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Ricostruzione: L'ultimo appello del sindaco D'Alberto in Parlamento...

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Dichiarazioni del Sindaco D’Alberto, dopo l’audizione in Parlamento dei Sindaci del cratere sismico

Nel mio intervento, ho sottolineato al Presidente della Commissione  e ai relatori, che quella,odierna è davvero l'ultima chiamata, l'ultimo appello che rivogliamo noi sindaci del cratere sismico del centro-Italia, in qualità di delegati ANCI. Ultimo appello perché troppo spesso, nelle altre audizioni, abbiamo acquisito impegni che sono poi stati sconfessati. L’ultima chiamata all'appello, per un Parlamento che ha una grossa responsabilità, quella di riscrivere le regole per poter salvare le nostre popolazioni; non ci saranno altre occasioni. Il Decreto sisma, che attualmente è in fase di conversione, è una grande opportunità, ma al momento che deve essere corretto e soprattutto riempito delle risposte che attendono le nostre comunità.

Poche parole oggi, in audizione, perché il Parlamento e il Governo devono essere a conoscenza di ciò che serve per il nostro cratere. Abbiamo avuto, nella fase di conversione del decreto sblocca- cantieri, l'impegno da parte del precedente sottosegretario Crimi che quello sarebbe stato l'ultimo Decreto. Ovviamente così non è stato, ed ecco perché questa diventa l'ultima opportunità, l’ultimo appello per inserire le norme che servono.

Poche parole, se non per invocare e richiamare tutto ciò che abbiamo detto negli ultimi anni ma rimasto inascoltato: una semplificazione vera, reale della ricostruzione pubblica, con norme straordinarie adeguate alla straordinarietà che viviamo; siamo in una ricostruzione ferma con misure normative ordinarie: questo è gravissimo. 

Speriamo che la Commissione ascolti le istanze che noi sindaci, tutti all'unisono da ogni parte del territorio, abbiamo rappresentato. L'accelerazione e la semplificazione della azione sulla ricostruzione pubblica, scolastica e ATER. Ricostruzione privata: abbiamo presentato un emendamento che porta a 600 le unità di personale. Finora abbiamo avuto sono 200 unità col decreto sblocca-cantieri che non sono state nemmeno trasferite perché mancano le Ordinanze commissariali: quel poco che è stato dato, non è stata neppure attuato dal Commissario. Questo è gravissimo: ci siamo già mangiati cinque mesi di copertura finanziaria. Quindi più personale, una semplificazione vera anche della ricostruzione privata con una norma che non penalizzi troppo i professionisti; la proroga dello stato di emergenza; importante poi la norma con cui abbiamo chiesto di inserire sulla estensione ai Comuni al di sotto dei 30.000 abitanti del contributo per la manutenzione straordinaria, che era stato dimenticato prima del decreto sblocca cantieri e poi da quella quello per le norme del sisma. Quindi un emendamento sulla cumulabilità dei contributi pubblici con indennizzi assicurativi, necessario  per evitare una interpretazione assolutamente folle del decreto sisma che vuole penalizzare i Comuni che erano stati virtuosi e che si vedono costretti a pagare polizze assicurative per avere indennità. Abbiamo predisposto e presenteremo attraverso i nostri parlamentari una norma importante che prevede la deroga per la fusione delle Camere di Commercio all'interno del cantiere sismico che non può essere penalizzato con la perdita di ulteriori presidi.

Abbiamo chiuso, ripetendo quello che già ieri abbiamo detto nel discorso del 4 novembre, invocando il diritto alla ricostruzione. Noi sindaci eravamo lì in audizione ed avvertivamo il senso non di stare ad elemosinare qualcosa, così come ci hanno costretto ed hanno costretto i nostri cittadini a dover elemosinare norme, risorse, spazi, luoghi, per affrontare il dramma del terremoto. I nostri cittadini hanno il diritto, e va ribadito con grande forza, il diritto alla ricostruzione, il diritto alla dignità e oggi questo diritto è in mano al nostro Parlamento, ai nostri parlamentari, che sono chiamati a dare risposte che finora non ci sono state. I diritti si riconoscono e garantiscono; noi continueremo o a combattere per questa fase che è decisiva, ovviamente nel dialogo, così come accade per gli incontri istituzionali, ma saremo sempre in prima fila, senza mollare mai.




Comunicato Stampa dell'On. Stefania Pezzopane.

 

Una giornata importante quella di oggi per continuare a migliorare il decreto Sisma. Sei ore di audizione in commissione Ambiente hanno evidenziato un giudizio complessivamente positivo sul provvedimento. Tutti coloro che sono intervenuti, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, il commissario per la ricostruzione Piero Farabollini, il capo della Struttura di missione Fabrizio Curcio, nonché gli esponenti dell’Anci, dell’Upi, e i numerosi sindaci intervenuti tra i quali il sindaco di Teramo, dell’Aquila, di Norcia, di Camerino, di Arquata del Tronto, di Barisciano e molti altri, hanno però sollecitato il governo e il Parlamento a non fermarsi, ad andare oltre. E hanno ragione. Serve una svolta”.

Lo dichiara Stefania Pezzopane, relatrice del decreto Sisma al termine della giornata di lavori in commissione Ambiente.

“La decisione della maggioranza è infatti quella di aggiungere al decreto Sisma, che nella stesura del governo si occupa esclusivamente del terremoto 2016-17, anche norme che riguardano gli altri eventi sismici: L’Aquila 2009, Emilia Romagna Lombardia e Veneto 2012, Ischia 2017, e Catania 2018. Un passo avanti significativo – prosegue l’esponente dem - affinché trovino soluzione alcune esigenze ancora aperte, come ad esempio quelle riguardanti le proroghe dei commissariamenti, la questione delle tasse sospese, la ricostruzione delle scuole e degli edifici pubblici, l’esigenza di semplificare e quindi accelerare la ricostruzione”.

“Domani continueremo il lavoro ascoltando i presidenti delle Regioni del centro-Italia. Lasciatemi sottolineare che nelle due giornate di audizioni fin qui svolte c’è stata un’ampia collaborazione, sono state avanzate molte proposte utili. Giovedì alle 19.00 scadrà il tempo assegnato ai parlamentari per presentare gli emendamenti. Siamo tutti intenzionati – conclude Pezzopane - a fare un buon lavoro, convinti che il governo guarderà con attenzione alle richieste che giungono dal territorio e dal Parlamento”.

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