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Azioni Tercas. Una sentenza che spinge giù la Popolare di Bari

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Il rischio era talmente forte che ne abbiamo scritto nel 2016/2017 e per ultimo con tre articoli nel 2018.
Bisognerà vedere il caso specifico della sentenza, da valutare anche gli effetti che potrebbero essere a lungo termine perchè comunque si tratta di una sentenza in primo grado, che tipo di investitori, il profilo di rischio, l'età ma rimane comunque per la Popolare di Bari un ulteriore elemento negativo nella delicata situazione del passaggio in spa.


 Il Tribunale di Teramo ha emesso ieri, 21 gennaio 2019, una clamorosa sentenza in favore di quattro risparmiatori che avevano investito quasi €. 200.000,00 in azioni della Tercas nel 2006. I risparmiatori sono stati difesi, per Federconsumatori, dall’Avv. Prof. Massimo Cerniglia del Foro di Roma e dall’Avvocato Domenico Di Sabatino del Foro di Teramo e avevano denunciato il comportamento non corretto e non trasparente della Tercas nel vendere loro i titoli azionari in occasione dell’aumento di capitale del 2006. Si tratta di una delle prime sentenze sui cosiddetti titoli illiquidi e cioè su strumenti finanziari particolarmente rischiosi in quanto non quotati in borsa. Il Giudice Dott. Converti ha compiuto una attenta disamina della vicenda ed ha ritenuto che: 1. gli obblighi informativi in merito ai titoli non possono essere ricavati solamente dai voluminosi prospetti informativi di circa 200 pagine consegnati all’atto dell’acquisto dei titoli, ma devono essere forniti anche oralmente sempre all’atto dell’acquisto dei titoli e ciò in ossequio al Regolamento Consob; 2. la Banca non ha informato che le azioni erano vendute fuori i mercati regolamentati; 3. la Banca non ha fornito prova, come era suo onere, di aver dato una informativa specifica, completa, corretta, diligente e trasparente, né tantomeno di aver assicurato che i clienti avessero tutti gli elementi necessari per assumere una scelta di investimento consapevole, libera ed autodeterminante, obiettivo primario della normativa del settore finanziario; 4. la Banca non ha chiesto di provare e non ha provato di aver dato una informativa chiara e trasparente, per cui le negoziazioni erano inadeguate per tipologia ed oggetto, limitandosi ad apporre dizioni oscure e non trasparenti e comunque clausole di stile tra l’altro prive di specifiche sottoscrizioni. Con la conseguenza che la condotta complessivamente tenuta dalla Banca nella vicenda in esame è contraria a quanto stabilito dall’art. 29 del Regolamento Consob del 1998, non avendo la banca provato di aver adottato la particolare diligenza, correttezza e completezza di informativa ed autorizzazione richiesta dalla legge e dalla unanime giurisprudenza. La banca, in conclusione, è stata condannata a restituire tutte le somme impiegate per l’acquisto dei titoli, oltre rivalutazione ed interessi dal 2006 ed oltre alle spese legali. Secondo gli avvocati Cerniglia e Di Sabatino la sentenza del Tribunale di Teramo è di rilevante importanza e rende giustizia ai risparmiatori che hanno comprato a suo tempo le azioni della TERCAS. Sempre secondo i legali, la sentenza costituisce un essenziale precedente per tutti i risparmiatori che hanno intrapreso, con l'ausilio della Federconsumatori, il giudizio contro la Tercas, assorbita dalla Banca Popolare di Bari.

 

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Era ora.......speriamo che in Appello ed eventualmente in Cassazione,i giudici saranno della stessa idea del Giudice di primo grado del Tribunale di Teramo Dott.Converti.