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TERREMOTO. LETTERA APERTA ALL’INFORMAZIONE

di Walter Mazzitti
9 minuti

Confesso ( ( Foto Giovanni Foschidi essere turbato nel vedere in TV, ad appena qualche giorno dal sisma che ha colpito l’Italia centrale, mentre la terra continua a tremare e si tenta ancora di recuperare qualche corpo tra le macerie, un susseguirsi incalzante di servizi sulla mancata prevenzione dei terremoti e sulle esperienze compiute da altri paesi come  Stati Uniti e Giappone, che nulla hanno a che vedere con la nostra storia.
Tutto questo è a dir poco ridicolo e offensivo nei confronti dei famigliari delle vittime e degli italiani che soffrono giornalmente dinanzi alle scene strazianti degli effetti di questo maledetto cataclisma che ha stravolto una terra verace, colma di valori straordinari, di storia e tradizioni, di ambiente e paesaggi incomparabili. Una terra che ha favorito la vita di comunità di gente genuina legata da vincoli di amicizia e solidarietà.
Paesi  interi mantenuti in piedi da poche famiglie che superati i rigori dell’inverno appenninico, aspettavano con ansia il ritorno dell’estate, per rivedere le case, le stradine e le piazze stracolme della loro gente, dei parenti, degli amici d’infanzia con figli e nipoti.
Questa era la storia che si ripeteva da decenni  ad Amatrice, Arquata del Tronto, Accumoli e nelle tantissime minuscole frazioni disseminate sui Monti della Laga,  che hanno tenuto in vita questi luoghi straordinari ricompresi nell’ambito di una delle aree protette più belle d’Europa, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Come tutti, vivo con dolore le immagini dei sindaci e dei cittadini piangere i loro cari e dei centri storici sconquassati dalla furia del terremoto, persone eccezionali e luoghi  meravigliosi che ho imparato a conoscere negli anni passati. E mentre la terra trema infierendo sulle ferite ancora aperte, l’informazione martella senza sosta alla ricerca dei colpevoli e  delle responsabilità per la mancata prevenzione del rischio sismico.
Fermatevi, per favore.
Questa, mi spiace dirlo, è  demagogia, identica a quella dei politici che ritualmente appaiono in prima fila sui luoghi del disastro con le solite espressioni di circostanza e promesse mai mantenute.
Promesse che ritroviamo in fotocopia  in tutte le prime pagine dei quotidiani che si sono occupati dei troppi terremoti subiti nei decenni dal nostro Paese. Ma quante volte, tra un disastro naturale e l’altro,  l’informazione si è occupata della prevenzione?
Purtroppo ciò avviene sempre e solo nel corso degli eventi calamitosi, delle inondazioni, del dissesto idrogeologico, dei terremoti.
Poi, il silenzio più assoluto.
Facendo così il gioco della politica, che dopo l’evento dannoso e le promesse di pinocchio, dimentica regolarmente di avere proposto piani di prevenzione nazionali e  investimenti colossali.
Mi spiace dover mettere il dito sulla piaga. Ma l’informazione ha una sua responsabilità.
Su questo delicato e vitale tema della sicurezza nazionale, l’informazione  non ha fatto e non fa il proprio dovere.
Dovrebbe incalzare, punzecchiare, indagare sui ritardi e sul rispetto delle promesse fatte dalla politica. Poi sì che l’informazione avrebbe tutto il diritto e il dovere  di amplificare la rabbia degli italiani, di quelli più direttamente colpiti dalla calamità e di quelli che ne soffrono, per le omissioni, per il mancato rispetto delle promesse e avere soprattutto il coraggio di  denunciare chi ha omesso di fare o non fare.
Guardate che la questione è davvero seria. Chi non ha neanche avviato a livello centrale o regionale un programma di messa in sicurezza degli edifici pubblici, ospedali, scuole, asili e  sedi istituzionali non può chiamarsi fuori.
E l’informazione in questi anni non ha certo offerto un serio contributo per smascherarli. 

