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Cirsu: La storia infinita che continua a puzzare...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Lo scorso 4 Novembre si è tenuta la Camera di Consiglio della Corte di Cassazione che dovrà decidere definitivamente sulla vicenda ex CIRSU.

Dopo il fallimento della Società pubblica, furono presentate  3 proposte di concordato fallimentare: venne omologata la proposta della DECO SpA.

Le norme fallimentari, i relativi procedimenti, i ricorsi e i controricorsi, i tempi lunghi anzi lunghissimi,  sono stati il teatro di una situazione che ha visto chiudere impianti di gestione dei rifiuti urbani, la fine di una fondamentale funzione pubblica e strategico-territoriale,; che ha visto trasferire enormi quantitativi di rifiuti fuori Regione, con ingenti costi a carico dei Comuni del territorio; che ha visto sfumare il lavoro di tanti dipendenti, maestranze ed impiegati,  dopo tanti anni di attività a servizio dei Comuni.
Molti operai, gli ex di Sogesa, sono stati anche delati e offesi.

Le Istituzioni?
Fuggono da un campo minato, da quegli interessi privati e particolari molto prima del 2015, anno del fallimento del polo tecnologico.

Le domande?
Ancora?

Come è stato possibile consentire a CSA Scarl, dopo il fallimento della mista Sogesa SpA, la riattivazione delle linee impiantistiche di trattamento rifiuti e della discarica, senza il corretto adeguamento delle stesse, a norma di legge?

Quante volte ci siamo dovuti occupare delle irragionevoli e improvvisate soluzioni poste in campo?

Quante volte abbiamo dovuto denunciare situazioni di pericolo ambientale, sversamenti di percolato, incendi di rifiuti, odori nauseabondi, occhi che bruciano, gole irritate, operai che vengono licenziati anzi, cacciati, da quello che fino al giorno prima era il loro posto di lavoro?

Sono passati anni, eppure c’è ancora chi lavora per non arrivare a una soluzione.
I rifiuti sono ancora dentro i capannoni.

Preparatevi... acquisisco le carte e  non finisce qui!!!

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Una vicenda degna di REPORT, il programma di RAI TRE che potrebbe ulteriormente contribuire a dare luce a une delle pagine più vergognose della cronaca locale.