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Cimitero di Teramo: Quando è vietato portare un fiore alla propria figlia...

3 minuti

"VIVERE CON LE TRANSENNE "
Ho avuto sempre una vita fatta di lotte. Quando ero una giovane mamma mi fu comunicata una pesante diagnosi relativa alla mia prima stupenda figlia. Da allora il filo conduttore è stato quel sottile confine tra la vita e la morte, tra esserci e dover esserci e soprattutto sentirsi figli di un Dio minore. 
Gli anni scorrevano e quelli più belli  (i miei e i suoi) venivano vissuti negli squallidi ambienti ospedalieri tra trattamenti invasivi, interventi e "transenne" messe nelle terapie intensive dove si entra quando il personale lo ritiene possibile poiché se ci sono casi gravi, l'accesso salta.
Un terribile giorno di gennaio, il destino decise, dopo 17 estenuanti interventi, di far salire in cielo il mio Angelo.
Pensavo che la morte rendesse tutti uguali e che, magra consolazione, non ci fossero più barriere o "transenne" tra me e lei.  
Il cimitero, luogo ove i vivi intrecciano il loro rapporto di amorosi sensi con i defunti, mi apparteneva come se fosse la sua casa che diventava anche la mia. Il suo loculo veniva trasformato come se fosse la sua cameretta ove pupazzi e oggetti a lei cari arredavano il padiglione.
A causa dei vari sismi che hanno colpito la nostra terra, un giorno mi trovai di nuovo di fronte a una "transenna" che recava la scritta: lavori in corso!
Mi tornava subito in mente quel filo conduttore che inesorabilmente mi aveva diviso da lei durante la sua vita e ora lo ritrovavo anche con la sua assenza. La presenza che diventa assenza e l'assenza che è  prepotentemente presenza, questo ossimoro vivono i genitori dei figli in cielo. 
Ma torniamo alle transenne. Dopo lunghe battaglie veniva riaperto il suo padiglione dichiarato dalle verifiche completamente agibile dunque quella chiusura era stata immotivata.
Dopo il recente sisma di gennaio, recandomi da lei ritrovo maledettamente quelle transenne che sbarrano l'accesso, ci dividono: io quaggiù, lei lassù, io presente, lei assente.
Da allora non sono state mai rimosse a causa di un rimpallo di responsabilità da un ente all'altro da far saltare la mia incrollabile pazienza.
Ma fino a quando dovrò vedere sbarrata la porta di casa del suo padiglione che rimane chiuso per un banale problema? Esso, infatti, presenta lo scollamento delle piastrelle di travertino che rivestono le colonne che separano i loculi. È presente anche un vespaio con un grande numero di vespe a causa del l'incuria, per non parlare dello sporco che interessa il cimitero tutto.
Anche di fronte a un sepolcro rimango figlia di un Dio minore!
La poesia ossianica che aveva creato un "sollievo" ai vivi che rimangono collegati ai loro defunti creando una relazione intima e profonda, per il cimitero di Teramo non vale! 
Il padiglione decimo rimane chiuso da gennaio e io mi sento una mamma "abusiva" che di tanto in tanto va a vedere se la "porta" è stata riaperta e finalmente poter portare la mia presenza alla sua tomba e trasformare in questo modo la sua assenza in presenza.
Ma, dimenticavo, tra me e lei sono sempre esistite le "transenne" nella vita e nel post-mortem e il cimitero di Teramo lo sa

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Commenti

VivO LA STESSA SITUAZIONE. MIA FIGLIA È ANDATA IN CIELO PER COLPA DI UN INCOSCIENTE CHE L'HA TRSVOLTA CKN UN CAMION A SOLI DIECII A NI E MEZZO. UNICA CONSOLAZIONE VEDERE LA SUA TOMBA CIN FIORI FRESCHI E PULIRLA PERCHÉ SI HA IL CONFORTO DI FARE ANCORA QUALCOSA DI UTILE PER LEI. LE TRANSENNE CI VIETANO QUESTI POCHI ATTI D'AMORE. TUTTO TACE E NOI ASPETTIAMO. FINO A QUANDO?

E' scandaloso quello che sta accadendo al cimitero di Teramo da troppi mesi. Abbiamo il diritto di poter visitare i nostri cari defunti. Il Comune è la Team devono effettuare i lavori prima possibile e soprattutto indicare tempi certi per la riapertura. E' una questione di civiltà. BASTA!

Buona sera a tutti....un nodo in gola.
un mia riflessione ....ho letto che stamattina pochi genitori presenti alla manifestazione per le scuole.
Purtroppo qui poi nessuno affronta i veri problemi e chi ci comanda approfitta della ns educazione .
in una città civile certe cose al Cimitero non sarebbero mai successe.

Penso che sia il caso di svegliaci e farci sentire,a che pro pagare i loculi,vista l incuria e il rimpallo delle responsabilità?Dobbiamo pagare la tassa solo se possiamo usufruire di un servizio.Se fossimo tutti coesi nell'astenerci al pagamento del tributo,sicuramente il cimitero diverrà nuovamente agibile!