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Abruzzo: D'Alfonso un presidente prescritto......

11 minuti

I Due Punti a firma Christian Francia si era occupato della prescrizione del candidato Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso...vi ricordate?

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La notizia è clamorosa: D’Alfonso non è stato assolto nel celeberrimo processo 'Housework'. O meglio: non è stato assolto da tutti i capi di imputazione. 

Vi sono due imputazioni, in particolare, per le quali D’Alfonso è stato dichiarato prescritto: quella di cui al capo G e quella di cui al capo S bis. 


La cosa clamorosa e scandalosa è che di tali prescrizioni si sapeva già dal giorno della pronuncia della sentenza. Infatti, nel dispositivo pronunciato in udienza l’11 febbraio 2013 si legge chiaramente la dichiarazione di “non doversi procedere” in ordine ai predetti capi G e S bis “perché i reati sono estinti per intervenuta prescrizione”. 


Meraviglia che nessun giornalista abbia sottolineato la gravità della questione che, come avviene in consimili casi (vedi da ultimo quello Penati che riguarda allo stesso modo un ex dirigente del PD), avrebbe meritato un gigantesco rilievo. 


Si dirà: prudenza consigliava di attendere il deposito delle motivazioni, avvenuto il 9 maggio scorso. Sarà. Ma il brutto è che dalla lettura delle motivazioni la situazione si aggrava e di molto (la sentenza integrale di 314 pagine è leggibile al seguente link: http://www.primadanoi.it/news/cronaca/540010/Abruzzo-Processo-Housework--I-giudici.html). 

E nonostante questo nessun giornalista ha avuto l’onestà intellettuale, il coraggio, la capacità di dire semplicemente la verità. 


Noi ci siamo occupati dell’argomento (http://www.iduepunti.it/francia/19_febbraio_2013/appunti-la-divinizzazione-di-luciano-dalfonso), ma abbiamo volontariamente omesso di soffermarci sulla prescrizione per verificare fino in fondo quale fosse la caratura della classe giornalistica regionale e per vedere sino a quando la verità clamorosamente significativa per il futuro politico dell’Abruzzo potesse essere sottaciuta. 

Evidentemente, nonostante siano passati circa 4 mesi dalla sentenza e un mese dal deposito delle motivazioni, D’Alfonso gode di una immunità di carattere religioso che impedisce qualsiasi critica, quantunque gravissima e fondatissima. 

L’atmosfera è tale per cui anche l’indignazione dinanzi ad una sentenza come quella in argomento suggerisce un silenzio tombale onde evitare di fare un regalo elettorale a Chiodi, considerato oramai dai media e dagli osservatori politici un agnello sacrificale per il lupo D’Alfonso, ritenuto l’unico uomo capace di riportare lo scettro del comando regionale a Pescara dopo la “cattività teramana” che non piace né agli aquilani né tantomeno ai chietini e ai pescaresi. 

Ma la ragion politica non può trasformarsi in un travisamento totale della realtà, pena sia la svendita di valori inderogabili sia il rischio di peggiori disgrazie, quali ad esempio successivi incidenti giudiziari in cui D’Alfonso potrà facilmente incorrere riconsegnando di fatto il timone del governo regionale (nel probabile caso di una sua candidatura e di una sua vittoria alle elezioni abruzzesi di fine anno) nuovamente al centrodestra. 

E invece si sono lette cronache mielose, dichiarazioni stucchevoli, articoli che rappresentano solo l’immensa capacità di D’Alfonso di fare innamorare tutti, anche coloro che dovrebbero esserne gli avversari (perché il PDL tace sull’argomento?). 

Vediamo in sintesi le prescrizioni dichiarate dalla sentenza 'Housework': 
1) Quanto alle imputazioni di cui al Capo S bis, è stato accertato che Luciano D’Alfonso (unitamente a Guido Dezio e Vincenzo Fanì) abbia commesso il reato di finanziamento illecito al partito politico “La Margherita” di cui all’art 7 della Legge n. 195/1974. Infatti, a Pag. 195 della sentenza si legge in maniera inconfutabile: “il reato sub S bis è integrato, quand’anche estinto per intervenuta prescrizione”. 

