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2009/2019. Viva L'Aquila!!!

3 minuti

Gianguido D'Alberto, sindaco di Teramo...

Commovente la fiaccolata di questa notte nella nostra città dell'Aquila.
Un silenzioso fiume carico di ricordi, di rispetto e di dolore, invaso da quelle luci segno di calore, vita e speranza.
E, successivamente, Teramo, attraverso l'eccezionale iniziativa di Lectus, ha voluto far sentire la sua voce e il suo abbraccio perché il terremoto che dieci anni fa ha colpito L’Aquila è stato un evento che ha interessato anche la nostra città. Non solo per l’onda sismica avvertita con forza a Teramo ma soprattutto perché le conseguenze di morte, devastazione, disperazione sono state così profonde da lasciare un segno indelebile nell'anima di ciascuno di noi. Niente è più come prima: una frase scontata, ma che fotografa ciò che è stato anche per noi. Difficile trovare parole più pregnanti e testimonianze più drammatiche di quelle del giornalista Giustino Parisse, che il 6 Aprile del 2009 perse i due figli, Maria Paola e Domenico, e il padre. Da allora, al ricorrere del 6 aprile Parisse, ogni anno, scrive una lettera ai suoi figli che non ci sono più. Questa notte per lectus ne ho tratto alcuni brani, in cui si parla di affetti, dolore, ricostruzione. Un racconto essenziale dolce e amaro al tempo stesso. Un racconto che porta in sé mille considerazioni dette o lasciate all’intelligenza di chi legge. Un racconto che chi amministra una città deve leggere, come questi stralci:

"... Io ho un impegno nei vostri confronti e nei confronti di tutti quelli che sono morti. Voglio che i nostri luoghi vengano ricostruiti. Io ho poco da chiedere al futuro. Quei luoghi, però, noi li avevamo ereditati. Dobbiamo restituirli a chi tornerà a viverci e dovranno essere più belli e soprattutto più sicuri. Lo dico con una rabbia che si fa amarezza, nessun genitore dovrà soffrire come sto soffrendo io. Nessuno deve più morire sotto le macerie come voi, Domenico e Maria Paola, e come le altre 306 persone.... "
Giustino Parisse, 6 aprile 2010

"... Nella cappellina del cimitero di Paganica, dove riposate assieme al nonno, non passa mese che non trovo un fiore fresco, un oggettino simpatico, biglietti con una frase che rimanda a frequentazioni che dovevano prepararvi alla vita e che invece oggi sono solo rimpianto per ciò che doveva essere e non è stato. Quei biglietti li lascio un po' di tempo lì con voi poi li porto a casa e li conservo in un grande contenitore di colore rosso che negli anni si è riempito a tal punto che prima o poi dovrò iniziarne un altro.
Oggi Onna è ancora quasi tutta macerie, casa nostra deve essere ricostruita, il paeseè al buio e nel silenzio da quella notte di inferno. La vita continua. Anche Onna andrà avanti ma sarà un'altra storia che un giorno qualcuno, non io, vi racconterà. E magari la leggeremo insieme... "
Giustino Parisse, 6 aprile 2019

https://www.youtube.com/watch?v=POhkLEs7BYM

Viva L'Aquila!

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