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L'imbarazzo del Tar e degli uffici comunali sul caso Tercoop. Tutto si deciderà il 19 Giugno...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

I fatti.
Il Tar si è accorto in tempo che il tempo del 10 Luglio non era proprio in tempo come tempistica e che era meglio scegliere un altro tempo per evitare il cattivo tempo con la Procura di Teramo che sta indagando ( tra l'altro) sullo storico temporale Tercoop.
Previsioni del Tempo?
Burrasca per il 19 Giugno, nuovo giorno del dibattimento.
IL sindaco D'Alberto, l'avvocatura civica si costituirà parte civile o attenderà il merito?
Sarà rottura con gli uffici ( tecnico e ragioneria) sulla cessazione del servizio?
La Procura diramerà la nebbia della confusione amministrativa?
Il Tar sospenderà un atto legittimo espresso dal comune di Teramo?
Il Tar accetterà di prorogare un servizio privo di legittimazione contrattuale  anche peggiore di quello della Teramo Ambiente che viene giustificato dal servizio essenziale?
Si aprirà un nuovo fascicolo?
Attenderemo di leggere con interesse le varie ed eventuali motivazioni....

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Commenti

Per essere definito "legittimo" l'atto di cessazione del servizio doveva essere deliberato almeno dalla Giunta o meglio dal Consiglio comunale. Lo stesso atto, una volta deliberato doveva essere comunicato al concessionario del servizio che aveva ed ha diritto a presentare le proprie osservazioni o eventuali contestazioni. Invece la decisione di interrompere il servizio è firmata dai soli dirigenti che non ne avevano la facoltà le competenze per deciderlo autonomamente e non risulta l'esistenza di un atto formale di Giunta o di Consiglio comunale in tal senso. Pertanto, in base a quale normativa si può definire legittima una decisione inficiata da eccesso di potere, quindi arbitraria?

Èla legge che riconosce facoltà ai dirigenti di determinare eventuali revoche. La volontà politica espressa dalla Giunta é cosa ben diversa.
Iachini non deve strumentalizzare atti dovuti da parte di dirigenti competenti, piuttosto faccia di errori virtù. Alle regole non ci si deve rassegnare ma semplicemente rispettarle.

Evidentemente Lei, signor Mirko, si riferisce alla legge del taglione che non si applica nella pubblica amministrazione. Il dirigente nel 2012 ha avuto il mandato dalla Giunta comunale di indire e portare a termine una gara e se in tutti questi anni non è stato capace di farlo avrebbe dovuto sospendere se stesso e non il servizio pubblico.