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Il Teatro Romano senza pietre.

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Sandro Melarangelo e Piero Chiarini di Teramo Nostra pronti alla Battaglia Civile per la storia di Teramo. Il Teatro Romano sarà orfano della sua polvere magica, delle sue sedute,delle sue fondamenta, dei suoi scalini, delle sue pietre, che verranno trasportate e depositate altrove. Come verranno catalogate? Come verranno ricollocate? In consiglio comunale il sindaco Brucchi aveva promesso che nessuna pietra sarebbe stata toccata, tesi ribadita a Teleponte, durante una trasmissione televisiva. Chi ha costretto il sindaco Brucchi a contraddirsi? A negare una sua parola? I due famosi palazzi che sciacallano sul teatro romano a chi interessano? 

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Commenti

Ma sono già state portate via? Brucchi tanti poteri non li ha in merito...........stazione appaltante e direzione lavori le uniche ad avere poteri.........
ma la sovrintendenza ????
"La ruina del teatro d'Interamnia testimonia romanamente l'antica grandezza" dettava Gabriele D'Annunzio negli anni 30 e le sue parole sono riportate da una targa apposta su uno dei piedritti di una scalinata di accesso a quelle che erano le gradinate. Da quel tempo si parla e si discute del recupero dell'intera cavea e del restauto del teatro romano, durante gli anni quaranta tutto passò in second'ordine, c'era una guerra disastrosa per l'Italia, e negli anni cinqunta a sessanta la città era impegnata nella sistematica distruzione del suo tessuto antico e storico in nome di una inqualificabile speculazione edilizia che ha distrutto tutto l'impianto alto medioevale della zona intorno a Piazza del Carmine, alla deturpazione del quartiere di Santa Maria Bitetto. Oggi continua l'intervento edilizio, a fini speculativi, nel quadrilatero tra Circonvallazione Ragusa, Via Saliceti/Largo Melatini, Corso De Michetti, via Noè Lucidi, quartiere di Santo Stefano (anticamente detto l'Albania) e non come si ostina a ridenominarlo Teramo Nostra quartiere San Leonardo (che è l'intestazione della parrochia con sede nella chiesa di Sant'Antonio) zona ricchissima di testimonianze romane dove ad ogni lavoro intrapreso vengono alla luce. mosaici, cisterne, pozzi e resti di domun romane inglobate nelle costruzioni successive; alcuni reperti sono stati posti ad abbellimento di costuzioni successive, altri sono stati salvati (soprattutto mosaici) ma non sono fruibili al pubblico, molti altri ancora, e purtroppo anche recentemente, distrutti e/o cementificati. Altre testimonianze pre-romane, i resti della cinta muraria ciclopica del precedente insediamento è stato anch'esso inglobato (in zona vecchio mattatoio/campo boario) in una moderna costruzione. Ritengo che, fatte le debite proporzioni, Teramo avrebbe poco da invidiare a Roma per la presenza di antichità......... solo se avesse saputo preservarle. Oggi si ricomincia a parlare di recupero di uno dei due resti più significativi dell'epoca imperiale rtomana: il teatro, per l'altro: il circo non se ne parla anche perchè la struttura fu definitavemte compromessa dalla costruzione del Seminrium Aprutinum che forse conserva nei suoi scantinati e fondazioni parte della struttura romana e del quale a nessuno verrebbe in mente di prospettare l'abbattimento. Il lavoro si presenta molto arduo vista anche la mancanza dei marmi di abbellimento della struttura, se ne vedono ancora solo due parti, una alla fine di Via Paris seminglobata nella struttura periferica del plazzo Massignani e l'altra relativa al palcoscenico sotto la chiesetta di San Bartolomeo e del palazzo Giordano, nonostante ciò ben venga l'operazione se riuscirà a dare dignità a quell'opera del passato, ma...... per liberare la cavea e recuperare altro materiale da riposizionare che incombono i due "sciacalli" come li chiama il blogger che si chiede quali appetiti potrebbero scatenare, appetiti che penso non sia peregrino immaginare come speculazione pura e semplice. I palazzi sono due: palazzo Adamoli (solo in parte già demolito) e palazzo Salvoni, dal nome dei proprietari originari. Bene fa a porsi il dubbio Giancarlo Falconi. Lo invito a verificare gli ultimi passaggi di proprietà del primo, già acquisito al patrimonio del comune(?) o della regione(?) che ha stanziato i fondi per l'acquisto, per il secondo la proprietà dovrebbe essere ancora degli untimi proprietari in ordine di tempo visto che sullo stesso ancora fanno bella mostra due cartelli di "vendesi" ed "affittasi" con relativi numeri telefonici da contattare. Inoltre sembrerebbe che palazzo Salvoni sia inagibile per le conseguenze del sisma del 6 aprile 2009. Buon lavoro Giancarlo penso che avrai molti elementi da valutare sui passaggi di proprietà di palazzo Adamoli:
mi chiedo....ma il teatro romano esiste???