Uno dei più alti atti di coraggio nella storia della Regione Abruzzo fatto da un Presidente di Regione e da un Assessore alla Sanità.
Non sono stati assolti Chiodi e Venturoni dopo 15 anni ma l'intera Regione Abruzzo.
Per noi teramani non è una sorpresa ma per i silenti e coraggiosi politici, imprenditori, cittadini che sono rimasti pavidamente nell'ombra è la fine dei chiaro scuri. L'ombra totale.
Quella macchina del fango che avrebbe potuto uccidere o sopravvivere di respiri.
C'è chi ha pagato in altro modo e chi è stato mandato in esilio anche e solo per aver appoggiato mediaticamente una battaglia a favore della Sanità pubblica.
Ieri sera ci siamo fatti una passeggiata per piazza Sant'Anna solo per respirare ancora quell'aria di una Teramo che contava qualcosa e che cercava di alzare la testa.
Il commento al Presidente, Gianni Chiodi. Abbiamo scelto anche la foto che riteniamo della Ricostruzione aquilana tra le più iconiche in assoluto. " E pure questa è andata.
4 processi, 10 reati contestati (non però la corruzione), senza che avessi fatto niente di male, tutte assoluzioni perché il fatto non sussiste. Ero diventato l’unico politico in Italia, ma credo anche nel mondo, ad essere stato messo sotto processo per i rapporti con alcune cliniche private NON per aver ricevuto da loro mazzette o favori, ma per averle “violentate” per costringerle a firmare un contratto contenente un tetto di spesa più basso salvaguardando così la sanità pubblica, gli equilibri finanziari della sanità regionale.
Tutto scoppiò a tre mesi dalle elezioni regionali.
Sarà stato un caso. Per fortuna un caso fortunato. Mi ha costretto a non occuparmi più della cosa pubblica perché, se lo fai come va fatto, combattendo le lobbies che si alimentano di soldi pubblici (dei cittadini), allora fa male alla “salute” davvero (infatti D’Alfonso, che non è sciocco, una delle prime cose che ha fatto è stato aumentare la spesa per la sanità privata con i soldi dei cittadini).
Bene così, oggi sto bene perché la qualità della mia vita è migliore di quella di allora, e so che lo è anche quella di Lanfranco Venturoni."
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