2) Parimenti è a dirsi per quanto concerne le imputazioni di cui al Capo G, pure ascritte a Luciano D’Alfonso (unitamente ad Enzo Perilli), per le quali allo stesso modo “i reati sono estinti per intervenuta prescrizione”. 

Trattasi nello specifico di corruzione per l’esercizio della funzione (di cui all’art. 318 del Codice Penale) e di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319 C.P.), con l’aggiunta delle circostanze aggravanti (art. 319-bis C.P.) e del concorso dei due imputati nella commissione del medesimo reato (art. 110 C.P.). 

3) A tutto ciò si aggiunga come il P.M. Gennaro Varone ha formulato un lunghissimo atto di appello di 298 pagine avverso le pur numerose assoluzioni incassate da D’Alfonso e, al netto delle ulteriori prescrizioni che pure potranno medio tempore intervenire durante i successivi gradi di giudizio, bisogna prendere atto delle accuse pesantissime che vengono ribadite e con le quali occorrerà fare i conti nel processo dinanzi alla Corte d’Appello di L’Aquila. 

Intanto ci chiediamo: perché D’Alfonso non rinuncia alle prescrizioni? Sarebbe un gesto necessario per chi – come lui – ancora pretende di calcare la scena pubblica ed aspira a governare l’Abruzzo. E perché nessuno (men che meno il PD/PDL) gli chiede di rinunciare alle prescrizioni? 

In secondo luogo ci sentiamo in dovere di sintetizzare alcune inequivocabili considerazioni del P.M. Varone relative all’atto di appello avverso la sentenza 'Housework': 

il Collegio giudicante del primo grado di giudizio avrebbe avuto una “disposizione di particolare benevolenza culturale verso la classe dirigente” dalla quale sarebbe derivata una “pronunzia di primo grado, che ha ingiustamente fatto tabula rasa dell’impostazione accusatoria” (per Varone le prove dimostrerebbero invece che D’Alfonso era al vertice di una associazione a delinquere nella quale carriere e incarichi elargiti avrebbero avuto quale contropartita vantaggi personali ottenuti); 

la sentenza di primo grado avrebbe illogicamente considerato le presunte tangenti degli imprenditori con “la formula magica” di comportamenti “riferibili alla politica”; 

– “Che Luciano D’Alfonso abbia vissuto con il denaro della zia, come sostenuto dalla difesa e dall’imputato, è un argomento così ridicolo da non meritare alcun commento”; 

– “Tutto il processo gronda di richieste e dazioni di denaro, di torbidità delle condotte amministrative e soprattutto di deliberata opacità di quelle personali spiegabili soltanto con la necessità di occultare illeciti”; 

– “Non è ordinario che un sindaco si rechi in banca a versare mazzette di banconote per migliaia e migliaia di euro, che un sindaco esegua acquisti in contanti per svariate decine di migliaia di euro senza alcun prelievo proprio o dei propri familiari, che un sindaco asserisca, senza battere ciglio, che vacanze costose gli siano state interamente pagate da un facoltoso imprenditore, Carlo Toto, che si appresta a partecipare e vincere uno dei più importanti appalti della città. Anche il più ingenuo capirebbe che sono entrate illecite”; 

– “È inconsistente l’argomento secondo cui l’impresa che regala lo ha fatto – o potrebbe averlo fatto – per mera amicizia, o per riconoscenza, o per non si sa che. Come se questa ipotesi (data la qualità delle regalie) abbia mai avuto genuina corrispondenza in una qualunque nostra concreta esperienza ostensibile o anche semplicemente personale. Chiunque può constatare, ogni giorno e senza eccezioni, il contrario: chi dà, quando attende, lo fa per comprare o sdebitarsi”; 

