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L’ACQUA DEL GRAN SASSO D’ITALIA… E IL CITTADINO UTENTE

di Walter Mazzitti
6 minuti

Non entro nel dettaglio della presunta contaminazione delle acque del Gran Sasso d’Italia che in queste ultime settimane ha tenuto la popolazione col fiato sospeso, creando un vero e proprio allarme sociale. Al centro degli interrogativi della gente, la sicurezza dell’acqua che sgorga dalle viscere del Gran Sasso d’Italia, captata a contatto con le strutture del più grande laboratorio sotterraneo al mondo di fisica nucleare.
Le allarmati notizie che si sono intrecciate in un racconto quotidiano e che ha provocato sconcerto e paura tra gli utenti, hanno generato tanta confusione, accentuata da molteplici fattori: lo stato di emergenza dichiarato dalla Regione, la chiusura della captazione dell’acqua sorgiva da parte del gestore, le richieste di danni all’Istituto di Fisica Nucleare, le estemporanee dichiarazioni di amministratori pubblici, un continuo susseguirsi di esami chimici e referti sulla qualità della risorsa.
Alla fine nessuno è riuscito a rassicurare i cittadini sui possibili pericoli futuri per la salute pubblica.
Tuttavia, sembrava, almeno fino a ieri, che si fosse fatta chiarezza sullo scampato pericolo, prendendo finalmente atto che nonostante tutto l’acqua del Gran Sasso non avrebbe subito contaminazioni e quindi non è stata in grado di arrecare danni alla salute pubblica.

Ma oggi si torna a leggere: “l’acqua dei Laboratori non va bevuta”.
La notizia è tratta da una lettera del 2013 dell’Istituto Superiore di Sanità, rintracciata e pubblicata da un sito Web, secondo cui e in estrema sintesi, la presenza dei laboratori nelle profondità del Gran Sasso d’Italia, sarebbe incompatibile con il sito di captazione delle acque per uso potabile.
Il panico torna ad investire di nuovo la popolazione abruzzese.
E così da oggi il cittadino tornerà a domandarsi: l’acqua è contaminata? Possiamo darla da bere ai nostri figli? Che fare?
Intanto, per non sbagliare si fa incetta di bottiglie di acqua minerale.
E si ricomincerà da capo.
Ma insomma, in questa intricata e allarmante vicenda, al cittadino chi ha pensato?
Chi è tenuto a fornire informazioni corrette e rassicurare l’utente?
è tenuto a proteggere il cittadino dal bombardamento di informazioni allarmanti sui pericoli alla salute connessi alla possibile contaminazione della risorsa da agenti chimici utilizzati dai laboratori di fisica nucleare ?
Il cittadino utente non ha alcun potere di incidere nel processo gestionale e la pubblica amministrazione si sente legittimata ad ignorarlo.
E così si rischia di continuare, chissà per quanto tempo ancora, a vivere in uno stato di assoluta incertezza. Il problema è culturale.
Il cittadino, sebbene abbia un sacrosanto diritto, costituzionalmente garantito, ad essere informato, specie se l’informazione attiene ad un bene vitale come l’acqua, è considerato dalla pubblica amministrazione e dai gestori del servizio idrico, un elemento di disturbo.

Ma siamo in Abruzzo.
Dove quando si parla di acqua, si discute di poltrone, di posti da coprire nei consigli di amministrazione, di moltiplicazione di società pubbliche, di assunzioni, stipendi da capogiro, di auto di rappresentanza, ecc.
I costi della politica, gli eccessi e gli sprechi di gestione delle amministrazioni preposte al controllo e alla gestione dell’acqua, sono temi sui quali il cittadino utente nulla può, essendo stato da sempre e volutamente tenuto lontano dal processo politico e gestionale delle risorse idriche.
Con la conseguenza che non si è in grado di fare opinione e denunciare la grave mancanza di una politica e di una strategia regionale, la mancanza di piani di bacino, di piani di tutele delle acque, di investimenti e di manutenzione e il gravissimo degrado delle reti. I cui maggiori costi gravano unicamente sul cittadino utente.

