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La mia risposta a Martone

di Simona Settepanella
7 minuti

Caro Michel,
mi permetto di darti del tu, tra noi giovani possiamo farlo, del resto hai solo un anno in piu' di me, siamo praticamente coetanei.
Mi ha molto colpito la tua pubblica uscita che, diciamocelo, voleva essere un inno al merito, ne sono certa. Cosi' come mi ha colpito poi il tuo impressionante curriculum, soprattutto dopo averlo paragonato al mio.

Vedi, Michel, io mi sono laureata in matematica (disciplina riconosciuta ostica da molti) all'eta' di 22 anni, in 3 anni e 2 sessioni (insomma meno dei 4 richiesti dal mio corso di laurea) con 110 e lode. Quindi, diciamocelo, sono una bella secchiona. Se consideriamo anche che ho fatto l'Universita' in borsa di studio, sono abbondantemente nei tuoi canoni.
Poi ho vinto, un anno dopo, un concorso di dottorato a Pisa. Fin qui il mio curriculum e' forse anche un tantinello meglio del tuo.

Ma qui finiscono le somiglianze (?). Infatti li' dove il tuo curriculum riporta una carriera, oserei dire, fulminante (da vero genio), il mio e' veramente povero in quanto a posizioni. Infatti, nonostante una serie di pubblicazioni scientifiche che, fino a una decina di anni fa, mi avrebbero valso un posto da associato, sono ancora precaria. Certo sono riuscita a ottenere, con le mie forze, tengo a precisarlo, un assegno di ricerca presso la prestigiosa Scuola Sant'Anna. Certo il mio gruppo e' forse il miglior gruppo di economisti in Italia (visto che il suo capo e' Giovanni Dosi, il piu' citato al mondo tra gli economisti italiani e non solo…). Certo per ben due volte mi e' stata offerta una posizione di associato in Giappone da uno dei matematici piu' in vista di quel Paese. Certo ho collaborato e collaboro con persone un po' da tutto il mondo (l'anno scorso mi ha visto invitata a convegni tra Vietnam, Stati Uniti, Canada e Giappone). Certo uno dei miei lavori ha dato, in soli 5 anni, spunto per 3 tesi di dottorato e una serie di articoli e pubblicazioni, entrando, di fatto, nella "letteratura" sull'argomento. Ma sono pur sempre precaria (con tutto cio' che questo comporta anche sul mio rendimento nella ricerca: e' duro volare alto con la mente quando lo stomaco e' a terra).
Bada, non dico che il mio curriculum scientifico (scientifico, non vitae, sono due cose diverse) sia cosi' buono, c'e' molto di meglio in giro per questa nostra povera Italia, e' che mi viene spontaneo paragonarlo al tuo.

Devo dire, caro Michel, ho guardato le tue pubblicazioni. Ho cercato di vedere dove fosse il merito (scientifico) che aveva garantito a te questa fulminante carriera mentre io restavo al palo, insieme a tanti colleghi che ora sono sparsi per il mondo tra Francia, Brasile, Germania, Corea, Stati Uniti e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Ma devo dire, non sono riuscita a trovarlo. Ho cercato nell'ISI WEB of knowledge (dove sono censite tutte le pubblicazioni scientifiche a valenza internazionale), ma tu non comparivi mai. Ho cercato su internet e, tranne la voce della Wikipedia che riportava un elenco di pubblicazioni (non proprio scientifiche, scusa se lo dico) non ho trovato molto. Il tuo stesso blog latita, riportando una serie di pubblicazioni su quotidiani, ma nulla su riviste scientifiche. Insomma, come giornalista ed esperto va bene, come uomo politico sicuramente ottimo, come professore ordinario non sono certa possa bastare.

Allora mi e' venuta questa idea: e se invece di comparare i nostri curricula (il mio e' qui se sei curioso: https://mail.sssup.it/~s.settepanella/CV.html . Mi scuso, quello italiano non e' aggiornato, termina nel 2010, ma come tu certo saprai, e' l'inglese la lingua della ricerca e quindi e' quello che aggiorno, essendo quello che poi uso davvero), comparassimo i nostri stati di famiglia?

Il tuo e' pubblico, alla wikipedia. Il mio e' semplice: genitori insegnanti, ora in pensione. Hanno lavorato e vivono a Teramo. Ottime persone, matematici anche loro (passione di famiglia la mia, un po' come la tua…), genitori meravigliosi che ringrazio tutti i giorni per le opportunita' che mi hanno offerto e per la pazienza con cui mi hanno cresciuto e insegnato. Nonche' per l'amore con cui supportano la mia, decisamente meno liscia della tua, carriera universitaria.

A questo punto la domanda sorge spontanea: perche' tu sei volato alto all'Universita' e io sono ancora qui? Cosa ci distingue? Perche' io delle differenze le vedo, ma, onestamente, non sono quelle che mi sarei aspettata.

Allora, ho pensato, che probabilmente sono proprio le differenze tra noi piuttosto che le somiglianze, a farmi trovare in disaccordo con quanto da te sostenuto e mi fanno ritenere il tuo intervento ( l'ho riletto proprio sul tuo blog: http://www.michelmartone.org/ecco-il-video-725.html ) un po' superficiale e fatuo.