– “Si può dire che i Toto erano a completa disposizione di D’Alfonso per ogni sua esigenza economica. D’Alfonso disponeva della cassaforte di Toto” (per la Procura è inoltre impensabile credere che i rapporti “amicali” tra D'Alfonso e i Toto non implicassero una componente affaristica per cui l’ex sindaco sarebbe stato “sul libro paga dei Toto” ottenendo in cambio viaggi e regali che non possono che essere stati “atti corruttivi”); 

Sull’acquisto a prezzo stracciato della villa di Lettomanoppello da parte di D’Alfonso “il tribunale non ha colto l’eccezionale qualità delle prove documentali, è sufficiente guardare la villa per capire che non poteva costare 290 mila”. 

www.iduepunti.it/francia/4_giugno_2013/clamoroso-luciano-d’alfonso-non-è-stato-assolto

e poi ancora le tre puntate sulla Bella Vita di Luciano D'Alfonso

www.iduepunti.it/abruzzo/26_febbraio_2014/la-bella-vita-di-luciano-dalfonsoprima-puntata

La notizia è talmente vera che D'Alfonso si confida in diretta televisiva con Maurizio Acerbo, candidato alla Presidenza della Regione Abruzzo con Rifondazione Comunista.
Scrive Acerbo"

Anche oggi D'Alfonso non ha risposto sul bancomat, ma ammette di essere prescritto Questa mattina nel corso del confronto televisivo presso l'emittente Antenna10 ho di nuovo posto a D'Alfonso la domanda a cui non si potrebbe sottrarre alcun politico in un paese civile. Come campava senza prelevare somme dai propri conti o da quelli dei familiari e da dove venivano le somme invece versate in contanti sugli stessi conti? Di nuovo D'Alfonso non ha risposto limitandosi al solito invito a leggere gli atti processuali, esercizio ovviamente difficile per i normali cittadini. Su mia sollecitazione pero' D'Alfonso ha ammesso di non essere stato assolto da tutti i capi d'imputazione ma di aver beneficiato della prescrizione, un aspetto della vicenda giudiziaria che meriterebbe approfondimento. E' un peccato che non vengano informati gli abruzzesi sui miracoli di economia domestica di cui e' stato capace il leader del centrosinistro abruzzese. E' assai grave che D'Alfonso continui a non fornire chiarimenti comprensibili su vicende che sono molto più gravi dell'adulterio di Chiodi nella stanza 114. E' indice poi di una diffusa e trasversale attitudine omertoso che sia soltanto il candidato di sinistra Maurizio Acerbo a porre domande di questo genere. E' d'altronde evidente che i due schieramenti di centrodestra hanno gli armadi talmente pieni di scheletri che non si attaccano mai apertamente sulle cose serie limitandosi a esercitazioni di fumisterie programmatiche.

Che dire?
Amen...