Rimango basito dinanzi a certe affermazioni giornalistiche e ne abbiamo sentite a iosa, secondo cui ( quasi fosse una dato scandalistico ) meno del 10 per cento degli italiani non è consapevole di vivere in zona sismica e quindi in pericolo. Ma sono gli italiani i responsabili, che da generazioni vivono in zona sismica in  abitazioni  vecchie di secoli nelle migliaia di borghi che costellano il  paesaggio nazionale, o sono piuttosto i politici tenuti ad  assumere iniziative per la messa in sicurezza di quelle abitazioni?
E sono forse responsabili gli italiani che durante un terremoto crolla l’ospedale dove sono ricoverati o si sgretola la scuola dei loro figli?
La politica e l’informazione viaggiano su un binario parallelo. E questo non va bene. Ma c’è un altro fastidioso aspetto che ci fa male: il solito malaffare delle ricostruzioni.
Ma è possibile che in  ogni terremoto, dopo qualche giorno, man mano che si esauriscono le notizie strazianti del dramma umano, subentrano quelle del dramma nazionale della corruzione, del malaffare, degli appalti truccati  e delle truffe. Notizie che all’estero prendono immediatamente il sopravvento  e tornano periodicamente ad offrire l’immagine di un Paese che è capace di consentire ai malviventi di nutrirsi anche nel dolore nazionale, di fare affari ancora più consistenti quando il paese torna periodicamente ad essere preda di un mostro come il terremoto. L’Aquila è il caso più recente.
Ma non deve andare sempre così. Non è possibile che il dramma che stiamo vivendo a livello umano debba passare quasi in secondo piano dinanzi al malaffare, al caso della scuola appena restaurata e crollata, della chiesa sventrata dal sisma appena inaugurata. Dobbiamo abbandonare questa strada.
La giustizia  farà il suo corso, indagherà e assumerà, si spera in tempi rapidi, le decisioni del caso. Ma questi episodi non possono e non devono minimamente inquinare il nostro sentimento di dolore che tutti stiamo drammaticamente coltivando nei nostri cuori. Basta con la ricerca delle responsabilità! Continuate a raccontarci, come molti illustri giornalisti sanno fare, le storie delle persone che hanno perso la vita e di quelle che continueranno a viverla senza i loro cari. Parlateci ancora delle straordinarie imprese dei Vigili del Fuoco, dei bambini salvati, delle lacrime e gli applausi dei soccorritori, degli affreschi, dei dipinti e delle statue delle chiese scoperchiate,della sorte dei pastori e degli agricoltori dei Monti della Laga, delle loro greggi e dei bovini. Questa non è demagogia. E’ condivisione di sentimenti che l’informazione ha il dovere di favorire. No alla demagogia della mancata prevenzione e all’esaltazione degli scandali che non ci restituiscono nulla del perduto, ma alimentano unicamente la rabbia del paese nei confronti di un sistema che ha bisogno di una grande inversione, soprattutto culturale. 
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            Walter Mazzitti (già presidente del Parco Nazional del Gran Sasso e Monti della Laga)

