Salta al contenuto principale

Il destino della Tercoop è in mano al sindaco D'Alberto...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Anche se nella recente sentenza del Tar ci sarebbero importanti elementi per un ricorso, la mannaia della cessazione del servizio impugnata dal dirigente del quinto settore e sospesa come un minaccioso avvertimento sulla testa di 28 lavoratori, ha sortito un pesante e inaccettabile effetto intimidatorio. Su questa disastrosa ed evitabile eventualità occorre che l'Amministrazione e gli uffici comunali facciano chiarezza. Il servizio non è stato sospeso nel 2014, nel 2015 o nel 2016 quando, già largamente illegittima, la lunga proroga stava portando la Tercoop all'indebitamento con il Comune a causa di una costante riduzione di stalli a pagamento che aveva compromesso l'equilibrio economico finanziario necessario alla copertura dei costi di gestione, mai riequilibrato dagli uffici comunali competenti nonostante gli impegni presi dal Sindaco Brucchi il 29 giugno 2015 in una riunione in Provincia alla presenza dei sindacati. La cessazione della gestione non è stata decisa nemmeno nel 2017 a seguito di un esposto alla Procura della Repubblica sulla presunta illegittimità della proroga, inoltrato dall'ex consigliere comunale, oggi Deputato, Fabio Berardini. Non c'è stata l'interruzione nemmeno nel gennaio 2019, quando la gara non è stata aggiudicata per irregolarità nelle offerte dei progetti tecnici. L'ordinanza della cessazione del servizio ci è stata fatta recapitare il 15 maggio 2019, poco dopo che il D.lgs. del 18 aprile 2019, n.32, aveva esentato la Tercoop dal pagamento del Canone per l'occupazione del suolo pubblico per gli anni 2019 e 2020, regalandogli una vitale boccata di ossigeno dopo anni di continue perdite. Era inevitabile sospendere il servizio per ripristinare una "regolarità" amministrativa? No, affatto. L'Amministrazione e gli uffici comunali potevano e possono ancora ricorrere alla procedura negoziata, con o senza bando e in tempi brevi, come previsto dal D.lgs. 18 aprile 2016, n.50, e negoziare una nuova offerta con tutti i precedenti offerenti che hanno partecipato alla gara d'appalto non aggiudicata. Perché non è stata e non viene presa in considerazione questa possibilità, ma si è invece optato per la cessazione del servizio che avrebbe portato la Tercoop a chiudere i battenti? Forse perché la cooperativa sociale teramana avrebbe goduto e godrebbe di un legittimo vantaggio rispetto ai concorrenti che non usufruirebbero dell'esenzione del Cosap non avendo sede legale a Teramo, e di conseguenza sarebbe in grado di fare una buona offerta al Comune di Teramo per potersi aggiudicare la gara che evidentemente non deve vincere? Sono auspicabili e graditi i necessari chiarimenti.

Ecco cosa pensa Leo Iachini sulla questione Tercoop e della gestione delll'Amministrazione D'Alberto. 
https://www.youtube.com/watch?v=9DwCB_IZnV8

Commenta

Commenti

Quindi siccome la tercoop deve lavorare il comune non potrebbe togliere i parcheggi a pagamento??... o si???