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Commenti

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I due partiti di centrodestra. Se si preferisce, i due partiti di centrosinistra. Quanto sarà forte il boom?
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Una domanda per Acerbo: Ida Nardi candidata nelle liste Regionali a tuo sostegno...è la stessa Ida Nardi che si è candidata nella lista gattiana di Assogna al Comune di Pineto? Qui Gatti ci cova....
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Caro Stefano ancora una volta guardi la pagliuzza negli occhi degli altri e non la ......... Ma codesta non è la tua classe dirigente? Quante volte, pubblicamente, ti sei dissociato da essa? Su Del Turco avevi avuto il sentore .....pensavi .... Su D'Alfonso? quanto dobbiamo spettare? hai sentirori ? tanto va la gatta al lardo ...... Ma la Di Pasquale non è espressione di D'Alfonso ? o noooo......? Quanto è più produttivo a volte tacere ! lo hai tranquillamente fatto con Cavallati, allora?
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Sinceramente pensare che un giovane come Stefano Alessiani, conosciuto a Teramo per essere una voce dissonante dal coro, oggi trovarlo candidato per quelli che lui ha sempre avversato mi fa un pò strano. Potrei supporre la motivazione ma sicuramente sarebbe meglio se spiegasse, nel caso lo ritenga. O forse il tuo dande causa ti ha chiesto di ingoiare questo rospo. Cambiamo pagina. La rappresentazione del filmato è sicuramente giusta. Il D'Alfonso è come Cettalaqualunque con una sola differenza che guardando il Film ci faceva sorridere pensando a noi per il futuro mi viene da piangere. D'Alfonso come ha dichiarato Di Luca ex PD lasciò le casse del partito con oltre 450.000 € di debiti. Vi immaginate cosa può combinare quando avrà in mano il timone della Regione. La Di Pasquale grazie all'effetto Renzi che sicuramente verrà a Teramo ed anche grazie a D'Alfonso ed ai suoi amici di centrodestra vincerà le elezioni Comunali. La coalizione è finalmente allargata alla destra come FLI, Stati, TOTO, Di Paolo, D'Ambrosio, Prospero, etc etc .
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@ Alessià... che Gatti ci covi non sarebbe sorprendente, ma il Pd avrebbe fatto molto meglio a covare un uovo di gallina e non quello di gallo D'Alfonso. Non credi? Anonimouse, io parlerei di 3 partiti di destracentro, quello di Berlusconi, quello di Renzi e quello di Grillo. Li accomuna: i calci in culo ai sindacati, la privatizzazione della politica attraverso l'affermazione del padre padrone, la tolleranza verso la grande evasione fiscale, l'accondiscendenza verso i grandi profitti privati che mortificano il pubblico interesse. In sintesi, di sinistro hanno molto, di sinistra molto poco. Diversificazioni di facciata utili a creare confusione e raccattare consensi a 360 gradi. Tre lati di uno stesso triangolo, e in mezzo gli italiani prigionieri. Andrò a votare per non votarli.
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Che tristezza x noi abruzzesi!!! D'alfonso ci farà rimpiangere anche del turco Non credo che sia giusto ma forse è questo quello che ci meritiamo
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Ragion per cui secondo i coraggiosissimi compagni anonimi è coerente attaccare il Partito Democratico e in particolare me sotto ogni profilo etico e morale mentre Acerbo si accorda con Forza Italia.......fate ridere.... PS: Non sono certo il protettore di D'Alfonso, anzi, ma siccome Acerbo evita opportunamente di rispondere alla domanda che pongo continuo in ogni dove a porgliela e continuerò in futuro fin tanto che non riceverò risposta adeguata.
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@il triangolo no!... noto con piacere che ha compreso tutto, proprio tutto, del M5S. Proprio tutto quello che offrono, ad uso e consumo della massa, tv e giornali. Così, solo per curiosità, quando ha 10 minuti da perdere, perchè non si informa meglio su internet alla ricerca dei programmi sulle politiche europee, nazionali e locali? Così, sempre e solo per curiosità, quando ha altri 10 minuti da perdere, perchè non chiede direttamente a qualche esponente locale del M5S? Poi rimarrà della sua opinione ed è un suo pieno e sacrosanto diritto, forse con le idee un pochino più chiare.
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Questo deve cambiare spacciatore "VEDE GLI UFO
