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Teramo. Carnevale. Filipponi dimentica la Quaresima...

di Anonimo
4 minuti

“Vergogna, abbiamo toccato il fondo!”. Le parole sono quelle dell’allenatore della Juventus, Thiago Motta, pronunciate dopo l’eliminazione da parte dei bianconeri dalla Coppa Italia per mano dell’Empoli. È un caso, ma sono state pronunciate ieri sera, al termine di una giornata dove la “vergogna” si è consumata  anche più a sud dello stadio torinese. La scelta dell’amministrazione D’Alberto, o per meglio dire del “genio” degli eventi Antonio Filipponi, di festeggiare il carnevale sabato 8 marzo, vale a dire il primo sabato di Quaresima, è a metà tra la blasfemia e l’incapacità di vedere il mondo oltre il proprio naso. Vale la pena ricordare che giovedì grasso è oggi, 27 febbraio, che domenica di carnevale è il 2 marzo e martedì grasso, ULTIMO GIORNO DI CARNEVALE, è martedì 4 marzo.

 Questo non per scelte soggettive che cambiano di paese in paese, ma semplicemente perchè la data del carnevale è a ricasco di quella del mercoledì delle Sacre Ceneri (quest’anno 5 marzo), giorno di inizio della Quaresima. Tanto per capirci quello del “Ricordati che polvere sei e polvere ritornerai”. Dunque la scelta non è a discrezione del primo pseudo amministratore di una città, ma di un calendario ben definito. Piaccia o non piaccia, dal momento che la nostra tradizione è cattolica cristiana e il nostro calendario di chiama Gregoriano perchè fatto da un Papa, bisogna rispettare le date. Teramo, per qualcuno è invece un mondo a parte (e non per il titolo di un film) ma, soprattutto, è un mondo al contrario al quale nemmeno il generale Vannacci avrebbe potuto mai pensare di attingere per il titolo del suo libro, vista la stravaganza e, soprattutto, la scelleratezza dell’idea. Festeggiare il carnevale sabato 8, mentre in duomo si celebra l’inizio del periodo più importante della religione cattolica, quello che porta alla morte e risurrezione del Cristo, è uno schiaffo in faccia a tutta la comunità cattolica della città. 

Per di più in un periodo storico in cui c’è il Papa che sta vivendo momenti di assoluta difficoltà. E proprio per questo ci chiediamo: se dovesse accadere qualcosa di grave, cosa si inventerebbe il “genio” Filipponi? Quale coniglio estrarrà dal cilindro? Speriamo solo di non dover assistere anche a qualche lacrima di coccodrillo. È vero, ci sono anche altri casi dove il carnevale è posticipato. Uno su tutti: quello ambrosiano che si festeggerà anch’esso l’8 marzo. Ma lì c’è una motivazione storica e ultracentenaria, una tradizione concessa con tanto di bolla papale visto che Sant’Ambrogio, allora vescovo di Milano, era fuori città per un viaggio e fù concesso di posticipare la festa. Una eccezione che non è una regola. Anche la liturgia della messa con il rito ambrosiano, per chi non è addentro alle questioni religiose, è diversa da quella tradizionale ma è la chiesa che lo ha stabilito, non Antonio Filipponi da Teramo. 

La domanda che verrebbe da porsi è: perchè questa scelta? La risposta è semplicemente ridicola per non dire altro: perchè Teramo, non avendo una tradizione con i carri allegorici, ne importerà alcuni da altre parti (immaginiamo a pagamento) che ovviamente avranno fatto il loro dovere, quello di sfilare, nei giorni di carnevale e non in piena Quaresima. Accettare una scelta simile, per l’intera comunità, sarebbe veramente una vergogna. Provate a chiedere a chi difende le proprie credenze e tradizioni, ai mussulmani ad esempio, di posticipare l’inizio del Ramadam per fare festa. È facile immaginare la reazione di chi, giustamente, difende il proprio credo.

 Qualcuno ha provato a pensare a una reazione del Vescovo Leuzzi ma è noto che quest’ultimo (verrebbe da dire purtroppo) non può interferire nelle scelte dell’amministrazione. E allora avanti così, fino a quando il “panem et circenses” filipponiano potrà svilire e umiliare questa città oltre quello che è stato fatto. L’unico pensiero che resta, purtroppo, è solo quello di Thiago Motta: “Vergogna, abbiamo toccato il fondo!”


Alfredo Giovannozzi

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