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La vergogna: Secondo Natale da sfollato lontano da Teramo. La Ricostruzione? il Nulla...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Solo parole.
Solo tante parole e promesse.  A Roseto stiamo bene, siamo diventati una bella comunità di teramani ma la nostra città è la nostra casa. Ci mancano i sapori della strada, del bar, dell'edicola, i pensieri del vicino di casa e quella porta che cigola negli ultimi centimetri quando mio figlio usciva di casa per andare a scuola. Ricordo tutto. Nel 2015 avevamo festeggiato un Natale diverso perchè io e mia moglie avevamo appena finito di pagare il mutuo ventennale. Eravamo felici per l'aumento del nostro monte stipendio e poi, avevamo la fierezza di poter lasciare un bene a nostro figlio. 
Poi Agosto 2016 e ancora Ottobre. Lo sgombero. Le promesse e la nostra speranza. Questo è il secondo Natale e a Roseto non si è visto mai nessuno della passata Amministrazione. Sa, caro Falconi, lei si rende conto? Mai nessuno. Una vergogna. Mai vesti il sindaco Brucchi o qualche assessore o peggio, un solo consigliere. Siamo diventati teramani di ultima serie. Gli esiliati civici. Che cosa ci rimane? La desolazione del nulla. La nostra casa e le tante altre abitazioni sono abbandonate. Nessun cantiere. Nessun martello e nessuna Gru. Solo la solita e triste passerella politica senza umanità.

Buona Natale a tutti voi da una famiglia teramana....

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Commenti

Ho letto e con molta amarezza e dispiacere la lettera di questo signore che da tempo e' sfollato con la sua famiglia a Roseto.
Non le nascondo anche una certa commozione nel leggerla,soprattutto per quel Natale del 2015 da Lei e dai suoi cari passato nella gioia di aver finalnente finito di pagare il suo mutuo,gioia purtroppo interrotta da questo maledetto sisma,che ha costretto lei ed i suoi cari a lasciare casa,dopo anni ed anni di sacrifici.Condivido la Sua delusione per non aver mai ricevuto almeno una parola di conforto da parte degli amministratori comunali,la loro latitanza nei Suoi confronti e degli altri sfollati,purtroppo anche in queste occasioni,denota la loro scarsa sensibilità,il loro menefreghismo ,e la loro
incapacità' di gestire i rapporti umani con la povera gente ,che è' stata colpita da questo terremoto .Voglio sperare e Le auguro di cuore ,di riuscire al più presto a rientrare nella sua abitazione .Buon Natale ed un abbraccio
Carlo

Mettendo da parte il sentimento che proviamo tutti nel leggere questa lettera, voglio fare una considerazione prettamente economica.
Queste famiglie "esiliate" sulla costa continuano a vivere i loro giorni ricreandosi pian piano quella quotidianità fatta di piccole abitudini e di nuove conoscenze. Continuano a spendere i loro soldi ma non più nei negozi teramani, anche se erano clienti affezionati, ma sulla costa.
Non per niente, quando torno a Giulianova, vedo il traffico sulla nazionale ai livelli di agosto anche in ottobre.
Pensate a queste feste, tutte le loro spese le avranno fatte nei negozi di Giulianova, Roseto, al massimo al centro comm.le Gran Sasso... Teramo city ha perso tantissime risorse economiche e così i suoi commercianti, credo che chiunque andrà al governo della città dovrà mettere mano a questa situazione con la massima urgenza e nel modo più serio possibile. In questo i vari politici locali hanno dimostrato la loro pochezza e le loro scarse capacità, da destra al centro a sinistra... nessuno escluso! Spero ve lo ricordiate alle amministrative.

anche gli aquilani sono stati 2 anni fuori casa negli hotel...ma non si lamentavano...anzi non volevano andarsene.