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Il Pericolo in Abruzzo. Cava a L'Aquila/2: siamo alla fantascienza.

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Cava a L'Aquila/2: siamo alla fantascienza.
Ieri il deposito dei documenti alla Regione per l'autorizzazione alla "riattivazione", oggi le foto che dimostrano interventi già in corso nella cava. 
Negli elaborati progettuali si parla di "assenza di attività da molti anni"!

Arriva l'esposto delle associazioni.
Sembra una storia degna della saga "Ritorno al Futuro" iniziata da Robert Zemeckis. Ormai non ci dovremmo sorprendere più di nulla ma rimane sempre quella punta di stupore, proprio come in un'espressione del mitico "Doc" nel film.
Ieri inviamo un comunicato sul deposito di un progetto per ottenere la riattivazione di una cava (per 72.000 mc) con annesso impianto di rifiuti inerti (da 102.000 t/a) a Coppito a L'Aquila.
Una semplice nota per attirare l'attenzione sul progetto ed esprimere qualche dubbio sulle incongruenze che emergevano dalla lettura della documentazione. Ci predisponevamo a fare le osservazioni, con scadenza 12 giugno 2017, per la successiva decisione del Comitato VIA regionale. Ricordiamo che la procedura di valutazione ambientale ha carattere preventivo rispetto a qualsiasi autorizzazione. Almeno fino a quando arriverà il nuovo geniale decreto del Ministro dell'Ambiente (!) Galletti che prevede la V.I.A. in sanatoria e postuma per tutti.

Forza dei social, dopo qualche minuto arriva la puntuale segnalazione di un attivista di L'Aquila "ragazzi, guardate che in quella cava c'è movimento da tempo". Ma no, stupore. "Esistono foto?", domandiamo. E il cittadino responsabile prende e va a fare un sopralluogo.Doc
Nel frattempo andiamo su Googlemap ed effettivamente notiamo che pure da quelle immagini risultano mezzi da cantiere nel sito.
Arrivano le foto dell'attivista  che testimoniano in maniera incontrovertibile che sono in corso lavori nella cava per la riattivazione della quale il procedimento autorizzatorio è stato appena avviato! Si evidenzia, tra l'altro, che una piccola area verde (un laghetto che nel tempo si era formato) nelle immagini scattate ieri pomeriggio non c'è più mentre era ancora evidente nella foto di googlemap.

Andiamo a rileggere i documenti depositati dal proponente. Declinano l'intervento al futuro.
Fin dall'Avviso al pubblico si può leggere testualmente "L'intervento si propone la "riattivazione" di una cava preesistente non completata e con atto amministrativo decaduto".
Nella relazione geologica, sottoscritta dal tecnico il 26 aprile 2017, incipit inequivocabile "La cava si presenta ad oggi in stato di semi-abbandono evidenziando assenza di attività da molti anni" (!).
Ora, ci chiediamo: che cosa stanno facendo quei mezzi nella cava? E quel terreno sparso evidentemente da poco? 

Insomma, oggi stesso invieremo l'ennesimo esposto per chiedere agli enti coinvolti e alla Magistratura aquilana di chiarire la vicenda. Non dovrebbe essere difficile, visto che siamo proprio di fronte ad una delle più grandi caserme della Guardia di Finanza immaginiamo dotata, tra l'altro, di telecamere di sorveglianza utili per risalire alle attività svolte nelle aree circostanti. Inoltre, a parte le nostre immagini, quelle satellitari e aeree, basterà confrontare anche gli elaborati progettuali depositati, dalle planimetrie alle sezioni, per comprendere quanto accaduto e quali autorizzazioni vi siano. In ogni caso vi è una palese difformità tra quanto dichiarato dal tecnico e la realtà.
 

PS: a proposito, la proposta di decreto del Governo Gentiloni sulla nuova VIA non prevede il deposito di questi elaborati progettuali. Se il Decreto dovesse passare in questa versione diventerà impossibile esercitare questi - residui - controlli e sarà la totale deregulation.
Qui tutta la documentazione sul progetto: http://www.ambiente.regione.abruzzo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1266:rinnovo-cava-di-calcare-e-variante-ripristino-ambientale&catid=5:procedura-va&Itemid=3

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