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L'Ombra della Massoneria nell'operazione Banca Tercas/ Banca Popolare di Bari...

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Vittoria Vanni ha scritto un libro molto interessante sui riti egizi della Massoneria.
Leggiamo " 

La Massoneria egizia è indissolubilmente legata a quel centro occulto che è sempre stata Napoli. Secondo Userkaf a Napoli, nell’antichità luogo di culto di Iside e di Serapide, è sempre esistito un’eggregore di circoli iniziatici legata a una catena proveniente dall'antico Egitto. L’influenza dei circoli rosicruciani tedeschi e olandesi inserì, nelle prime manifestazioni della massoneria egizia, connotazioni ermetiche. Possiamo indicare il Principe di Sangro, Raimondo di S. Severo (1710-1771), come uno dei più brillanti e indicativi rappresentanti di questa corrente.

Raimondo fu Gran Maestro della Massoneria napoletana, che rivendica un'importante filiazione diretta, nella sua trasmissione iniziatica ed esoterica, dai Misteri egizi alessandrini. Sotto la sua Gran Maestranza, il Barone Teodoro Tschoudy creò il Rito Ermetico della “Stella Fiammeggiante”, il cui catechismo dei tre gradi massonici è un’importante testimonianza dei procedimenti della Grande Opera, descritta attraverso la simbologia massonica.

Questo processo evolutivo, che dalla cristosofia della totalità della Massoneria settecentesca continuò con gli Illuminati di Baviera e con Bode, Herling e soprattutto Goethe (il cui Inno Prometeo è il manifesto di questa evoluzione), spezzò per sempre i legami della Massoneria continentale con l’esclusività della teologia cristiana come forma di metafisica. Ma il primo Rito massonico dichiaratamente Egizio è quello di Lachaux, Gran Maestro del Tempio del Sole della Società dei Filosofi Incogniti, a finalizzazione ermetica".

Questa è l'intervista integrale di Alfredo Giovannozzi per Vera Tv con Antonio Di Matteo, ex direttore Tercas.
Guardate l'espressione di Antonio Di Matteo alla domanda sul faraone dell'antico Egitto, Userkaf.

https://www.youtube.com/watch?v=cc6Fn-C9I1o  

Le nostre domande rimangono sempre le stesse e non cambieranno fino a delle convincenti risposte.
Di Matteo prosciolto dalle accuse di Spoleto, Di Matteo e quel bilancio del 2011 approvato nel 2012, Di Matteo e quel bilancio del 2011 ratificato da una importante società di revisione, Di Matteo e quel bilancio del 2011 approvato con le rettifiche nel 2012, Di Matteo e nessuna accusa di falso in bilancio, Di Matteo e il rapporto tra Banca Tercas e San Marino in corso almeno due anni prima del suo arrivo in Tercas, Di Matteo e la sua lista testimoni tra giornalisti, imprenditori e uomini politici molto ma molto importanti, Di Matteo e i suoi sassolini nelle scarpe che nei 14 giorni di carcere sono diventati sassi, pietre, quella lucida follia che lo porterà a raccontare tutta la verità di fronte ai giudici.
Di Matteo e un dischetto con le carte della cassaforte che stanno nutrendo la propria memoria difensiva.
Di Matteo e quella denuncia, quell'esposto sui dubbi e le controversie del commissariamento di Tercas, il girone di Banca D'Italia.
Che fine ha fatto quell'esposto contro Banca D'Italia? 

Ricordatevi una verità assoluta.
La Tercas non doveva essere commissariata.
Carichieti non doveva essere commissariata ( studiatevi la sentenza Valletta).
In comune?


,,,,e non finisce qui...

 

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Commenti

Ricostruzione condivisibile, niente prove, ma la logica intelligente ed onesta dei fatti, sono fatti !!!

Nei commissariamenti di banche, i commissari nominati sono sempre stati almeno due: qualcuno si è' chiesto mai perché' nel caso di BancaTercas sia stato nominato un unico commissario.......

Leggete questo articolo e forse troverete qualche risposta; anzi, mi correggo, troverete a chi rivolgere le vostre domande.

Quando si cercano davvero e con autenticità intellettuale le risposte, la cosa più importante da fare è indirizzare le domande verso chi può darcele, queste risposte e non verso un interlocutore scelto arbitrariamente da noi, in base a sospetti, voci circolanti,  maneggi, inganni o supposizioni. Chi cerca la Verità non si accontenta della prima risposta che trova. Diogene ci ha insegnato anche questo. Da esseri pensanti siamo chiamati a non seguire la strada che altri hanno illuminato appositamente, per accecarci.