Siamo trattati dai politici come sudditi di un sistema bacato, che fa leva sulla disinformazione, che aiuta a sua volta a distrarre la società dai problemi reali. In questo quadro si muove oggi il cittadino utente di un sistema che se ne frega letteralmente dei diritti costituzionalmente garantiti, delle carte dei servizi, degli obblighi di trasparenza imposti dalle leggi a chi controlla e a chi gestisce.Il tema che oggi è posto dai media alla attenzione dei cittadini sembra essere di una delicatezza estrema: la compatibilità dei laboratori di fisica nucleare con la sorgente del Gran Sasso d’Italia da cui viene captata l’acqua diretta a soddisfare a valle le esigenze di diverse centinaia di migliaia di abruzzesi. Si rischia ancora una volta di vivere nell’incertezza, e dover attendere le decisioni della politica senza poter entrare nel dibattito. Per poter far valere questo sacrosanto diritto è però necessario conoscere a fondo le problematiche. Sarebbe dunque ora far sentire la nostra voce di cittadini e pretendere una volta per tutte il rispetto del diritto ad essere preventivamente informati sullo stato di fatto.

Informare ed educare i cittadini: questa dovrà essere la priorità assoluta per far sì che noi utenti diventiamo soggetti attivi nel processo di gestione. I futuri programmi dovranno tendere al riconoscimento generale dell’importanza dell’acqua come elemento prezioso e vitale che deve essere gestito in modo razionale, tenendo conto dell’ambiente, del rispetto della risorsa, dei principi di solidarietà sociale e della piena partecipazione degli utenti al processo gestionale. Questi i principi più elementari per uscire da quel rapporto di sudditanza con il potere politico che fa solo del male alla qualità dell’acqua, all’ambiente e alla salute.

