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Video: Lottiamo insieme ai lavoratori dell'Hatria...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Rileggiamo" Immaginate di essere tra i 185 lavoratori di un marchio di qualità.
Immaginate di essere tra i 185 lavoratori di un marchio di qualità che ha aumentato, in un periodo di crisi, il fatturato del quasi 15%.
Immaginate di non comprendere perchè essere tra il prestigio mondiale della ceramica non sia sufficiente a garantire un posto di lavoro.
La verità?
Non è una questione imprenditoriale, industriale ma finanziaria.
La stessa finanza che si muove attraverso i fondi e non pensa ai piani di rilancio, al territorio, ai mutui dei lavoratori.
Solo indici.
Meno 55 lavoratori.
Sono 55 e non lavoratori.
L'unica soluzione?
Il blocco totale.
Il richiamo alla politica.
La lotta sindacale. La passione d'intenti di tutta una provincia e regione. L'Abruzzo si deve schierare con i lavoratori dell'Hatria per non creare l'ennesimo precedente. Bisogna portare solidarietà e tenere alta la tensione. Altrimenti sarà la fine per un'intera classe imprenditoriale. Questa volta la scelta non è tra padrone e operaio ma semplicemente è tra un passato che non ritornerà e un futuro senza presente.".

28 Settembre 2017...
Blocco dei camion da parte dei lavoratori di Hatria.
Non si entra per lo scarico nella zona logistica.
L'unione di intenti e la risoluzione con un documento condiviso deve essere seguita da uno sciopero totale dei lavoratori.
Tutto in un tavolo Istituzionale in Prefettura.
La Politica riuscirà a parlare con i rappresentanti di un fondo finanziario?
Abbiamo molti dubbi per un futuro che non ci appare roseo.
La soluzione?
La Regione Abruzzo deve stringersi intorno ai dipendenti di questa azienda, in maniera forte e rappresentativa.
Non bisogna creare l'ennesimo precedente pericoloso e anti costituzionale.

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Commenti

Quando le aziende erano familiari, bastava uno sciopero, l’incontro con il padrone e si trovava la soluzione, oggi i lavoratori sono numeri, merce, le aziende multinazionali in mano ai grandi fondi speculativi, e quando devono fare numeri, prendono il pennarello rosso e cerchiano dove tagliare, l’Hatria ha pochi numeri per una multinazionale, ma quei tagli per gli investitori frutteranno enormi capitali, che non si misurano più in fatturato, ma in compensazione dei costi. In Italia la politica ha dissanguato il territorio ed impoverito le aziende, non sono stati capaci di dare una adeguata politica industriale innovativa ai territori, hanno fatto entrare multinazionali per tappare le emergenze in tempo di crisi, in un tessuto lavorativo fatto di piccole aziende, e quindi piccoli numeri e il caso Hatria è la conseguenza della incapacità gestionale della nostra politica ed anche dei sindacati, che più di una volta si sono venduti ed hanno pensato più ai loro tornaconto che a quello dei lavoratori, poi ci sono i teramesi che continueranno a fare file
con il cappello in mano negli uffici di Gatti, Tancredi e Ginoble e parassiti
vari.

Ma il nucleo industriale di S.Atto non fa parte del comune di Teramo? Il sindaco Bucchi non si è fatto vedere. Non è andato a sentire il perché della protesta dei lavoratori dell'Hatria, latitante come sempre......mercoledì prossimo lo faremo cercare tramite la trasmissione di Rai Tre "chi l'ha visto". Vergogna!!!!