseri viventi. Alcune sostanze apparentemente innocue, come gli antibiotici derivati dalle deiezioni degli animali di allevamento, o da uno scorretto smaltimento. Altre, presenti nei rifiuti ospedalieri, che tanto innocui non sono; i pesticidi e i fertilizzanti di sintesi e inorganici che dilavati dalle piogge finiscono dritti dritti nelle nostre caraffe...e vogliamo dimenticare Bussi?
Improvvisamente ci si accorge che senza quel buco nel Gran Sasso, siamo nulla, siamo come i pastori di D’Annunzio. Ma ormai senza più un gregge. Senza una rete ferroviaria degna del 2020, senza strade ancora strategiche. Senza valorizzare le qualità, Università, parchi, montagne etc. Finora ci siamo comportati da gregge, pronti a belare solo elemosine, a lamentarsi per l’ipotesi di unificazione di camera di commercio, Università e quant’altro. Campanilismi. Senza trovare una soluzione a quello che giorno dopo giorno si sta dispiegando davanti ai nostri occhi.