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Il Comune di Teramo chiede il conto al parcheggio di Piazza Dante

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L’amministrazione comunale torna ad assumere il «governo» del parcheggio di piazza Dante. È l’obiettivo del Sindaco Gianguido D’Albertoche, dopo aver chiesto e ricevuto dalla società concessionaria i dati sui ricavi effettivi derivati negli ultimi anni dal cosiddetto ‘piano a raso’ con annesso riequilibrio finanziario, assume una posizione netta: “Adesso siamo noi che vogliamo determinare il rapporto con il privato perché non è possibile che una piazza così importante sia lasciata completamente senza il controllo pubblico, come accade da anni. Ci troviamo una eredità davvero pesante, una situazione di grave, oggettiva difficoltà, causata da una serie di errori, sfociati poi nel contenzioso ancora aperto. Bisogna riordinare questa che è una delle condizioni più disordinate cui ci troviamo di fronte”.

Il Sindaco, confortato dal parere degli uffici comunali, contesta i dati forniti recentemente dalla società, nei quali si sottolinea la necessità di continuare nella gestione del piano a raso per compensare i mancati introiti, un aspetto questo che negli anni passati, assieme ad altre problematiche connesse alla realizzazione dell’opera, aveva impedito la restituzione dell’area all’ente, con il ricorso a continue proroghe; l’ultima di esse risale al maggio del 2013, mentre Piazza Dante, secondo la convenzione di partenza, doveva tornare in possesso del Comune e diventare spazio pedonale nel 2011. Finora, secondo D’Alberto, il Comune “Ha sempre giocato di rimessa, restando in attesa delle proposte del gestore”.

Alla luce di tutto ciò, l’amministrazione ha appunto contestato i dati presentati, formulando di conseguenza esplicite richieste: rimettere una nuova proposta di PEF entro il termine di 20 giorni; considerare una ridefinizione limitata e parziale degli stalli con contestuale riqualificazione della piazza e determinare la durata complessiva della concessione del piano a raso da concedere in via definitiva se ne sussistono le condizioni che soddisfino entrambe le parti.

“L’amministrazione deve riprendere il ruolo di guida e di controllo di una situazione sfuggita di mano”, sottolinea il primo cittadino, che rimarca inoltre la ferma determinazione ad avviare un percorso partecipativo per la rimodulazione del sito, lo sviluppo di un dialogo con L’ASP per i giardini dell’Istituto Regina Margherita nell’ottica di una loro disponibilità condivisa e con il coinvolgimento di residenti, commercianti e associazioni. “In assenza di un indirizzo politico chiaro che negli ultimi anni ha esposto il Comune ad un rischio altissimo, abbiamo ora richiesto la rimodulazione del Piano Economico Finanziario, ponendo al centro della stessa non gli interessi della concessionaria ma quelli della città e dell’ente. Dalla situazione paradossale e vergognosa protrattasi per l’imperdonabile carenza di programmazione di chi ci ha preceduti, esprimiamo e applichiamo ora una reale volontà politica-amministrativa per tornare a restituire alla città una struttura ed una piazza che si trovano in una zona nevralgica del territorio e della quale i cittadini hanno il diritto di riappropriarsi“.

Il Sindaco e l’Assessore al governo del territorio Stefania Di Padova, stanno pertanto riattivando le modalità per riassumere il controllo della vicenda “che non può restare più sospesa. Se entro i 20 giorni indicati non arriveranno risposte, saremo noi a ridefinire il PEF; auspichiamo in ogni caso  la massima collaborazione, unica modalità per giungere al reciproco raggiungimento degli obiettivi”.

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Ma è possibile sapere che tipo di convenzione è stata stipulata con la societa’ concessionaria , ritengo nell’ambito di un project financing, la cui alea del risultato economico faccia riferimento al concedente?