Forse se tu avessi detto: "e' importante e giusto che si dia pari dignita' a tutte le passioni dei giovani, che siano esse per lo studio, per la cucina, per l'arte o la musica o i motori o qualsivoglia "amore" che porti i ragazzi a scegliere una strada che li renda felici a prescindere dalla scuola che fanno o dal ruolo che vanno a rivestire." Se avessi detto qualcosa di simile sarei stata in pieno accordo con te, ma non l'hai detto. Hai usato la tua eloquenza, la proprieta' di linguaggio di un giurista, professore ordinario, per dire una frase che, oltre a essere generica e quindi interpretabile in 1000 modi, e' anche in un italiano modesto.

Inoltre sorge il dubbio che forse per te, come purtroppo per gran parte di questa nostra societa', sia il ruolo che conti, non la passione. Quello che hai e la posizione che rivesti, non cio' che sei. Come, del resto, sembrerebbe confermare il tuo stesso curriculum, il tuo "chi sono" ( http://www.michelmartone.org/chi-sono ) che e' un lungo elenco di ruoli ricoperti, piuttosto che di scoperte.

Mi sembra quindi buffo, concorderai con me, che una persona che, con i suoi atti e le sue scelte, ha dimostrato di dare importanza ai ruoli che riveste, si metta in prima linea a parlare di scelte dei giovani, che disquisisca su quanto sia piu' importante fare bene una cosa magari "semplice" (e quindi esser bravo) piuttosto che farne male un'altra.

Concludo infine dicendo che, da quando sono arrivata all'Universita', non mi sono mai sentita dare della secchiona, piuttosto sempre ho sentito intorno a me considerazione e stima. Forse perche' ho scelto di seguire la mia passione piuttosto che anteporle un ruolo che, forse, avrei anche potuto avere se solo avessi fatto scelte diverse.
Allora, proprio per esperienza personale, mi sento di dire ai giovani di seguire le loro inclinazioni, a prescindere da quello che questa societa' vuole imporci come modello di "realizzazione" sociale. Posso dirlo con serenita', perche' sono davvero contenta della mia vita; sono soddisfatta di quello che sono e che ho fatto, indipendentemente dal ruolo che rivesto. Ho incontrato poche persone che possono dire altrettanto e quindi so che la mia scelta e' stata giusta.

Ringrazio, infine, quanti, pur di inseguire le loro passioni senza scendere a patti e compromessi, lottano ogni giorno dando cosi' a chi desidera un mondo migliore, la possibilita' di credere che questo desiderio un giorno si realizzera'.
 

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complimenti :))
Complimenti Simona, finalmente una cittadina teramana con...le palle. ciao
Brava Simona!
Scontro tra Titani.
Simona, non sprecarci tanto tempo e tante parole.....questa categoria di persone non le merita. Insieme al sistema che gli ha consentito di friggere tanta aria, io lo considero solo una delle metastasi della nostra società....che morto di fame !
Brava Simona, la tua lettera dovrebbe essere pubblicata su dei manifesti da affiggere in questa città dove impera il contrario della MERITOCRAZIA.
VIVA L'INTELLIGENZA! Leggendo la sua risposta ho pensato a tutti i giovani di talento che conosco a Teramo e che hanno difficoltà ad impiegare la loro intelligenza in Italia. La mia speranza è che, un giorno, l'intelligenza vinca sulla mediocrità e sul malaffare imperanti! Non si scoraggi e vada avanti per la sua strada : le persone migliori della società in cui viviamo sono dalla sua parte! Le auguro sinceramente, anche se non la conosco, di realizzare i suoi programmi di vita! VIVA L'INTELLIGENZA
Brava!!!!!
Brava Simona! Manca solamente, a conclusione del tuo stupendo intervento, un invito al Prof. Martone, ripreso da una famosa canzone cantata dall' Albertone nazionale: "Te scanno ami mandato.....a quer paese?..." Sarebbe ora di scrivere una bella petizione indirizzata al Prof. Monti, con almeno 500.000 firme per chiedere le dimissioni di questo ...imbecille!!! Non vi sembra?
Brava Simona. Sii fiera di te.
Simona sei grande! Peccato che questo scritto rischi di restare circoscritto alla nostra piccola realtà provinciale.
Fantastica Simona. I miei complimenti!
S p e t t a c o l a r e ........!!!!!! La classe non è acqua.... P.S. : Io sarei sceso molto in basso ricordandogli del padre famoso e del motivo della sua strepitosa carriera, perché non potevo usare altri argomenti, cosa che invece la Dr.ssa Simona ha in maniera direi strepitosa evidenziato. Chapeau!!!!