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Alessià io adesso la domanda la porrò sempre a te: che cazzo ci stai a fare in un partito che come dici hai sempre avversato? Lu sì chiaè li cumbigne di bicchiiri? La tua autorevole posizione su Cavallari qual'è? Stai facendo la campagna elettorale per D'Alfonso? Per la Di Pasquale chiedi il voto disgiunto? .......critichiamo tanto babbo gatti e tu.......? Sull'anonimato ognuno si regola come crede e se non vuoi essere "piccato" stattene zitto zitto perche è sicuramente meglio. P.S . Alcuni miei consigli (ma tu certamente non nè hgai bisogno) sono stati bannati. (anche su Del Turco ed i tuoi sentori) Scuse s'è mosce.
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Caro Stefano, per un compagno la coerenza consiste nel non nascondere la verità, che una volta veniva definita rivoluzionaria. Non mi pare di aver fatto sconti nel commento precedente a Berlusconi e Grillo. L'ultimo mio pensiero in questa fase politica è Acerbo, cioè il PRC, che fra le altre cose a Teramo risulta scomparso, senza più un alito di voce per indicare ai suoi elettori che pesci prendere nella competizione per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio Comunale. Sempre con la massima sincerità, in un eventuale ballottaggio per il comune di Teramo non avrei nessuna incertezza nel dare il mio consenso a Manola Di Pasquale, se come da pronostico dovesse essere lei a giocare lo spareggio, perchè, sempre a mio modesto avviso, nonostante non sia di sinistra, è indiscutibilmente preferibile a Brucchi. A livello regionale invece, pur sforzandomi nella ricerca, non riscontro differenze sostanziali fra D'Alfonso e i suoi maggiori competitori. Dovrei dire quello che non penso o tacere? Per morire democristiano, con il rispetto dovuto ai biancofiore doc? Lasciami almeno la speranza, l'ultima a morire.
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@il triangolo no...!: non son venuto qui a cercare il voto per D'Alfonso, non ho espresso apprezzamenti e mosso paragoni tra D'Alfonso e Acerbo, ma avendo ascoltato più volte Acerbo, durante alcuni comizi pre-elettorali(almeno io ci vado ad informarmi a differenza di tanti altri) e ascoltandolo attaccare il Partito Democratico ( bersaglio preferito) e tal volta il centrodestra, rimango sorpreso nello scoprire che il compagno Acerbo ( più volte accompagnato in auto da Paolo Gatti.....) candida tra le sue fila una persona che è contemporaneamente candidata con lo stesso esponente di Forza Italia. Insomma da un Compagno duro e puro, che attribuisce la causa dei mali dell'Abruzzo al Partito Democratico pur avendo al governo Chiodi ( e magari avrà pure ragione), non ci si aspettano tali comportamenti. Non parlo del livello comunale, non è questa la sede e l'articolo adatto, ciò che penso è di dominio pubblico, qui, per strada o su Fb per cui ulteriori delucidazioni mi appaiono poco opportune. Wyatt: sei senza argomenti e senza memoria, ritenta, sarai meno sfigato; intanto va a votare a Gatti che ha bisogno anche del tuo aiuto.
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A quanto pare o non leggi i giornali o hai la memoria corta. Ti ricordo le dichiarazioni del tuo segretario comunale sulla visibilità di certa sinistra. Tu hai taciuto. Esprimi il tuo pensiero sei hai i cosiddetti così ti farai conoscere meglio e forse trovarai ( di persona) qualche elettore in più. Per quanto mi concerne non sono nè sfigato e tantomeno senza memoria, sono soltanto serio e coerente, ti sfido a trovarne nel PD. Non c'è bisogno ad invitarmi a votare Gatti, non lo farei mai; ma....... che ne pensi dei 5 stelle? Pe mò ....m'avaste.
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Ma non era chiaro da tempo che la stampa abruzzese (e anche quella italiana) sta al servizio dei potenti di turno? Di che ci si meraviglia? Oramai i cosiddetti giornalisti servono solo a cantare le lodi dei vari apparati e potentati, in tutti i settori. Ignoranti e lecchini! Ammetto che possano esistere eccezioni. Aspetto di vederli all'opera.
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Ieri notte anno aterrati gli ufo nel giardino di casa mia. Che devo fà? Come mi devo combortà? Se cianno fame li devo fa mangnà qua mmè oppure li manto da D'Alfonso? Agliutatemi!
