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A dieci anni usa Dante contro il Covid 19...

di Giancarlo Falconi
4 minuti

Come i nostri figli stanno vivendo il tempo da quarantena, da chiusura, da zone colorate, da ordini, da dettami, da paura, da decessi, da positivi, da negativi, da dad del covid 19?

Lei ha 10 anni. Figlia di teramani che ha scritto tutto in un Tema. Descritto e costrutto tra cronaca e letteratura psicologica.

Buona Lettura.


La mia selva oscura e il mio Virgilio 
Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura che la retta via era smarrita… ah!
No.… quello era Dante, ricominciamo: nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in un lockdown oscuro, che la scuola era smarrita, la gente era smarrita, la città era smarrita e piano piano anche noi bambini!
Iniziò tutto quel 10 marzo 2020, quando il presidente del consiglio Conte annunciò all’Italia che dava inizio al lockdown, “io resto a casa” lo aveva chiamato!!
E a casa ci restammo per davvero, come tantissime altre nazioni e tutto questo a causa del diffondersi del virus Covid-19!

“Andrà tutto bene” ci sentivamo dire, all’inizio era quasi piacevole stare a casa senza andare a scuola, poi ogni giorno arrivavano notizie di tanti lavori che si fermavano perché non erano essenziali, anche mio padre stava a casa, il suo bar era chiuso, e naturalmente anche mamma, a parte quando andava a fare dei servizi di volontariato e tornava a casa con i segni della mascherina sul viso e aveva passato ore vestita con quelle tute bianche che sembrano astronauti.

Poi arrivò la DAD! Pensai, figo... andiamo a scuola ma sto a casa!! Per un po’ sembrò divertente, ma poi iniziarono ad arrivare chiusure anche di tutte le attività sportive, anche semplicemente andare dai nonni era vietato, mi ricordo che a un certo punto si potevano incontrare solo i congiunti, e mi sono subito chiesta: ma chi sono sti congiunti? In tv si parlava solo di Covid, Cina, e morti! Con il passare dei giorni
mi resi conto che la situazione era seria, dai racconti di mamma mi resi conto di quanto era rischioso per lei, iniziai ad avere paura, capii che eravamo davvero in pericolo e dovevamo salvarci da soli rispettando le regole del distanziamento, le uscite solo in caso di necessità, l’unico modo di contatto con tutto il resto era la tecnologia, computer e cellulari  che ci hanno permesso di vedere e sentire i nostri parenti.

Ma a me non bastava, ero triste, vedere i nonni soli, in video chiamata, le mie cugine tutto assurdo! Anche la DAD diventò insopportabile, la connessione, carica i compiti, scarica i compiti, il registro, il video della maestra un impazzimento! Il momento più brutto quando à arrivata la notizia del nostro carissimo amico Ivano, il medico più giovane d’Italia morto di Covid! Fortunatamente, anche io come Dante ho avuto accanto il mio Virgilio: la mia famiglia, nonostante quello che c’era là fuori e nel mondo i miei genitori cercavano di farci passare giornate spensierate anche chiusi in casa, giocando a burraco, facendo ginnastica, mi hanno sempre dato la speranza che tutto questo macello sarebbe finito presto!

 È passato un anno e non è finita, siamo rientrati a scuola da qualche giorno dopo un altro mese in DAD.  Ma mamma e papà sono sempre lì pronti ad aiutarmi anche quando al mattino non voglio andare a scuola, quando sono nervosa o litigo con mio fratello loro sono sempre lì accanto a noi, e allora capisco che alla fine sono anche fortunata, ho la mia famiglia!
Spero davvero che tutto questo finisca presto abbiamo bisogno di essere normali, di fare cose normali, di andare al campetto a giocare, al parco a passeggiare e vorrei andare al mare! Spero anche che tutti si vaccinano per sconfiggere sto maledetto virus!l

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“Spero che tutto questo finisca presto,abbiamo bisogno di essere normali,di fare cose normali”. Il grido di dolore di questa bimba non è rassegnato perché subito prospetta quali siano le sue esigenze, direi le sue aspirazioni, con una visione ottimistica concreta del futuro. Dio voglia, e te lo auguro di tutto cuore, che con il tuo crescere tu rimanga tale senza cadere nelle trappole letali che affliggono tanti giovani.

A queste ragazzine
e a questi ragazzini
diamo le chiavi del Paese.
Ora.
All’eta di dieci anni
sono già più maturi di noi.
Sapranno rispettarlo e
lo faranno rifiorire,
a dispetto dei tanti e
inutili buffoni
che lo governano
col piglio del vile affarista.