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D'Alberto invita Costantini e i sindaci a preoccuparsi per il piano di riordino della Rete Ospedaliera...

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Ancora una volta, la bozza di Piano di riordino della rete ospedaliera continua a palesare una considerazione particolarmente riduttiva del nostro territorio, considerato come in passato la Cenerentola d’Abruzzo: non è più tollerabile!

Su una tematica così delicata, quando si parla della salute e della vita delle persone, è necessario far tesoro del dramma che stiamo vivendo ed agire di conseguenza, come già suggerito dal consigliere Mariani, abbandonando ogni steccato e colore politico, e lasciando spazio ad un confronto ed una rete istituzionale seria e franca, che dia forza ai nostri rappresentanti in Consiglio e nella Giunta regionali, a prescindere dallo loro appartenenza.

È infatti improcrastinabile che si adottino i più opportuni indirizzi per il potenziamento della qualità dell’offerta sanitaria della nostra provincia, da orientare in visione di prospettiva. La riorganizzazione della rete sanitaria, deve cogliere le criticità e le difficoltà di un sistema che ha presentato deficit strutturali, superati durante la pandemia solo grazie al sacrificio e all’umanità eccezionali dimostrate da tutto il personale sanitario, per tornare ad investire in maniera decisa sulla sanità pubblica. 

Siamo di fronte ad un Piano che dà risposte totalmente insufficienti su mobilità passiva, liste di attesa, carenza di personale sanitario; il tutto in uno scenario sanitario provinciale privo di strutture private. Un Piano che piuttosto consolida una rete ospedaliera abruzzese a due velocità, con uno sbilanciamento teso a favorire le province di Chieti e Pescara ed un depotenziamento di quella teramana. Siamo ancora fermi ad un Piano che disegna da un lato, il DEA funzionale di II livello ben dettagliato nell’area di Chieti/Pescara con dipartimenti interaziendali e dall’altro, un DEA funzionale di II livello tra L’Aquila e Teramo, ancora tutto da definire: di fatto, un ulteriore allargamento del gap tra la sanità teramana, e quella pescarese/teatina.

Teramo e la sua provincia hanno risorse, professionalità, competenze, storia, caratteristiche, esigenze, che giustificano e legittimano la presenza di un HUB di II livello, avendo già oggi peraltro l’Ospedale di Teramo tutte le specialità previste a tal fine dalla normativa, fatta eccezione per la sola terapia intensiva neonatale; oltre che una rete ospedaliera territoriale indispensabile per la tutela del diritto alla salute su un territorio provinciale estremamente variegato. Dobbiamo partire da un sistema che garantisca qualità e servizi e che risponda alla necessità di definire il contenuto, prima della costruzione di un contenitore.

È quanto già detto e votato da tutto il Consiglio Comunale nell’ottobre passato, ma non basta! È venuto il momento di far sentire ancor di più la nostra voce; ed in questo senso, ben venga la proposta di Sandro Mariani. Come Presidente del Comitato Ristretto e come Sindaco della città Capoluogo, in mattinata ho indirizzato al Presidente della Provincia una lettera nella quale chiedo di muoverci insieme, in maniera trasversale, istituzionale e politica, convocando immediatamente un’assemblea di tutti i Sindaci della Provincia. Confido nella positiva risposta dello stesso Presidente, perché non si può più attendere. Il diritto alla salute prima di tutto!

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