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Comunico a Stefano Alesiani che non mi risulta di essere mai salito sull'automobile di o con Gatti. forse mi ha confuso con il candidato presidente Luciano D'Alfonso che come hanno raccontato ampiamente gli organi di informazione con Gatti ha intrattenuto proficue interlocuzioni in questi anni. Non ho nemmeno ovviamente stretto alleanze con Forza Italia, cosa che il PD ha fatto a livello nazionale persino per manomettere la Costituzione. Non mi esprimo sulla coalizione di Pineto per il semplice fatto che non conosco bene la situazione. Spero che la decisione sia stata ben ponderata. Certo è che a livello locale esponenti del PD come D'Alfonso o Ruffini hanno sostenuto candidati vicini a Gatti alternativi a quelli ufficiali del PD e del centrosinistra (per fare un solo esempio: Civitella del Tronto). Trovo ridicolo che si usi un caso locale e limitato come Pineto come scudo per giustificare l'orrendo e osceno caravanserraglio messo insieme dal PD abruzzese per andare alla conquista della Regione. L'abitudine sempre più diffusa per le liste trasversali a livello locale non mi trova particolarmente entusiasta ma che le prediche giungano da chi ha arruolato nelle liste regionali mezzo centrodestra appare francamente assurdo. Mi dispiace caro Alesiani che nessuno nel PD e nel centrosinistro ci abbia affiancato nel sostenere che D'Alfonso era incandidabile e le conseguenze di questa diffusa ignavia sono sotto gli occhi di tutti.
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Disquisire con un grillino è difficile, ma farlo con un grillino che vota forza italia è impossibile. Non ho capito ora che c'entrano le dichiarazioni di Melarangelo, che tra l'altro sono così rare che possono sfuggire ai miei occhi. Comunque sia hai inevaso la domanda iniziale: Ti pare corretto che Acerbo candidi tra le sue fila qualcuno che è candidato contemporaneamente con la lista di Gatti alle comunali di Pineto?
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No Acerbo, non è assurdo, se tu premetti che il PD è il peggiore partito d'Italia perché si accorda con il centrodestra a tutti i livelli uno non si dovrebbe stupire se qualche esponente del PD abbia sostenuto il candidato di destra alle elezioni di Civitella del Tronto ( potevi usare il caso di Isola del Gran Sasso forse più sintomatico, ammesso che tu sappia dove sia). Però è strano che un "Duro e Puro" della politica accetti che a Pineto la propria candidata si candidi anche con la lista di Gatti, uno come te avrebbe dovuto escluderla dalla propria lista come minimo, altrimenti dove sei diverso dal PD? Che cosa ti differenzia da D'Alfonso? Anzi forse è peggio il fatto che un riforndarolo accetti tra le proprie fila qualcuno che è contemporaneamente candidato con un esponente di Forza Italia che non un ex democristiano accetti un tal miscuglio!?! no? Vedi un povero militante come me, oltre che non aprire il seggio delle primarie regionali per protesta, infatti Teramo Est è rimasto chiuso per la prima volta dalla fondazione del PD e partecipare ai congressi di partito non può fare altro che, quando si è minoranza, accettare le decisioni della maggioranza. Il tuo caso è diverso, perchè tu sei il dominus di Rifondazione Comunista, sei tu che decidi chi può e non può candidarsi con te e se hai scelto certi candidati sicuramente avrai le giuste motivazioni, sei così importante in Rifondazione! E se un politico di professione come te, che negli ultimi vent'anni ha fatto praticamente solo questo, vuole farci credere che non conosce e controlla nemmeno i propri candidati consiglieri come può farci credere di poter gestire un'intera Regione come l'Abruzzo? In bocca al lupo per le tue prossime elezioni e Forza Italia!
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Caro stefano ancora una volta hai abboccato all'amo; saper tacere, in determinati momenti, è una virtù.
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CARO ACERBO, NON PIU' ACERBO ESSENDO DA TEMPO VENUTO A MATURAZIONE, le voglio solo rammentare che il P.D., non più P.D., è abilissimo a disinnescare i giovani e promettenti simpatizzanti come stefano alessiani ( che fa sperare in una buona riuscita) che , ha preso sotto la sua ala protettiva (e soffocante ) lo ha ridotto al "silenzio" e addomesticato, come tutti i galoppini neo assunti. Pertanto bisogna essere più cauti nell'attribuire patenti di rivoluzionario e rottamatore a certi giovani rampanti e................ prima e più di ogni altra cosa, concedere loro eccessiva confidenza. Allons enfats
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Acerbo ha ragione via i democristiani dalla sinistra e dalla destra , ragione questa per cui entrambi gli schieramenti sono anomali e per cui non ci sarà mai in Abruzzo e in Italia un vero movimento socialista di sinistra e un vera e seria destra democratica ma solo piccoli borghesi sedicenti cattolici democratici