...forse è anche merito del paparino non trovi?!?! "Figlio di Antonio Martone, avvocato generale in Cassazione, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati[1]." Fonte Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Martone
Gent.ma Simona; Il suo scritto è ineccepibile perchè fotografa obiettivamente quella che è una situazione ormai sedimentata da decenni nekl nostro paese. E' fuor di ogni dubbio, infatti, che se sei figlio di . . , amico di . . ,scudiero o scherano di . . , in Italia oggi, come 30 o 40 anni fa, hai non delle opportunità ma delle certezze di arrivare che i cosiddetti FIGLI DI UN DIO MINORE nemmeno si possono sognare. Le sue giuste considerazioni, a me pare, però, spostano il tiro dalla sacrosanta verità che traspare nemmeno velatamente dall'uscita del . .fenomeno Martone . . Saranno state espressioni colorite, dette in malo modo, forse non il massimo quanto a indicare la sapienza politica del nostro Michel, ma hanno messo il dito su una delle piaghe più purulente della nostra società: il totale disinteresse delle classi giovanili per il senso stesso della propria vita e del proprio futuro. Cerco di spiegarmi, io da umile ed anonimo componente dell'immensa pattuglia dei ragionieri diplomati negli anni '70 dal carrozzone della scuola pubblica italiota, sono rimasto basito leggendo del suo brillantissimo curriculum di studi ( sa io e la matematica non ci siamo mai presi . . .sarò io l'ignorante ma è andata così), ma allo stesso tempo, mi è apparso chiaro e lampante che Lei può essere iscritta in una ristretta cerchia che, per pura passione e/o per geniale predisposizione ha scoperto il gusto dello studio come valore quantificabile forse nell'ordine del 2-3 % del numero totale delle nostre generazioni giovanili. E l'altro 98-99% ? Dove lo mettiamo ? Non si può negare, purtroppo, che la stragrande maggioranmza dei nostri giovani abbia come orizzonte di vita il combinato disposto di: - Aperitivo lungo al bar con gli amici e i soldi di Mamma e Papà, o Nonni - Le serate dallo sballo facile da finanziare con i soldi di Mamma e Papà, o nonni - La necessità di avere la 50 euro per la benzina alla macchina di Mamma o Papà per uscire la sera sempre con gli stessi finanziatori - La scientifica ricerca del corso di laurea meno impegnativo e che garantisce il maggior numero di anni affranmcandosi dal dovere di comportarsi da adulti ( cioè essere responsabili dei propri atti), tanto i finanziatori sono sempre quelli. Magari ci vado giù pesante, sarà il tipico pessimismo di un cinquantenne ancora precario nei fatti (ma sicuramente la colpa è mia); però mi pare che di questa DERIVA vera e propria, verso il baratro della rinuncia a vivere la propria vita fino in fondo, di tabntissimi dei nostri giovani si dovrebbe parlare. Michel Martone ? Lei e tutti quelli che hanno sparato su quello che ha detto gli avete fatto un onore solo parlandone. E'' solo il classico ennesimo FIGLIO DI . . . che fa carriera, SENZA MERITI APPARENTI, con in più la dabbenaggine di èpretendere per se il ruolo del censore o dell'uomo morale.- Lasci perdere A LAVARE L'ASINO SI SPRECA . . . TEMPO, ACQUA E SAPONE. Piuttosto quelli come lei si devono impegnare perchè una volta raggiunti posti d'eccellenza NON si facciano contagiare dalla stessa malattia!!!! Scusi il mio logorroico intervento. cordiali saluti
@Status quo: lei vede una "stragrande maggioranza di giovani" superficiali, indolenti e lavativi, io mi guardo intorno e ne vedo tanti che pur di lavorare fanno qualunque cosa anche se hanno una laurea in tasca, altri che lasciano il Paese per trovare opportunità migliori, altri ancora che non mollano e cercano le strade dell'eccellenza. Io non so se siano maggioranza o minoranza, non ho gli strumenti per affermarlo (come credo non li abbia lei), ma se anche fosse uno solo le sue considerazioni resterebbero un insulto. Chiediamoci piuttosto chi e come li abbia privati delle speranze, chi e come ha permesso l'emergere di questa classe dirigente... e corciamoci le maniche per riparare ai torti che hanno subito, al futuro che abbiamo precluso loro, al senso di impotenza che ereditano dalle precedenti generazioni. Io sono dalla loro parte, sempre. @Simona, a te ho già detto tutto: sei la mia eroa! :)
Il commento di Simona, è intriso di sicura autorevolezza, dato il suo documentato curriculum, trascura un aspetto però che è fondamentale nel comportamento è nell'azione umana; L'"intelligenza" che è quel fattore umano che la natura regala ad ognuno di noi (certamente legato anche all'altra fortuna che è l'eredità contenuta nel DNA), che è poi quella peculiarità che accompagnata alla capacità di apprendimento e quindi di conoscenze ci permette di contraddistinguerci rispetto agli altri e raggiungere anche posizioni dominanti nell'ambito del lavoro e della società. Ma siamo proprio sicuri che chi riesce in tal senso abbia un'adeguata "intelligenza"? Potrebbe essere che l'altro fattore che ci può aiutare nel nostro sviluppo cognitivo sia invece solo una ottima capacità mnemonica? Se così fosse; come io credo, allora si spiegherebbe la differenza fra Simona e Michel. Morale! Attenzione ai sapientoni, soprattutto quando raggiungono posizioni dominanti, perché in loro potrebbe essere presente un semplice imbecille. Viva gli intelligenti! Battetevi con tutte le vostre forze, che un giorno il mondo sarà vostro.