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Commenti

si vabbè...ma si può bere l'acqua del rubitto, sci o nò???
Il problema davvero serio e' un altro e non va trascurato, anzi tutti i politici, cittadini, cittadini utenti devono tenerlo bene a mente: Mazzitti vuole un incarico...da troppo tempo e' ormai senza poltrona e non è giusto!!!
Informare i cittadini è semplicemente democratico, ed è un atteggiamento onesto di chi è preposto a governare la cosa pubblica (anche quella privata, per la verità, quando si tratta di salute). Il problema è che è difficile rispettare una qualsiasi deontologia quando già a monte abbiamo frapposto un ostacolo insormontabile: la segretezza! Perché gli esperimenti che si consumano all'interno di quei laboratori sono segreti, anche quando vengono sbandierati ai quattro venti. O almeno alcuni di essi vengono sbandierati, forse a copertura di altri di cui non sappiamo un bel niente. Bisogna iniziare da qui, dal togliere il segreto, per arrivare finalmente ad una gestione compatibile con le risorse idriche vitali alla popolazione, o addirittura alla chiusura definitiva dei laboratori. Si cerchino altri siti per gli esperimenti, lontano, oltre i confini nazionali e addirittura europei!
Caro Giancarlo, leggendo gli articoli e i documenti usciti in questi ultimi giorni mi sembra che questa sia una vicenda in cui quasi tutti gli attori si sono mostrati inadeguati. L'INFN vuole fare i suoi esperimenti senza tanti impedimenti; il Ruzzo vuole fare i suoi affari; la Regione non fa niente se non rassicurare e approvare tutte le decisioni che vengono da Roma. Solo il servizio della ASL di Teramo diretto dalla dott.ssa Marconi cerca di fare il suo dovere. Come cittadino abruzzese voglio ringraziare pubblicamente la dott.ssa Marconi. Anche l'Istituto Superiore di Sanità mi pare cerchi di riportare alla realtà dei fatti senza indulgere in propaganda. In Abruzzo abbiamo un grande laboratorio di Fisica Nucleare immerso in un grande acquifero. E' una situazione davvero rara se non unica. Per questo ci vorrebbero le migliori intelligenze e le migliori capacità tecniche per rendere compatibili le due attività, salvaguardando ovviamente la risorsa prioritaria che è l'acqua. Ma di questo chi ne è consapevole in Abruzzo? Pochi credo. Di certo non i politici regionali che avrebbero loro il dovere di fare di tutto per fare proseguire le attività del laboratorio tutelando la risorsa idrica. Per fare questo dovrebbero essere disposti a mettere in campo le migliori risorse e a imporre a tutti (INFN e Ruzzo) tutti i limiti e le precauzioni che si rendessero necessarie. Ci vorrebbero persone autorevoli. Io non li vedo però. Non c'erano prima quando hanno lasciato che il Commissario Balducci saccheggiasse decine di milioni di Euro senza risolvere i problemi. Non mi sembra ci siano oggi quando l'ultimo comunicato sulla vicenda dopo la riunione indetta dal vicepresidente Giovanni Lolli, si limita a cercare di fare opera di rassicurazione, in modo tra l'altra molto dilettantesco citando limiti e valori che non c'entrano nulla con l'inquinamento delle acque sotterranee, senza minimamente dare l'impressione che si voglia davvero affrontare seriamente il problema.
La sua analisi mi trova completamente d'accordo. I nostri politici, come sempre, dimenticano di essere rappresentanti dei cittadini con il preciso dovere di informare e tutelare tutti noi. C'è una totale mancanza di civiltà da cui non si sa come difendersi.
In sintesi si chiede: è potabile l acqua o no? Qualcuno ha l onestà intellettuale e le competenze x poter dire se ciò che esce dai nostri rubinetti, che abbiamo sempre bevuto, è potabile?
.. credo che la frattura esistente in Italia tra politica e cittadini sia strumentale... innanzitutto per nascondere che l'attuale politica sia in realtà esattamente rappresentativa della maggior parte dei cittadini che di fatto la vota (non mi sembra di ricordare recenti marce su Roma di presa del potere), ed é solo becero populismo far derivare tutti i problemi della nostra società dai politici, in quanto loro operano in estrema aderenza al mediocre mandato sotteso ricevuto dagli elettori, la cui mediocrità culturale è il vero problema della nostra società... che però viene celato da dei mestieranti che prestano la loro opera per tenere celato il vero problema... mestieranti sono i politici che ricevono le loro prebende come corrispettivo della prestazione consistente nell'incarnare il 'mostro' su cui far risalire ogni colpa, coprendo di fatto le reali responsabilità dei cittadini... mestieranti sono anche coloro, che, anche grazie ad articoli come questo, consolidano il senso di vittimismo dei cittadini rispetto la politica alimentando l'illusione che la colpa di tutto sia appunto dei politici e non loro per il basso livello del mandato a questi consegnato (posti per figli, parcheggio davanti casa, stradina asfaltata ecc ecc...), che in cambio ricevono un presunto ruolo di paladini della libertà. C'è bisogno di una maggiore onestà morale, consistente nel riconoscere che quella politica che contestiamo é l'esatta conseguenza di quel mediocre mandato che gli abbiamo consegnato....
al massimo si faranno cabine di regia come quella proposta da alti esponenti regionali.. ma siamo in Italia e diverrà un nuovo capitolo di spesa parassitaria per non fare niente e dividersi stipendi da capogiro...e più non fai niente e non crei problemi e più mantieni posto e stipendio questa è l'Italia.. ed ove mai dovesse succedere un grosso incidente nessuno pagherà.. d'altronde chi ha pagato per la più grande discarica abusiva (caso Bussi)che ha inquinato le falde acquifere facendo ammalare migliaia di persone? nessuno.. tutti assolti... basta dirlo,l'Abruzzo non è una regione verde,se non sulla carta..ogni anno i mari sono inquinatissimi poi all'ultimo momento arriva la balneabilità..magicamente... le acque sono inquinate sistematicamente perchè in prossimità delle sorgenti nascono industrie (come nel caso di Bussi)o laboratori (come nel caso del gran sasso) lo si dica chiaramente come ha detto l'Istituto superiore di sanità o il laboratorio o l'acqua..insieme non possono coesistere nell'attuale configurazione..ossia usando sostanze altamente tossiche per uomo ed ambiente..ed anche facendo lavori di messa n sicurezza l'incompatibilità rimane.. mi giunge all'orecchio che il laboratorio ha proposto di sversare acqua dei laboratori cui pagherebbe la potabilizzazione a me pare sia una ammissione di colpa visto che fino a oggi quell'acqua faceva parte dei 180listri/sec che fornisce la sorgente.. oggi li si vuole scaricare in ambiente e potabilizzarli quindi non avremmo più acqua pura..si passerà da acqua a rischio inquinamento a acqua potabilizzata di qualità inferiore a quella naturale e perchè? perchè hanno deciso sotto al gran sasso di gingillarsi con i loro esperimenti? che ricordo ad oggi hanno avuto solo un risultato concreto quello di stabilire che esistevano particelle più veloci della luce.. salvo poi scoprire con figuraccia mondiale che avevano sbagliato i conti... ma nessuno risulta abbia perso il posto.. alla faccia della meritocrazia..