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LA SFIDA DELL’ITALIA NEL CONFRONTO CON I GRANDI FIUMI DEL MONDO

di Walter Mazzitti
5 minuti

L’acqua è divenuto uno dei grandi temi che dobbiamo affrontare e risolvere, misurandoci su molteplici piani, da quello dei bisogni civili e produttivi a quello delle emergenze ambientali e paesaggistiche.

La crescita demografica, la mancanza di appropriati meccanismi di gestione della risorsa, un’ insufficiente consapevolezza del valore della stessa da parte dei cittadini, nonchè la mancanza generalizzata di attenzione da parte delle istituzioni pubbliche al tema della conservazione e della gestione, hanno generato negli anni una situazione assai critica e non più sostenibile. I processi di degrado del suolo, l’abbandono delle aree interne e dei centri storici sono strettamente connessi ad un modello di sviluppo basato su massicce urbanizzazioni, soprattutto dei litorali. E’ indispensabile armonizzare strumenti, norme e indicatori per la salvaguardia delle aree a rischio idrogeologico, delle coste e delle isole minori, per la tutela degli ecosistemi fragili e dei corsi d’acqua. Uno dei simboli più forti di questa visione è appunto il fiume che nasce da una sorgente, scorre attraverso terre e frontiere, disseta, pulisce, irriga, fornisce energia, aiuta a produrre beni e servizi vitali, seppur capace di seminare morte e disastri.
Il fiume esprime e rappresenta lo scorrere e il rinnovarsi della vita. Città, culture e civiltà in ogni regione della terra sono fiorite grazie alla disponibilità d’acqua, lungo fiumi naturali e canali creati dall’ingegno dell’uomo. Tuttavia nel tempo, e nella gran parte dei casi, l’uso improprio delle acque, scelte errate, abbandono e inquinamento, hanno modificato e talvolta sconvolto la fisionomia e la natura stessa del fiume, facendone venir meno i connotati essenziali e compromettendone la sua originaria funzione. In questi ultimi anni si assiste fortunatamente ad una rinnovata e generale consapevolezza dell’esigenza di riportare in primo piano il fiume e il suo bacino e di attuare strumenti, soprattutto normativi, per recuperare la qualità delle acque e per assicurare un più coerente, equilibrato e produttivo uso delle stesse, ma soprattutto per ricreare le condizioni virtuose perché il fiume stesso torni ad essere un autentico motore di sviluppo economico e sociale del bacino. In questo senso si stanno compiendo sforzi per contribuire ad accrescere, soprattutto tra i cittadini, la percezione del fiume come elemento di valore, in opposizione alla persistente tendenza a considerarlo ambiente marginale del territorio. E si sta imponendo, attraverso gli oltre 90contratti di fiume già virtuosamente operativi, un nuovo e più ampio approccio, che mira essenzialmente a comporre gli interessi di un territorio e a ricomporre unitariamente i fattori che nell’insieme hanno favorito la vita, che hanno sostenuto lo sviluppo, che hanno garantito l’equilibrio tra uomo e natura.

E ciò in una nuova e condivisa visione finalizzata a una gestione sostenibile del fiume. L’impegno locale, quotidiano e condiviso di tutti coloro che sono sul terreno (enti locali, associazioni, agricoltori, pastori, pescatori, imprenditori a vario titolo, e cittadini) è la vera leva che unisce e rende concreta una rinnovata gestione del fiume che parte dal basso e che si pone l’obiettivo di restituire all’ambiente fluviale il suo originario valore. Ieri, 21 marzo, anticipando di un giorno la Giornata Mondiale dell’Acqua che si celebra oggi in tutto il mondo per iniziativa delle Nazioni Unite, il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ha presentato agli organi di informazione AQUAMADRE, quale vettore per tutte le iniziative culturali e di sensibilizzazione legate alla cultura dell’acqua, con particolare attenzione ai fiumi.   Un progetto tutto italiano che nel confronto a livello internazionale tra le Autorità di Bacino e i Contratti di Fiume con le reti e gli organismi di bacino dei più grandi corsi d’acqua del globo favorirà il trasferimento di conoscenze scientifiche e tecniche, informazioni, dati e buone pratiche. Il Ministero sarà dunque un protagonista della Conferenza mondiale dei grandi fiumi, che si terrà in Italia nel prossimo autunno, in cui rappresentanti di corsi d’acqua di tutti i Continenti metteranno a confronto idee e sfide quotidiane per combattere gli effetti dei mutamenti climatici, fenomeni naturali, l’inquinamento e la siccità, come anche i conflitti per l’accesso all’acqua. “I fiumi – ha spiegato il ministro Gian Luca Galletti – sono al centro della sfida climatica, ambientale e di sviluppo economico globale. C’è dunque un filo conduttore che lega il Po e il Mississippi, il Reno e il Fiume Azzurro con i più piccoli corsi d’acqua italiani. L’obiettivo della

Conferenza sarà scambiare esperienze e sentirci tutti parte, proprio come accaduto a Parigi, di un’unica profonda sfida di tutela e di crescita. Prezioso – spiega Galletti – sarà in questo senso lo sviluppo del progetto Aquamadre, per lavorare sulla cultura e l’informazione, lo scambio di modelli e progetti innovativi col resto del Mondo”. Ottima iniziativa quella del Ministero dell’Ambiente, che va nella giusta direzione di rafforzare i nostri sistemi do governance dell’acqua ma anche di confrontarci a livello internazionale per accrescere le conoscenze e innovare e coinvolgere sempre più i cittadini, attraverso programmi mirati di informazione nei processi decisionali.

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