Da novembre i lavoratori della Casa di Riposo Santa Rita di Atri non percepiscono lo stipendio. Un problema che non riguarda l’Asp 2 di Teramo, che ha continuato regolarmente a versare i pagamenti dovuti alla cooperativa che gestisce il servizio, ma che nasce invece dalla gestione stessa della cooperativa Scat, che non sta garantendo ai dipendenti quanto loro spetta.
Lo scorso 7 dicembre, Azione aveva già acceso i riflettori sulla difficile situazione della Casa di Riposo, denunciando le difficoltà finanziarie dell’Asp 2 di Teramo e i ritardi nei trasferimenti promessi dalla Regione Abruzzo, che stavano mettendo a rischio la sostenibilità dei servizi. Nel frattempo, però, la cooperativa in questione continua ad accumulare ritardi nel pagamento degli stipendi ai lavoratori.
“Da mesi senza stipendio, eppure ogni giorno continuano a prendersi cura degli anziani della Casa di Riposo Santa Rita. È inaccettabile che chi si dedica ai più fragili debba vivere nell’incertezza e nell’indifferenza delle istituzioni. Dalle informazioni in nostro possesso, l’Asp 2 avvierà nei prossimi giorni la procedura per un nuovo bando per affidare il servizio a una nuova cooperativa, mentre la Regione Abruzzo dovrebbe a breve completare la liquidazione dei fondi mancanti all’Asp 2, anche grazie all’interessamento di Enio Pavone, Capogruppo di Azione in Consiglio Regionale. Ci auguriamo che questa sia finalmente la svolta per garantire un servizio di qualità e il rispetto che meritano sia gli ospiti della Casa di Riposo che i lavoratori. Azione continuerà a essere al loro fianco e a vigilare affinché la situazione venga risolta senza ulteriori ritardi. Questi lavoratori meritano attenzione e un intervento immediato.” – denunciano Giammarco Marcone e Sebastiano Lolli, consiglieri comunali di Azione ad Atri, e Alessandro Graziosi, commissario comunale del partito.
“Il problema, per cui prontamente i nostri dirigenti di Atri si sono mossi, non è di certo dell’Asp 2, che ha sempre fatto la sua parte, ma di un sistema di affidamento che penalizza i lavoratori. Per rimanere competitive nelle gare d’appalto, molte cooperative propongono offerte economicamente insostenibili e alla fine chi ne paga il prezzo sono proprio i dipendenti, che si ritrovano senza stipendio per mesi. È un sistema che va cambiato, perché non si può speculare sul lavoro di chi assiste i più deboli.” – spiega Enio Pavone, capogruppo di Azione in Consiglio regionale, che prosegue: “Questa situazione deve essere affrontata con urgenza. Sono felice che nei prossimi giorni i 200 mila euro mancanti verranno finalmente liquidati all’Asp2 da parte della Regione Abruzzo. Ma serve anche una riflessione più ampia: non possiamo permettere che chi lavora con serietà e professionalità debba vivere con l’ansia di arrivare a fine mese. Sarebbe bene rivedere, a livello nazionale, le regole degli affidamenti per evitare che si creino lotte al ribasso e, di conseguenza, situazioni di questo tipo.”
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