Simona sei bravissima, e glie le hai cantate meravigliosamente a questo presuntuoso. Me la togli una curiosità? Leggendo con attenzione il tuo curriculum in italiano sembra di capire che sei precaria sì, nella carriera universitaria, ma di ruolo come docente nella Scuola Media Superiore (e sicuramente in meritata aspettativa....)... non è una critica, è solo una curiosità, anche per definire meglio il concetto di "precariato"... fermo restando che è un diritto e un dovere delle persone in gamba cercare sempre di essere al top. ti abbraccio (scusa la curiosità ma sei tu che ci hai fornito il tuo curriculum)
"Mi sento di dire ai giovani di seguire le loro inclinazioni, a prescindere da quello che questa societa' vuole imporci come modello di realizzazione sociale". E' uno dei "passi" che ho gradito di più... Davvero brava, Simona. Continua così, ti auguro di realizzare al meglio ogni tuo progetto di vita. A presto...
Commovente, pungente ed elegantissimo. Brava!
Simona hai un curriculum fantastico!!!! La togli una curiosità a noi ignoranti? Cos'è la " matematica discreta" ? P.s. Anch'io ho fatto caso che - dal tuo curriculum- sembra evincersi che nel 2000 tu abbia vinto ( e sicuramente con merito) il concorso a cattedre nelle scuole medie superiori, poi abbia preso il ruolo e sia in aspettativa!! Non è una critica, anzi una consolazione perchè vuol dire che questo Stato qualcosa ha riconosciuto dei tuoi meriti, dandoti una cattedra, un posto fisso di valore ( cattedra alle superiori giovanissima!!! ) e una stabilità... Però è importante... Ci ai sapere se sei una precaria per scelta ( ovvero preferisci la prearietà nell'università alla certezza del ruolo nella scuola, ed è cosa locale!!! ) o purtroppo per necessità ( e allora vuol proprio dire che questo paese fa schifo!!! )
Anch'io sono laureato. Con 110 e lode e consiglio di pubblicazione. Ho un master, un'iscrizione all'albo e una serie innumerevole di titoli di lingue, informatica eccetera. Ma mi sono laureato a 29 anni. A cui si deve scalare un anno di militare perchè io non ho avuto nessun paparino che mi facesse passare per pazzo, gay, disadattato, cardiopatico, zoppo o simili. Chissà se miscèll l'ha fatto il militare. E ho dovuto anche lavorare, perchè i miei non arrivavano a sostenermi e tante volte mi sono fermato a contarmi i calli sulle mani e pensare se la mia schiena rotta un giorno me l'avrebbe fatta pagare. Chissà se miscèll ha mai avuto un callo sulle mani. Chissà se è mai andato a dormire con la schiena a pezzi. E a 29 anni sei tagliato fuori dalle sfere che contano, scavalcato da meritevoli e non meritevoli che non hanno fatto il militare e che non hanno mai avuto un callo sulle mani. Anche volendo ammettere che si riesca ad entrare nelle sfere che contano. Ora loro sono nei posti di comando, senza calli sulle mani e senza mal di schiena. Mentre io ho un lavoro da diplomato e devo anche ringraziare dio. E non posso essere un precario perchè non ho le spalle coperte. Chissà se miscèll ha mai provato la sensazione di avere le spalle scoperte. Mi restano due cose, anzi tre: a status quo: basta con questa saggezza qualunquista, i giovani sono perennemente destinati a superare le generazioni precedenti e, quantanche fossero dei falliti, sono figli di noi genitori e della società che abbiamo loro preparato; a Simona: sei adorabile, hai un modo di scrivere davvero felice però devi essere un po' più sintetica :-) ma la matematica non ti ha insegnato niente? ;-) a miscèll: :-P prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr (questa se volete censuratela ma era l'unica cosa che avevo veramente voglia di dirgli)
Mi permetto di defginire io la matematica discreta, così poi la maestra eventualmente mi corregge :-), ma solo per dare un suggerimento a tutti. La matematica discreta è quella che si occupa di un ben preciso ambito della sua infinita area di azione. Dove discreto sta per "dai confini certi e precisi". E ora il suggerimento: informatevi della matematica fuzzy e di tutto il mondo fuzzy in generale. Io ad esempio sto leggendo: Kosko, Il fuzzy-pensiero. Sapete quante certezze fa crollare dalla base?
