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Covid 19. Non esiste più la prevenzione. 1 milione in più di morti per Tumori negli Stati Uniti. In Italia? In Abruzzo?

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Le scuole non andavo riaperte o almeno, andavano riaperte rispettando i doppi turni con la didattica a distanza, in modo da evitare e alleggerire i carri di bestiame che si occupano del trasporto scolastico, inteso come mezzi pubblici.
La seconda ondata della pandemia di un virus che si è presentato con una carica letale, secondo gli esperti, più bassa, valutando le terapie intensive, ha bloccato completamente gli esami diagnostici per le malattie cardiovascolari e soprattutto per il cancro.

Covid 19.
 Le conseguenze sul cancro, per esempio, potrebbero essere significative. Che cosa si può fare per limitare queste conseguenze?”. È la domanda che pone Norman E. Sharpless, Direttore del National Cancer Institute (NCI), nell’editoriale pubblicato su Science (Science 19 Jun 2020: Vol. 368, Issue 6497, pp. 1290 DOI: 10.1126/science.abd3377).

 

Quale potrà essere l’impatto della pandemia sulla mortalità per cancro negli Stati Uniti?

“I modelli sull’effetto del COVID-19 sugli screening oncologici e sul trattamento dei tumori del seno e del colon-retto (che complessivamente ammontano a circa un sesto di tutte le morti per cancro) – continua il Direttore dell’NCI – nella prossima decade suggeriscono all’incirca 10.000 morti in eccedenza per tumore del seno e del colon-retto, che è pari all’1% di aumento dei decessi per queste tipologie di tumori in un periodo in cui si stimano quasi 1.000.000 di morti per questi due tipi di cancro.* Il numero di morti in eccedenza per anno potrebbe raggiungere il picco nel prossimo biennio. Questa analisi è conservativa, perché non considera altre tipologie di tumore, l’ulteriore morbilità non letale dovuta al ritardo nella stadiazione, e presume una moderata interruzione dell’assistenza che si risolverà completamente in 6 mesi. Non prende in considerazione, inoltre, le differenze regionali in risposta alla pandemia, questi effetti infatti potrebbero essere meno gravi in zone del Paese con lockdown più brevi o meno rigorosi”.

In ITalia?

Risponde 
Massimo Di Maio, Segretario AIOM

"
Anche in Italia, come in tutti gli altri paesi colpiti dall’emergenza, le attività legate agli screening oncologici sono state sospese. Già a maggio, peraltro, numerose voci si sono levate per sottolineare l’importanza della riapertura degli screening. Nel comunicato rilasciato da FAVO, AIOM, AIRO, SICO, SIPO e FNOPI per la XV Giornata Nazionale del Malato Oncologico, a maggio, si sottolineava che “nei mesi dell’emergenza, i programmi di screening sono stati temporaneamente sospesi in molte regioni italiane sia perché il personale sanitario è stato dirottato verso l’assistenza ai malati COVID sia perché la volontà di ridurre il rischio di contagio ha prevalso sulla necessità di eseguire visite ed esami diagnostici. Certamente, la sospensione di tre mesi degli screening per i tumori al colon retto, alla mammella e alla cervice si tradurrà in un significativo ritardo diagnostico.” La proposta contenuta in quel documento era quella di “riattivare con urgenza tutti i programmi di screening oncologici, prevedendo misure atte a facilitarne l’accesso in sicurezza tramite percorsi dedicati possibilmente in strutture sanitarie COVID free”".

Questa è la vera pandemia e basta fare un giro per gli ospedali dell'Abruzzo per ascoltare la disperazione di visite saltate ed esami rinviati.
Non si muore di Covid ma con il Covid mentre si morirà e tanto di malattie cardiovascolari e di cancro.
La prevenzione e la diagnostica è sotto attacco come la ragione stessa della Medicina moderna. 


Fonte https://www.aiom.it/speciale-covid-19-covid-nei-prossimi-10-anni-10-000-morti-in-piu-per-tumori-del-seno-e-colon-retto-in-usa/#:~:text=%E2%80%9CI%20modelli%20sull'effetto%20del,morti%20in%20eccedenza%20per%20tumore

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