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Calvario di un teramano. Negli ospedali di Teramo e L'Aquila era un mal di testa a Pescara una Meningite....

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Un uomo di Teramo e l'ospedale di Pescara.
Perchè questa persona di Teramo, nata nel 1989 è arrivata all'ospedale di Pescara?
Partiamo dalla diagnosi.
Rm encefalo con e senza mezzo di contrasto.
Impregnazione contrastografica leptomeningea in sede sottotentoriale (tra i folia cerebellari) e dei solchi in sede biemisferica, I reperti descritti sono compatibili con leptomeningite. Necessario approfondimento clinico laboratoristico.

In poche parole Meningite. Si vedrà se batterica o virale.
Il paziente verrà ricoverato nel reparto di malattie infettive di Chieti in attesa di ulteriori esami.
Come è arrivato all'Ospedale di Pescara il 9 Agosto 2020 alle 19 e 37?

Dopo due giorni di ps al Mazzini di Teramo.
Il 3 e il 4 Agosto.
Intensa cefalea con vomito.
Tac senza mezzo di contrasto negativa il 3 agosto.
Diagnosi? Epis cefale regredito.
Cura? Paracetamolo
Quattro agosto?
Trattato per cefalea persistente con Toradol, bentelan, plasil.
Dimesso e affidato al medico curante.

Il paziente teramano si reca all'Ospedale San Salvatore de L'Aquila.
Il 9 agosto dove riferisce della  tac senza metodo di contrasto negativa e  le dimissioni dall'ospedale di Teramo per cefalea.
Nuovi sintomi?
Cefalea e afasia da qualche giorno.
Esame?
Tac senza  mezzo di contrasto che risulterà negativa dove si noterà solo un leggero ispessimento della mucosa di rivestimento a livello del seno sfenoidale di destra.
Indovinate?
Dimesso e affidato al medico curante.

Qualche ora dopo.
Il nostro paziente teramano si reca all'Ospedale di Pescara.
La diagnosi?
La conoscete. Meningite.
Dopo sei giorni di calvario. 
A voi il giudizio e a noi l'attesa di conoscere la tipologia.
Fate Vobis.



 

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Commenti

Esposto alla procura della repubblica.

Ma lei pur non essendo un medico si permette di scrivere cose senza cognizione di causa. D'altra parte pontifica su tutto lo scibile umano anche in altre circostanze. Segno di pochezza.

Caro Giovanni, i tanti medici che ho ascoltato, si sono imbarazzati.
Io sono stato gentile. 

Possibile evoluzione della malattia? Errore medico? Errato protocollo? Errata lettura dei test diagnostici? Ci informi. Si informi. Citi le sue fonti. Faccia il giornalista. Così il suo "articolo" rimane solo una (fastidiosa) chiacchiera da bar.