Intanto ringrazio tutti per i commenti e gli incoraggiamenti. Rispondo alla domanda sul concorso a cattedra: ho vinto quel posto nel 2000, con l'ultimo concorso abilitante che e' stato fatto, quindi quando parlo di precarieta' mi riferisco a precarieta' nella ricerca (mi scuso per l'imprecisione). Ho un posto stabile di insegnante e mi sento fortunata per questo. Infatti se non avessi avuto quel posto sono certa che non avrei avuto il coraggio di restare in Italia e avrei fatto come molti miei colleghi, avrei accettato occasioni che mi si erano aperte in Francia e Stati Uniti subito dopo il dottorato. Parlo di coraggio perche' andarmene sarebbe stato piu' semplice (ora probabilmente avrei un posto) anche se mi avrebbe fatto sentire una ladra: le competenze acquisite non sono mio patrimonio personale, ma ricchezza di tutti gli italiani che, con i soldi delle loro tasse, mi hanno permesso di ottenerle. Andarmene portando via queste conoscenze sarebbe stato scorretto. Restero' e se dovro' rinunciare alla ricerca almeno restituiro' qualcosa nella Scuola. Quel posto e' pero' la rappresentazione di quella che e' l'Italia: sono figlia di insegnanti di matematica e sono diventata a 25 anni insegnante di matematica. Quanto ha inciso in questo la mia famiglia? Molto sono certa. Perche' ci sono fortune che, vengano dal DNA, dall'aria che respiri in casa o da "altro", sono patrimonio di "posizione". Ognuno di noi quando nasce in un posto o in un altro parte con un vantaggio naturale che io chiamo, appunto, di "posizione". E' quello che riusciamo a fare da quel punto in poi che fa di noi quelli che siamo (cosi' almeno mi ha insegnato mio padre). Il punto NON e' questo vantaggio (di cui, nel bene o nel male, nessuno di noi e' responsabile), ma la capacita' che abbiamo di riconoscerlo, di essere consapevoli della fortuna che abbiamo e dei doveri che questi vantaggi ci danno (soprattutto dei doveri!). Senza ascrivere queste fortune a noi stessi o alle nostre capacita' . Men che meno, da questa posizione fortuita ergerci a giudici di chi, per caso o fatalita', parte da molto piu' in basso.
P.S. Dimenticavo, matematica discreta: http://it.wikipedia.org/wiki/Matematica_discreta
Bellissima risposta Simona...Complimenti.....
...ahi! Ahi! Martone...Simona...ed altri....ma dove vi trovate...ma di che che parlate....ma che dobbiamo leggere, ascoltare.....di un poveraccio che forse con quale attitudine e con molta "famiglia" si permette di pontificare....di qualche altro/a che inneggia a meriti letterari, scientifici, congressuali, ecc. ecc. .....ma vi rendete conto che la maggioranza della popolazione ha altri problemi che con le vostre scelte di vita, con le vostre inclinazioni non hanno niente a che fare....smettiamola di pensare che il tutto è governato da chi sventola traguardi + o - scientifici/culturali....il tutto non può non essere governato dalle esigenze della maggioranza della popolazione e non dalle "elite" che poi alla fine producono solo aride tecnocrazie ....e speriamo mai + "dittature"; ovviamente non si discute il valore della scienza, della politica ma chi, insomma, per qualche motivo pensa di valere di +; non si può in alcun modo soggiacere supinamente agli adepti di cui sopra e soprattutto a chi ne sventola bandiere e raggruppamenti.....occorre una riflessione severa dalla quale emerga una incondizionata rivalutazione della persona, della qualità della vita, delle condizione di lavoro (eh! già il lavoro!!!! sarà quello che ci procurerà Martone e/o altri/e.....mah! ditelo se avete coraggio a chi si trova ora, adesso in enormi difficoltà, che non gliene può fregare di - di quello di cui parliamo, che magari non riesce a risolvere le problematche + semplici della sopravvivenza senza utlizzo di formule matematiche o brocardi giuridici ), delle possibilità imparziali di miglioramento senza preclusione di famiglia, razza, religione, ecc.ecc. Auguri.... per l'avvenire a noi tutti per un risveglio, per una nuova "resistenza" che spazzi via una scientificità "pelosa"!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vorrei dire una cosa, oltre a condividere in pieno quanto scritto nella risposta a Martone. Il fatto di essere FIGLIO DI... non è in se negativo o qualcosa che deve essere per forza oggetto di critiche. Se accompagnati da qualità e contenuti queste persone sono state semplicemnte più fortunate e quindi in un certo senso degne di ricoprire certe posizioni. Volano alti, come qualcuno dice, anche se certamente ad un livello minore, anche tanti NON FIGLI DI.. La cosa trste, per non dire squallida, è che spesso questi ultimi non sono meglio dei FIGLI DI... MA PRIVI DI CAPACITA'. La cosa da combattere, ed un buon modo per farlo è proprio perseguendo le proprie inclinazioni e i propri desideri, è appunto questo malcostume diffuso (in italia) per cui per "arrivare" non si guarda tanto ai contenuti ma ad altro. Intelligenti pauca
Grazie infinite per le precisazioni prof. Simona!!!!
Gentile Simona, in primis, complimenti per l'articolo, meriterebbe la "press dignity" (da inviare a Martone). Vorrei chiederti, pur essendo conscio che la risposta sarà negativa, se sarà mai possibile vederti insegnare all'Università di Teramo. Quali insegnamenti? Ipotizzerei: matematica per l'economia o informatica. Capisco che potrebbe sembrarti un obiettivo davvero scarno, ma ti assicuro che la nostra UniTe ha davvero bisogno di docenti TERAMANI. La maggior parte dei docenti, infatti, è di Roma o di fuori regione e ciò, a mio avviso, contribuisce ad isolare il nostro Ateneo dal suo territorio. Fatta questa questa domanda assurda (anche se i filosofi medievali dicevano "credo quia absurdum", ed è noto che la speranza è l'ultima a morire), ti ringrazio per l'attenzione. In bocca al lupo per tutto.
Grazie anche da parte mia. Simona sei un mito!
E stavolta ci sta tutto :-). E aggiungo: non ci sbagliamo, Martone jr e' vecchio! Vecchio come suo padre e i suoi degni compari.
