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Teramo: Chi controlla il numero degli studenti sugli autobus?

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Scrive L'Udu Teramo.
"Ennesima mattinata d'inferno per gli studenti dell'Unite, pendolari e non, che stamattina sono stati costretti a vivere la solita situazione di disagio dovuto all'inesistente servizio pubblico di trasporto teramano. Pellegrinaggi dalla Stazione fino a P.zza San Francesco, calche impressionanti alle fermate e bus stracolmi sono ormai all'ordine del giorno. Noi non possiamo più stare in silenzio: abbiamo contattato le istituzioni teramane, che ci hanno prontamente risposto, e con cui dialogheremo nei prossimi giorni per cercare quantomeno di arginare certi episodi. 
Vogliamo un servizio EFFICIENTE e a misura di studente!".


Una foto eloquente di una fila indecente.
Chi dovrebbe controllare?
Che cosa ne pensa la Polizia Stradale e Locale di quegli autobus teramani stracolmi contro ogni norma di sicurezza da codice della strada?

In caso di incidente di chi sarebbe la responsabilità?
Gli autisti e i controllori del trasporto pubblico locale cosa ne pensano?
 

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Commenti

Per non parlare della tratta teramo Giulianova...una cosa assurda...

Voglio aggiungere alle giuste richieste degli universitari altre osservazioni da parte di un utente come me che da più di 40 anni prende l'autobus da residente nella nostra città e che penso siano simili a tanti altri utenti che da anni usufruiscono del servizio urbano:

1) Gli autisti si trovano a ricoprire ruoli dall’azienda come bigliettai e controllori sottoponendoli a un maggiore stress nello svolgere il proprio lavoro che è quello di guidare. Non si comprende perché l’azienda non impieghi dei controllori che svolgano solo quel ruolo e non sistemi delle obliteratrici che possano anche emettere biglietti da acquistare sull’autobus.

2) Non si comprende perché il costo del biglietto a terra è di € 1,20 mentre sul mezzo pubblico costa € 1,50.

3) Non si comprende perché il costo dell’abbonamento mensile della Linea 1-1 barrato rimane invariato quando il numero delle corse dalla metà di Luglio alla fine di Agosto viene ridotto, con tempi di attesa più lunghi (da far notare che almeno fino alla fine di Luglio molti teramani rimangono in città, specie nelle periferie, in particolar modo gli anziani i quali nell’attesa dell’autobus soffrono particolarmente il caldo. Sarebbe anche da verificare per il mese di Agosto la scelta di ridurre il numero delle corse).

4) L’orario Festivo per quanto riguarda la Linea 1-1 barrato da molti anni penalizza gli utenti con una cadenza d’orario di 1 ora tra una corsa e l’altra. Da aggiungere che in alcune Feste di Calendario il Servizio Urbano non svolge il proprio servizio per ragioni economiche che l’Amministrazione Comunale dovrebbe ridiscutere con l’Azienda e con la Regione.

5) La manutenzione dei mezzi urbani andrebbe sottoposta a tempi più stretti di verifica (C’è da far presente che la maggior manutenzione è dovuta al cattivo stato delle strade comunali che in questi ultimi anni hanno messo a dura prova i mezzi urbani e anche gli autisti). In particolar modo, per quanto riguarda il periodo estivo, negli ultimi anni, i condizionatori d’aria hanno difettato di funzionamento. Andrebbero verificati in anticipo rispetto all’inizio di stagione.

6) I Servizi Urbani Feriale e Festivo della Linea 1-1 barrato (linea che percorre l’intera città collegandola con le periferie) non possono ancora rispettivamente terminare alle 22.30 e alle 21.00 perché penalizzano fortemente sia i cittadini che gli studenti universitari i quali vorrebbero trattenersi in centro per godere delle manifestazioni che in questi anni sono aumentate di numero, aggiungendo anche la loro frequentazione del Teatro Comunale e del Multisala Smeraldo.

La cosa che mi sorprende è che questa azienda tanto impegnata sul mercato internazionale dell'autotrasporto con risultati ragguardevoli e con un presidente che è anche amministratore delegato nonché Presidente della Confindustria Abruzzo non abbia la stessa attenzione per il nostro servizio urbano che dovrebbe essere efficiente al pari del servizio nazionale ed estero. Perché 2 pesi e due misure?

L'Università andava fatta nel vecchio manicomio e non in cima alla collina... ma siamo ancora in tempo.