Salta al contenuto principale

Regione Abruzzo. Approvata rete ospedaliera. Atri, Giulianova e Sant’Omero ospedali di base...Teramo con funzioni di Dea di II livello...

di Giancarlo Falconi
5 minuti

Le due campane.


La REgione Abruzzo.


 

La giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, ha approvato la proposta di legge sulla reingegnerizzazione della rete ospedaliera abruzzese, con l’obiettivo di migliorare e potenziare la funzionalità del sistema. Il provvedimento è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa, a L’Aquila, dal presidente della giunta regionale, Marco Marsilio e dall’assessore Verì.


Il provvedimento, che ora sarà inviato ai Ministeri affiancanti per l’approvazione preventiva (l’Abruzzo è infatti in piano di rientro), verrà successivamente trasmesso al Consiglio regionale per l’esame e l’approvazione definitiva.


“Abbiamo prodotto un documento importante – ha commentato il presidente Marsilio – Una ulteriore conferma della bontà del nostro lavoro e delle misure adottate dalla Regione per garantire una sanità efficiente, un piano che potenzia l’assistenza sanitaria ospedaliera sul territorio. Spero possa essere approvato presto. Certamente può essere migliorato e integrato ma sempre nel rispetto dei parametri  che ci vengono dettati dall’alto”.


L’offerta ospedaliera regionale si articola attualmente in 23 strutture ospedaliere per acuti, di cui 16 pubbliche e 7 private accreditate. La programmazione regionale prevede, tenendo conto dei criteri di efficienza e di complementarietà di discipline in relazione ai bacini di utenza, la seguente classificazione dei presidi: 4 ospedali con funzioni di Dea di II livello per le reti tempo dipendenti (L’Aquila e Pescara per la rete stroke e per la rete politrauma/trauma maggiore, Chieti e Teramo per la rete emergenze cardiologiche estese), 4 ospedali di primo livello (Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto), 6 ospedali di base (Ortona, Popoli, Penne, Atri, Giulianova e Sant’Omero), 2 presidi di area disagiata, sedi di pronto soccorso (Castel di Sangro e Atessa).


“Questo atto – sottolinea l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì – si pone come obiettivo prioritario la corretta e omogenea presa in carico del paziente, definendo ruoli e funzioni di ogni singola struttura ospedaliera, in quel percorso di miglioramento dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie che stiamo cercando di portare avanti dal nostro insediamento. Mi preme ricordare che la revisione della rete ospedaliera rappresenta solo uno dei pilastri della riorganizzazione della nostra offerta sanitaria, cui si affiancherà a breve anche la nuova rete territoriale, che vedrà l’attivazione di 28 nuove case della comunità e di 8 ospedali di comunità, per la cura di tutte quelle patologie a bassa complessità, come le cronicità”.


Nella nuova programmazione regionale, sono state inserite modifiche anche per i presidi di Tagliacozzo, Pescina e Guardiagrele. A Tagliacozzo sono previsti 52 posti letto di riabilitazione (codice 56) per il recupero delle capacità motorie e per la riabilitazione cardiologica e polmonare. A Pescina vengono programmati 20 posti letto di lungodegenza (cod. 60) a supporto dell’ospedale di Avezzano, così da far fronte al sovraffollamento dei ricoveri di pazienti con cronicità, oltre a 2 moduli (ognuno di 15 posti letto) per l’ospedale di comunità. Guardiagrele, infine, diventa polo del policlinico di Chieti con 10 posti letto per le acuzie (di cui 5 in medicina e 5 in geriatria) e 8 posti letto per la lungodegenza, oltre a un servizio di psichiatria.


Nella programmazione, inoltre, sono previste le emodinamiche a Vasto ed Avezzano, mentre viene mantenuto aperto in deroga il punto nascita di Sulmona.


E’ stata poi definita, nel rispetto del tetto massimo consentito dagli standard, la dotazione aggiornata di posti letto, per un totale di 4912 posti letto (tra pubblico e privato), di cui 4015 per acuti, 624 per la riabilitazione e 273 di lungodegenza. L’organizzazione ospedaliera, invece, prevede la programmazione di 220 Unità Operative Complesse e di 287 Unità Operative Semplici e Dipartimentali, nel rispetto degli standard di legge. 


Consigliere regionale Sandro Mariani. 
 