Gentile Settepanella, mi perdoni se non mi unisco al coro degli osanna, ma questa gara tra lei e Martone non mi appassiona affatto. Mi chiedo chi, tra i due, sia più presuntuoso. Lei è egoriferita almeno quanto lui.
Se Simona avesse usato altri toni meno "presuntuosi" (tipici di chi pensa di avere da solo tutte le ragioni) probabilmente l'avrei condivisa di più.......Ma che ne sai, Simona, se e quanto Martone abbia studiato in vita sua.?....e poi chi l'ha detto che matematica è una facoltà ostica rispetto a giurispudenza? Come pretendete di fare la carriera universitaria con queste visioni a dir poco infantili e ristrette della società.....? Non condivido molto l'attocco mediatico a Martone anche perchè la frase incriminata è stata estrapolata da un contesto più generale......ovviamente ci sono casi di ragazzi che per le più meritevoli situzioni ritardano il conseguimento della laurea e difronte a queste situazioni chapeau. Ma attaccare Martone solo perchè, in fin dei conti, dice una verità, è vituperevole........
Ho dato uno sguardo agli articoli a valenza internazionale. Mi sembra anche ovvio che di Martone non ci sia nulla: il diritto del lavoro non è mica internazionale! poi mi sono presa la briga di guardare l'impact factor delle tue pubblicazioni. Devo dire che con tutta questa bella lettera mi sarei aspettata molto di più. Non dico cose tipo Nature, ma almeno un impact factor considerabile. Ma forse il diritto è una cosa, la matematica un'altra, la fisica un'altra ancora. E' facile giudicare gli altri, essere giudicati lo è molto meno. Secondo me la frase di Martone serviva a spronare i ragazzi (e non per insultarli), almeno ascoltando il discorso a me è sembrato così. Quanto possa valere non lo so, ma non credo che la colpa della tua mancata carriera, che ti auguro possa arrivare ad un punto di svolta, possa essere sua.
@Anonimo: detto tra noi (anonimi), non hai proprio capito il senso dell'articolo di Simona Settepanella perché non ne hai colto gli spunti più importanti. Mi pare ovvio che lei dovesse fare riferimento a se stessa e alla sua esperienza, ma chi si è soffermato solo su questo dimostra la classica acredine di chi non ha interesse a coltivare il mondo, ma solo il proprio orticello. Da brava, apri la mente e rileggi!
anonimo che risponde ad anonimo, sei sicura che tua cugina abbia bisogno SEMPRE dell'avvocato difensore???
Secondo me tutti vorrebbero essere al posto di Martone e quindi da buiona prassi italica che si fa ? si denigra.....cosi sembrerà meno "elevato" e tutti saranno meno complessati.....andate a studiare tutti piuttosto......
Purtroppo su questo argomento si è scatenata una inutile "bagarre". Credo che Simona abbia voluto dire semplicemente che anche in un'oscura provincia come la nostra esistono ragazzi che si fanno ...un mazzo tanto senza, però, arrivare alle gloriose vette del"Nostro" che in modo inequivocabile ha qualche chance in più, atteso il suo stato di figlio di chi ha accesso a qualche piccola leva di potere. Ciò detto, senza spostare il piano della discussione, sarebbe importante parlare di un fenomeno: il .."vizietto", tutto italiano, di preparare le carriere di figli quando sono ancora nella culla.Costruire, con ogni mezzo, lecito ed anche meno lecito, quella rete di alleanze, comparaggi, fratellanze, padrinati politici che, alla fine, portano i m m a n c a b i l m e n t e alle carriere fulminanti.La nostra città è piena di questi fenomeni!
@ ... E tu chi saresti? Il fratello di Anonimo? Si apre una faida? Non so proprio di che parli. A me dà fastidio una certa superficialità, tutto qui.
Simona ti stimo perchè nonostante lo schifo hai ancora voglia di appassionarti, sarà per le persone come Martone che ho il totale ripudio per l'ambiente universitario e non solo...mi intristisco quando penso che grandi menti trovano posti di lavoro occupati da piccole anime... e ti invidio l'abilitazione all'insegnamento che purtroppo al momento non riesco ad ottenere :( perchè manca l'iter... in bocca al lupo ;)
Quanta supponenza! La Settepanella non ha fatto altro che il suo dovere studiando e laureandosi brillantemente. Non è un demerito avere genitori potenti, come non è un merito avere genitori umili. C'è un'Italia sommessa, silenziosa che continua con impegno a coltivare i propri sogni. Ci sono persone colte che non urlano di essere migliori degli altri, infatti anche l'umiltà è una dote. Essa appartiene proprio alle persone intelligenti. Chi studia infatti sa che i traguardi non sono mai raggiunti, ottenuto infatti un obiettivo è tempo di cercarne, attraverso la ricerca, un altro.
Quello che infastidisce nel comportamento di Martone è proprio il non tenere conto di essere figlio di qualcuno che conta. E' chiaro che Simona ha fatto solo il proprio dovere! Forse poteva fare anche meglio. Ma si può anche capire che, quando parlano certi presupponenti snob allevati negli ambienti dirigenzial-ministeriali, come dicono a Roma... Je rode un po'... er c...!
