Siamo tornati a controllare il nostro anello del lungofiume dopo 4 mesi dall'ultimo articolo.
Avevamo parlato di amianto e di rifiuti sepolti.
Indovinate?
Abbiamo trovato amianto e rifiuti sepolti.
Inutile rimettere ponti e dare una ripulita di facciata se poi si passeggia o si corre nelle esalazioni pericolose.
Che fare?
Un'attenta e specializzata bonifica.
Scrivevamo nel mese di Gennaio"
Il LungoFiume di Teramo nasconde una discarica a cielo aperto.
Si parte da un tappeto di siringhe, bottigliette vuote di metadone, materiale edile, pneumatici di automobili, amianto, sacchetti di plastica, bottiglie di vetro, bidoni di olio esausto, baracche con il tetto in amianto ridotto in condizioni pessime, (ricordiamo che respirare le invisibili fibre dell’amianto è altamente cancerogeno), water, flaconi di sapone, giornali, baracche abitate e abbandonate con scarichi abusivi, materassi, reti da letto, vetri sparsi, filo spinato, lamiere, cemento, mattoni, mattonelle, colle, silicone e tutto ciò che appartiene alla vita quotidiana dell’uomo e delle sue aziende. Una discarica a cielo aperto.
Senza manutenzione, senza controllo, senza programamzione, senza recupero.
Il Lungofiume andrebbe chiuso perché è diventato una bomba biologica.
Pericolosa tra effluvi ed esalazioni nocive.
Andrebbe completamente bonificato.
Vi sono dei tratti dove i rifiuti sono stati evidentemente seppelliti.
Avete letto bene.
Sepolti.
Un cimitero.
Noi siamo a disposizione delle autorità preposte per indicare tutti i siti inquinati.
Il sindaco dovrebbe per coscienza civica e legale firmare un’immediata ordinanza di bonifica.
Attendiamo.
(F.to Giancarlo Falconi
Video Leonardo Codirenzi)
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