Salta al contenuto principale

Vaccinazione a TEramo: Quando un medico dimentica la sensibilità e l'empatia...

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Vi pubblico questa testimonianza dopo averla bel ponderata, riletta, controllata.
Lei è una figlia come poche; lei è una figlia con un cuore riconoscente; lei è una figlia di altra emozione.
Ci racconta sua madre....alle prese con il vaccino...a TEramo.

"

",,,,,Lei è una signora di 74 anni, in buona salute fisica e di aspetto molto curato.  Nessuno, a prima vista e senza parlarci, può intuire che, purtroppo ha una diagnosi psichiatrica che allego alla mia lettera.

Ebbene, oggi l’ho accompagnata presso l’hub di Colleparco per l’inoculazione del vaccino. Consapevole che la mia presenza potesse essere di intralcio, ho esibito al medico dell’Area 4 il suo certificato, evitando l’imbarazzo della mamma e dei presenti. Il medico, mi ha comunicato che se la signora era in grado di parlare mi sarei dovuta fare da parte. Così ho fatto. Mi sono allontanata. Sono partite le domande di rito ma, temendo che potesse dimenticare qualche informazione o riferire male, mi sono avvicinata di nuovo, restando in silenzio. Mia madre non ha idea dei medicinali che assume né è, purtroppo, in grado di raccontare con lucidità ciò che la riguarda soprattutto in una situazione nuova, con persone che non conosce e in un posto non familiare.

Il medico ha iniziato a spiegare a mia madre che, benchè nessuno volesse farlo, il vaccino Astra Zeneca era più che sicuro e che, pertanto, le avrebbe inoculato questo. Ho chiesto, con l’umiltà e l’educazione con cui ci si rivolge ad un medico, che potrebbe essere mio padre per età, se potevo fare una domanda. Avrei voluto solo chiedere come intervenire in caso di malessere e se riteneva opportuno che prendessi una giornata di ferie in via precauzionale. Forse la mia domanda era sciocca e non pertinente ma per una figlia che ha perso il papà e nello stesso giorno anche sua madre, vedendola sprofondare nell’oblio della depressione che negli anni è diventata demenza, forse quella domanda poteva essere accolta. La risposta è stata un “Vada fuori”, ripetuto più volte e ad alta voce. Ho detto al medico che non volevo interferire nella scelta del vaccino. Ho rispetto per la categoria dei medici, credo nella scienza e io stessa mi sono sottoposta allo stesso tipo di vaccinazione. Ma le parole sono state ancora: “Lei se ne deve andare fuori di qui”.

Sono uscita, certo.  Le lacrime le ho ingoiate più e più volte per non turbare la fragilità di mia mamma ma è difficile trattenerle.

Ringrazio i volontari che hanno compreso la situazione ed hanno cercato di spendere una parola buona per me. Giovani ma molto più saggi ed infinitamente più umani".

Commenti a margine?
Il nostro unico e sentito abbraccio.
Al medico?
Nulla...ora dipende dalla direzione generale dell'asl di Teramo, ricordare agli operatori sanitari il senso di una nobile professione.
Noi continueremo a denunciare e a stare accanto ai fragili... 


 

Commenta

Commenti

VERGOGNA!

Se così fosse è una cosa orribile....posso.solo.immaginare il dolore di questa figlia ed il dottore forse dovrebbe cambiare mestiere.... ma io per esperienza non do tutto x buono bisognerebbe sentire entrambi le campane....

Senza parole.... solo vergogna ed ancora vergogna per costui. Nemmeno il rispetto per l’abito che indossi... Un abbraccio di cuore a questa ragazza e alla sua mamma.
Marco

Parole toccanti dettate dalla sensibilità di una figlia che mi hanno commosso. Tutta la mia solidarietà. Forse Ippocrate aveva dimenticato qualcosa nel suo giuramento?? Mi unisco all'appello alla direzione generale della Asl, ci credo poco, la mia più grande soddisfazione ora sarebbe quella di essere smentito... Grazie Giancarlo...

Vergogna!

Se le cose funzionassero davvero, quel medico dovrebbe solo vergognarsi, e la. Direzione sanitaria adottare i provvedimenti del caso. Grande affetto e solidarietà alla figlia che si è comportata con dignità. Alsuo posto il sottoscritto avrebbe agito in maniera diversa.

Grande solidarietà alla figlia ma,come dettoda Michela, occorre sentire anche il medico.

Pubblicare il nome e cognome del medico o segnalarlo alla ASL. Un medico NON PUO' comportarsi come un cafone qualsiasi, specie in presenza di un certificato medico per malattia psichiatrica. Dovrebbe essere punito severamente un imbecille del genere.