Non è questione di "nontenere conto di essere figlio di" è questione che sta gente manca completamente di tutte le esperienze cui volenti o nolenti sono costretti tutti gli altri italiani: lavorare per studiare, militare, zero raqccomandazioni, zero occhi di riguardo, zero gente che lavora per crearti occasioni eccetera eccetera. E, mancando di questi "paletti" esperienziali, caratteriali e intellettuali, gli viene automatico di parlare da un certo "livello" in su...
ciao Simona, ci diamo del tu, anche se non ci conosciamo e se non ho la laurea...:), voglio farti veramente i complimenti per la risposta arguta e maledettamente reale che apre tutta una serie di riflessioni sul mondo del lavoro....:) quello che mi auguro è che ci sia una risposta del prof. Martone, me lo auguro per lui perchè cosi facendo possa veramente condividere e comprendere e magari contribuire e provare a risolvere questi problemi che purtroppo rendono il paese incatenato a logiche clientelari e di "famiglia".....che tristezza:( buon proseguimento di passioni a tutti!!!
Caro Armando, ti ringrazio per il tuo commento. Oggi ancora piu' attuale dopo le uscite di Monti e della Fornero. Ancora queste persone confondono gli effetti con le cause (come il buon Michel). Travaglio ha parlato, in un suo intervento, di mancanza di logica. Questo e' mancanza di logica: guardare a un effetto e parlare di quello, tamponare quello, senza andare a vedere quali ne sono le cause e operare quindi su quest'ultime. Un esempio e' proprio l'uscita della Fornero sulla scarsa mobilita' dei giovani. Questo potrebbe anche essere vero (dico potrebbe), ma andiamo a vederne le cause con un esempio: ho tre cugini laureati, due sono dovuti andare all'estero a lavorare perche', anche se avevano un dottorato, non erano ne' figli ne' fidanzati di figli, l'altro e' a Milano (alla faccia della mobilita'). Vorrei parlare di quello che vive a Milano: da 12 anni lontano dalla famiglia, nonostante sia ingegnere con un posto fisso e abbastanza ben pagato (rispetto alla media degli stipendi italiani che sono una MISERIA rispetto al costo della vita). Se si ammala, si arrangia, gli serve qualcosa, si arrangia, per non parlare dell'idea assurda di farsi una famiglia. Andiamo ora a vedere tutti questi sacrifici quanto rendono: vive in casa con un'altra persona (non potrebbe permettersi l'affitto da solo), paga le bollette, fa la spesa, paga gli spostamenti grandi (in una citta' come Milano), poi c'e' lo stile (se lavori devi spendere un minimo per l'abbigliamento) e i viaggi per tornare a trovare i suoi ogni tanto. Al netto di queste spesucce mio cugino vive lontano dalla sua famiglia, solo, senza aiuto se gli serve qualcosa, per la strabigliante cifra di 200 euro al mese (euro piu' o meno). MA SCHERZIAMO???????? Non si puo' nemmeno permettere di andare in vacanza, figuriamoci avere dei figli (che, tra l'altro, non saprebbe nemmeno a chi lasciare visto che lo Stato Sociale e' inesistente e le spese per asili sono esorbitanti, quando li trovi...). Allora, a queste condizioni, vale la pena allontanarsi da casa come suggerisce la buona Fornero? Quali sono le CAUSE per cui molti giovani restano a casa invece di partire? Il punto e' che per analizzare le cause bisogna essere capaci di fare una cosa: porsi delle DOMANDE, chiedersi i PERCHE' . E' questa la LOGICA, e' questo di cui paiono mancare i nostri professori-tecnici. Quello che dicono e' probabilmente vero, ma se guardi (e critichi!) l'effetto senza riflettere sulle cause, per me, fai come lo stolto che guarda al dito che indica la Luna...
comunque Martone sarà un fenomeno di tutto (basket incluso) Monti + figlio 2 mostri dell'economia, il berlusca si è fatto da solo (in che senso?), bossi+figlio, la russa e tutti gli altri... incluso il mitico bersani il bel rutelli ginoble e cossutta e via via venturoni, robimaga... la lista in realtà è infinita (matematicamente parlando!!!!) MA PERCHE' STIAMO NELLA M....A? una risposta dai geni per cortesia... (vecchio, non più giovane, disoccupato)!!!!
Basta settepanella. l'ammerika ti aspetta sempre. ti piace fare la vittima, lo si intuisce tra le righe dei tuoi scritti. non è con il vittimismo che l'italia va avanti.Se qualcuno è stato più bravo o più furbo di te fegatene. erca di dare il massimo nel tuo ambiente. tutto il resto è noia. allo stato puro falcò non mi censurare come sempre. posso essere ironico, ma non offensivo. sembri peggio di raiuno a volte. In fondo si può fare satira sulla settepanella.. ispira e non solo me
MArtone è Ordinario esclusivamente per Meriti corruttivi e paterni. Avrà detto una verità a di certo non ha alcuna dignità nel parlare.... Chi conosce il mondo accademico universitario sa molto bene le varie tappe esistente per diventare Ordinario. Vi consiglio di indagare anche sui sottoposti "Martoniani", come essi siano diventati dottorandi e Ricercatori..... L'Unica Soluzione? EMIGRARE...