“Sono passati 45 giorni dalla mia richiesta al Presidente della Provincia di Teramo di convocare un tavolo istituzionale provinciale, che veda la presenza di tutti i Consiglieri Regionali della provincia di Teramo, del Presidente e dei Componenti del Comitato Ristretto dei Sindaci, per elaborare una proposta unitaria di riordino della rete ospedaliera teramana e per ragionare su come impiegare i fondi previsti per il territorio dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ma al netto delle rassicurazioni ricevute, anche a mezzo stampa da Diego Di Bonaventura, non si ha alcuna notizia” ribadisce, sempre più preoccupato, il Capogruppo di “Abruzzo in Comune” in Consiglio Regionale Sandro Mariani.

“Questa mattina il Presidente Marsilio e l’Assessore Verì stanno tenendo una conferenza stampa per presentare la proposta di riordino della rete ospedaliera abruzzese, ma a Teramo nulla si è mosso, ma soprattutto nulla è stato fatto per far sentire le ragioni e le giuste ambizioni del nostro territorio” prosegue Mariani. “Quando il 19 giugno il Presidente Di Bonaventura dichiarò che avrebbe convocato il tavolo istituzionale provinciale a giorni speravo francamente che, almeno questa volta, avrebbe mantenuto la parola, devo invece constatare, per l’ennesima volta, che sui problemi del nostro territorio continua a “fare melina”, con annunci e discorsi “ecumenici” di fantomatiche mediazioni che, ogni volta, si trasformano in un nulla di fatto per la provincia di Teramo”.

“Così, mentre la Regione Abruzzo sta decidendo le sorti della sanità abruzzese e teramana, Di Bonaventura e gran parte del centrodestra locale attendono in silenzio l’esito di decisioni che sono state prese “sopra le nostre teste”, dimostrando ancora una volta sudditanza politica (e non solo) e poca attenzione agli interessi dei teramani” conclude Mariani.

Commenta

Commenti

E così, senza colpo ferire, la Giunta Marsilio ha licenziato il suo riordino della rete Ospedaliera, ovviamente disattendendo le promesse fatte, in particolare per il S. Liberatore di Atri, che appare l'UNICO Ospedale a cui vengono soppressi delle UOSD quale la Pediatria e la Neonatologia, nonchè la Urologia (che diventa quasi un Day Surgery), oltre che non riaperti, allo stato attuale, sia la Pediatria H12 o Ambulatoriale, sia la Cardiologia a parecchie altre realtà operative. Insomma, a dirla breve, dopo l'Ospedale tutto Covid19 nel 2020, e nel 2021, che ha salvato Teramo e Pescara, il regalo lo abbiamo avuto, ulteriori chiusure e soppressioni. Nel mentre per altri, la dove furono soppressi ad esempio i Punti Nascita (Penne e Ortona, per non parlare della schifezza per giustificare ancora la riapertura di Sulmona), vengono dotati di posti letto di Ostetricia e Ginecologia Diurni e Notturni pur non in presenza di un Punto Nascita. NON SI POTEVA FARE LO STESSO PER ATRI? No, ad Atri si chiude... Che vergogna: Lega, Fratelli d'Italia, F.lli d'Italia, e direi anche PD, e che, quest'ultimo, oggi si "pente" (parole di Mariani) di aver fatto chiudere, nel 2016 il ns Punto Nascita e la Ostetricia e Ginecologia, ingiustamente ed ingiustificatamente, allora. Già ormai è tardi, ma la battaglia per non far chiudere la Pediatria? La si poteva fare. Oppure, ed anche quella di far dotare anche Atri di posti letto di Ostetricia e Ginecologia, si poteva fare, oppure non lo permettono Pierangeli e S. Lorenzo, le cliniche private del circondario? E voi dei 5S, senza macchia di tutto questo sfascio sulla sanità e contro di Atri, perchè non reagite con i vostri 7 Consiglieri Regionali? Vi farò avere l'elenco di cosa è stato soppresso in Atri da Del Turco, passando a Chiodi, per poi andare a D'Alfonso e per finire Marsilio. Tutti hanno fatto qualcosa CONTRO ATRI.. Altro che "nessuno dimenticherà quello che avete fatto per il Covid19 nel 2020 e 2021". Direi VERGOGNA, è dire poco !!! Comitato Difesa Ospedale Atri (e che tidifendi ormai....).