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Commenti

Io sono ignorante e non capisco, ma questo accostamento dei giornalisti ai politici nelle responsabilità mi sembra una forzatura , è forse colpa dei giornalisti se in Italia ci sono tanti politici corrotti e incapaci ? Poi non capisco il sig. Mazzitti , non è stato un politico anche lui sia a destra che a sinistra ? ed adesso tutta questa voglia di visibilità dopo tanto silenzio che significa ? forse che vuole rientrare in politica ?
Sig Mazzitti, ma si rende conto di ciò che ha scritto? E' inaccettabile. Praticamente ci racconta che i giornalisti dovrebbero parlare dei drammi delle persone, che stanno vivendo giorni di inferno; e non fare domande sul perchè, stanno vivendo tutto ciò. Mi lasci dire che i teatrini televisivi, dove si raccontano drammi, e si cerca in tutti i modi di commuovere il pubblico, non è giornalismo. E' sciacallaggio. Lei invece, dice che un giornalista, che per natura DEVE fare domande, fa demagogia! Demagogia: "Degenerazione della democrazia, per la quale al normale dibattito politico si sostituisce una propaganda esclusivamente lusingatrice delle aspirazioni economiche e sociali delle masse, allo scopo di mantenere o conquistare il potere" Capito? E ancora: "quante volte, tra un disastro naturale e l’altro, l’informazione si è occupata della prevenzione?" Adesso ci viene a dire che la prevenzione e la sicurezza della comunità è compito dell'informazione? Ma di cosa sta parlando? Le responsabilità, sono POLITICHE, punto e basta. La politica ha la responsabilità di incalzare, punzecchiare, indagare. Anzi, di più, ha la responsabilità di denunciare e prendere distanze. Ad esempio, la politica ha mai preso le distanze da gente come dell'utri, cosentino, frigerio, bwerlusconi, bossi? ...non ho tempo per elencarle tutti i politici pregiudicati o vicini ad ambienti mafiosi. La risposta è NO. Non è compito della magistratura, ma dei politici, allontanare e prendere le distanze da persone non trasparenti ed oneste. La magistratura, se serve, arriva dopo. Compito dei giornali, e dei giornalisti, è quello di fare domande e chiedere chiarimenti. Una politica di stato, troppo impegnata a difendere le persone sopraelencate, abbandona il paese a se stesso. MAI, ho sentito i figli di questa politica di malaffare, denunciare la mancanza dello stato nei luoghi sismici, o paesaggistici o delle meraviglie culturali della nostra regione. Le risulta che razzi, tancredi e compagnia, che ci rappresentano in parlamento, abbiano denunciato ciò? Poi la perla: "possibile che il dramma che stiamo vivendo a livello umano debba passare quasi in secondo piano dinanzi al malaffare, al caso della scuola appena restaurata e crollata, della chiesa sventrata dal sisma appena inaugurata" Se il sisma fosse stato ad ottobre, magari alle dieci di mattina, dentro quella scuola chi ci sarebbe stato? Se il sisma fosse stato di domenica mattina, nella chiesa chi ci sarebbe stato? Il dramma che stiamo vivendo è il risultato del malaffare, caro Mazzitti. Paragonare l'Italia, sismica, alla California o al Giappone è leggittimo, oltre che intelligente. Bisogna imparare dai migliori, o dai più esperti....l'Aquila invece fu sequestrata ed invasa da incompetenti e personalmente delinquenti, e chi sedeva in parlamento andava in giro col casco dei Vigili Del Fuoco a fare demagogia e sciacallaggio...come dimostrato dal mostro delle new town, che cadono a pezzi. Infine scrive: "No alla demagogia della mancata prevenzione e all’esaltazione degli scandali che non ci restituiscono nulla del perduto, ma alimentano unicamente la rabbia del paese nei confronti di un sistema che ha bisogno di una grande inversione, soprattutto culturale." Ma che cazzo significa???? La rabbia per la mancata prevenzione. La rabbia del popolo contro uno Stato assente. La rabbia che mi assale quando penso alle risorse economiche italiane spese per privilegi di pochi, per salvare banche private, per tutelare la libertà di personaggi che comunque finiranno dentro, oppure spese a pensare che il problema più importante sia modificare la Costituzione, invece che tutelare la salute, la sicurezza e la libertà dei cittadini.... Si chiama democrazia, sig Mazzitti.
Caro Tex , ne vedremo delle belle, policamente e terremotoriamente parlando.
Pazzesco quello che leggo! La responsabilità non è dei politici, E' DEGLI ITALIANI! Finchè continuerete a votare questo branco di incapaci, finhè continuerete ad elemosinare un posto per voi o per un vostro figlio, finchè non pretenderete una VERA riforma della GIUSTIZIA dove i responsabili non finiscono prescritti ma al GABBIO, finchè non pretenderete una legge contro la CORRUZIONE, finchè non smetterete tutti di essere mafiosi!
Mettere in sicurezza tutte le abitazioni private che insistono in area sismica spetta alla politica, e quindi allo Stato? Questa non l'ho proprio capita.
Informazione asservita e mala politica viaggiano a braccetto e forse questo non tutti lo sanno, ma è doveroso distinguere e non generalizzare. Le zone a maggior rischio sismico sono arcinote perchè i terremoti rimangono indelebilmente impressi nella memoria e ad ogni tragico evento, dal Friuli alla Sicilia, tutti ci ripetono e ripetiamo la cantilena. La "notizia", compito e dovere dell'informazione, sarebbe stata l'avvio dei lavori di prevenzione e messa in sicurezza e non il dolce far nulla delle istituzioni, arcinoto a tutti noi come i terremoti. L'informazione libera, quella rimasta, si è occupata quotidianamente di corruzione politica e imprenditoriale, di indagati, arrestati, condannati, di rifugiati....in parlamento, dei miliardi bruciati per la Tav e i caccia bombardieri, di evasione fiscale, di esportazione di capitali, di mafia.... La "rabbia" e l'indignazione del dopo tragedia la ritengo non solo legittima ma doverosa. Anch'essa, a mio parere più delle preghiere, denota rispetto verso le vittime di politiche irresponsabili e non solo delle annunciate e inevitabili "crudeltà" della natura. Demagogiche, signor Mazzitti, sono le lacrime di coccodrillo della politica ir-responsabile e dei suoi megafoni, di chi con la politica amministra privilegiando gli interessi di bottega e anche di chi avrebbe dovuto opporsi e non lo ha fatto, per incapacità o per complicità e connivenze. Dovrebbero essere indagati, processati e condannati per omicidio colposo. Forse auspica che in assenza di politiche e politici assennati, i giornalisti dovrebbero proporsi come alternativa al governo del paese?
Dicono sia futuribile.... casa faccio?