Caro Sandro, si l'ammerika mi aspetta, ma io non sono Schettino: non abbandono una nave in difficolta' di cui sono equipaggio solo perche' ho una scialuppa. Ma resto e faccio del mio meglio per salvarla. Tu? Vittimismo, puo' essere, anche se non mi sembra, ma sempre difficile valutare se stessi. Personalmente preferisco chiamarla sana indignazione. Dalla mia posizione infatti ho visto per anni il nostro Paese dissanguarsi dei suoi migliori cervelli (bada bene che, essendo io ancora qui, NON mi metto tra questi) mentre giovani rampanti e intraprendenti Martonetti restano e avanzano, portando la nave sempre piu' rapidamente contro gli scogli...
Condivido la nota di Simona 7panella - come vedo, i numeri sono già nel tuo cognome come le note della musica - ma lo condivido in parte!!!E' tutto vero che i percorsi tuoi e di Martone sono diversi anche dal punto di vista meritocratico, ma il tuo percorso è nella scienza, nella ricerca, in qualcosa di più alto di una becera carriera per via di parentela, perciò non abbassarti più. Però devo dirti una altra cosa, e te la dico con il cuore: non pensare più che tu essendo più intelligente dal punto di vista matematico di altri tu lo sia anche in realtà, la matematica è una parte della filosofia è non è ancora dimostrato che descriva correttamente la realtà del mondo in cui viviamo...tutti facciamo percorsi culturali diversi, lo facciamo con passione, e il paragone con il volgo - sia pure un viceministro - non ci appartiene......Ciao simona, continua così e che lo spirito di Abel sia con te!!!!!
...ripeto ..."modello Teramo"..... da esportare!!!
Cara Simona, quello che scrivi mi è davvero "caro". Senza la falsa e inutile modestia che alcuni dei commentatori ti richiedono, perchè sennò sei superba, autoreferenziale, vittimesca... O semplicemente perchè sono loro superficiali e interessati di più alla vis polemica che ai contenuti drammatici rivangati dalle uscite del "bravo" Martone. Torna a galla la vera radice della nostra brutta condizione: in Italia accettiamo, dandolo per scontato, che la classe dirigente, ad ogni livello, sia il frutto più che di una selezione per merito, dell'esercizio di potere familiare, personale o del divino diritto di successione di chi, pur non essendosi guadagnato quella posizione, vi si è (certo non per colpa sua, porello!) ritrovato. Questo evita a certi commentatori del tuo pezzo di sentire l'amarezza, l'indignazione, la tristezza, per le conseguenze inevitabili di questo processo...beati loro, camperanno sereni e illusi di essere liberi di scegliere il loro futuro! In Italia è conseguenza del nostro stato di arretratezza culturale, umana, civica, credere normale che chi è chiamato a svolgere ruoli chiave all'interno delle Istituzioni, ma semplicemente non abbia le capacità per farlo, continui a svolgere quelle funzioni per conservare prestigio, posizione e soprattutto denaro. Tutto questo fregandosene, quando va bene, ma più spesso agendo a danno, dell'intera società e comunque del maggiornumero di persone. Professori indegni, che i loro stessi docenti (tranne uno amico del papà) hanno definito inetti, che si ritrovano a capo di uffici così importanti per lo sviluppo del Paese, senza pensare di dover muovere un dito, o lavorare in direzione di un'idea, di un miglioramento. Che non avvertono minimamente il "peso" della loro posizione, perchè di fatto, gli è stata regalata e non l'hanno perseguita. Montagne di denaro pubblico, dunque anche nostro, spostate in loro favore da papà importanti per consulenze scritte nemmeno da loro, ma dai loro sottoposti, sottopagati e sfruttati da chi in pubblico si riempie la bocca con l'anti-egoismo generazionale e il diritto al lavoro. E' NORMALE. E tu...tu sei solo invidiosa. E in tutto ciò noi, tu in particolare Simona, dovresti tacere, essere meno presuntuosa, che in fondo c'hai pure uno stipendio fisso e poi sei pure una donna, quindi cosa ca... pretendi? Sarai sicuramente invidiosa del pene del papà e della poltrona di miscell. D'altronde anche la differenza di retribuzione, posizione e trattamento lavorativo fra uomini e donne, mica è un problema secondo questi signori? Come si fa a non vedere che è questa la mentalità che ci sta affossando? Che si ripercuote sulle nostre vite minando il nostro futuro e quello degli altri. Che sono le ingiustizie quotidiane, la vecchia storia dello sfruttamento dei pochi sui molti, l'abbassamento del livello di dignità pretesa, meritata, la svalutazione dei diritti a cui si ha diritto, ad averci ridotti ad una massa consenziente, piegata al potere, che si fa schiacciare solo per la facilità di servire, rispetto alla fatica del ribellarsi e combattere, del formarsi almeno un'idea onesta delle cose, di farsi un'opinione corretta. Cari (ma voi davvero non mi siete cari, è solo x sfottervi) legittimatori di ogni "miscellismo", fatevi affascinare meno dal potere e più dalla libertà vera, quella "di" e "da", garantita dall'equità delle condizioni di partenza e trattamento, e vi accorgerete di quanto siate succubi del primo e privi della seconda. Cari saluti...Cari davvero a questo blog.