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Mosciano Sant'Angelo: Le nuove tecnologia degli impianti a biometano e la puzza di Sarmato...

di Giancarlo Falconi
4 minuti

Ricapitoliamo.

Dopo il nostro articolo che vi invito a leggere 


" Una piccola premessa.
La società milanese  CTIP BLU SRL con un capitale sociale di 10 mila euro ( da visura camerale) ha intenzione di realizzare a Mosciano Sant'Angelo un impianto di produzione di Biometano da digestione anerobica di fonti rinnovabili.
Notizia nota.

Lo stesso impianto è stato in una prima fase autorizzato dalla Regione Abruzzo, con il parere favorevole espresso da tutte le Amministrazioni intervenute nel procedimento (Provincia, Arta, ASL, …) e con il solo parere contrario del Comune di Mosciano Sant’Angelo.

Per redarre questo articolo abbiamo studiato il giudizio numero 3039 della Regione Abruzzo del 16/04/2019 del Comitato di Coordinamento Regionale per la valutazione dell'impatto ambientale.

Abbiamo studiato le norme che regolano le distanze minime dai centri urbani di simili impianti che non devono scendere sotto i 500 metri da confine a confine.


Abbiamo catalogato dal sito della GIstat la pianificazione urbana di Mosciano Sant'Angelo.
 

Abbiamo valutato i criteri localizzativi riportati nel vigente Piano Regionale di Gestione Rifiuti.
 G
li impianti di digestione anaerobica, come quello approvato, devono stare ad una distanza di almeno 500 metri dai centri abitati.
Inoltre, nello stesso Piano, si precisa che “le distanze si intendono misurate dalla recinzione dell’impianto” e non, come avrebbe inteso la ditta dal punto di emissione – biofiltro.
Le distanze sono da considerarsi “distanze minime”, lasciando intendere che gli Enti, per garantire la tutela della salute pubblica potrebbero richiedere distanze superiori dai centri abitati, ma che in ogni caso, anche se l’impianto fosse distante solo 499 metri, non sarebbe ammissibile e autorizzabile.

Mosciano Sant'Angelo  vive e insiste tra diversi agglomerati industriali e la discarica del Cirsu.
Il cumulo di sostante odorigene potrebbe far diventare il piccolo comune, capoluogo della cosiddetta Terra delle Puzze.

E ora, per suggellare il primato, si tende ad autorizzare un futuro impianto di Biometano ?

Che cosa accadrà?
Perchè il confinante comune di Notaresco non è stato mai invitato alle conferenze di servizi?
Lo stesso ente locale è consapevole che  i criteri localizzativi riportati nel vigente Piano Regionale di Gestione Rifiuti (Tabella 18.6-1 a pag. 492 del Piano), per gli impianti di digestione anaerobica, come quello approvato, devono stare ad una distanza di almeno 500 metri dai centri abitati?
Lo stesso comune di Mosciano è consapevole che il codice ISTAT 670301003 riguardante la perimetrazione aggiornata del Centro Abitato, qualifica la distanza ad appena 420 metri dal perimetro dell’impianto?
Quando il comune di Mosciano depositerà il ricorso al Tar?
Utilizzerà la norma della distanza minima che bloccherebbe ogni velleità?".


 

....ci sono stati molti esperti del settore che hanno pubblicizzato la bontà dei nuovi impianti ad alta tecnologia della società in questione.
Quanta esperienza sul campo?

Basta un attento viaggio da internauta per comprendere e avere ancora tanti dubbi.
Vi invito in maniera cordiale a leggere e seguire i seguenti link http://www.ilpiacenza.it/attualita/sarmato-comune-e-regione-monitorano-l-impianto-a-biometano-maserati-energia.html
Nell’articolo l’assessore auspica che finalmente gli impianti possano funzionare senza problemi odorigeni… ma il corretto funzionamento degli impianti non dovrebbe essere “auspicabile” a posteriori, ma dovrebbe essere “certo” in fase di approvazione dei progetti.
e poi ancora https://www.piacenzasera.it/2019/07/cattivi-odori-sarmato-lamministrazione-convocato-durgenza-comitato-paritetico/305568/
Esiste una correlazione tra i tecnici della società di Sarmato con la società di Mosciano?
Ci piacerebbe, per esempio, una risposta. 

Nella brochure della società Sebigas, estratta dal loro sito web si precisa che l’impianto di produzione di biometano a Sarmato è il loro primo impianto ed è stato avviato appunto nel 2018.
Per avere una idea dei problemi odorigeni di Sarmato vi consiglio di studiare i verbali  dell’impianto di trattamento rifiuti FORSU http://www.comune.sarmato.pc.it/sottolivello.asp?idsa=340&idam=&idbox=37&idvocebox=367
Siamo sicuri e non all'altezza di porre dei seri interrogati sulle nuove tecnologie ma ci piacerebbero degli esempi virtuosi da poter esaminare. 
A Mosciano il cumulo di sostanze odorigene trasformerà tutto nella Terra delle Puzze?
In attesa sempre del ricorso al Tar dell'Amministrazione Galiffi...

...e non finisce qui...

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Commenti

Una cosa è certa: dobbiamo solo pregare!
Sembra trasversale la volontà politica di far andare avanti questa iniziativa, anche il Comune che si oppone, non sembra opporsi con tutta la forza che potrebbe avere, anche il comitato Mosciano Stazione sembra abbastanza addomesticato.
Possibile che il Comune non abbia tirato fuori la carta che dimostra la distanza dal centro urbano e tutti si siano accontentati delle dichiarazioni della ditta? Ma allora su quali basi il Comune ha dichiarato che non c'è sufficiente distanza?
Una cosa è certa, la ditta autorizzata non ha mai gestito un impianto simile (società con 10.000 euro di capitale sociale) e la società di progettazione (Sebigas della Seci energia del Gruppo Maccaferri) oltre ad avere realizzato un solo impianto di trattamento Forsu, si trova anche in crisi economica:
https://bebeez.it/2019/06/05/ok-del-tribunale-al-concordato-bianco-quat…
Di chi possiamo fidarci?

Leggendo attentamente i link si evince con chiarezza che la puzza di Sarmato è riferibile ad un impianto più che ventennale di normale compostaggio aerobico, come l’ex Cirsu per intenderci.

Poi si legge ancora che, proprio per risolvere il problema si è deciso di optare per sostituire quel problematico impianto con un moderno e performante digestore anaerobico - dunque, sempre per intenderci, come l’impianto proposto dalla ditta a Mosciano - che permette un più semplice controllo degli odori. Impianto che, peraltro, non è ancora pienamente in funzione.

Pertanto, mischiare le due cose significa mistificare, mischiare mele e pere.

Sig. Gino, il tema delle distanze è inesistente. E' una pura bufala. Le distanze sono state misurate dallo stesso comune di mosciano e vengono rispettate dalla ditta.

Per il resto, non corra dietro alle chiacchiere e ai pettegolezzi su questa o quella società. C'è in atto una chiara strategia di discreditamento appoggiata -sorprendentemente - anche da questo blog, purtroppo per i lettori.

Esistono solo i fatti, gli atti e le carte, che sono depositate in regione abruzzo e visibili a tutti.