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Violenza sulle donne. Non voltiamoci dall'altra parte...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Sul sito della Fondazione Veronesi si legge una dichiarazione di Manuela Ulivi, avvocato, è Presidente della Casa di accoglienza delle Donne maltrattate di Milano (Cadmi)
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«Il torturatore - commenta Ulivi - non è sempre quello che picchia. Spesso è uno che ti demolisce psicologicamente, ti dice e ti convince che non sai fare niente e che non vali niente. Ti tiene in una gabbia psicologica insidiosa che ti annulla». La donna maltrattata non è dunque necessariamente quella con i lividi in faccia. «Le cito questo caso: lui e lei medici, lui la tiene in soggezione svalutativa su tutto. Lei non ne può più, ci contatta. “Vorrei lasciarlo, ma come faccio, poi, per le pratiche delle tasse, per i rapporti con la banca? Io non sono capace!”. Le abbiamo insegnato un po’ di cose pratiche e l'abbiamo supportata psicologicamente. La prima volta che è riuscita a fare una semplice pratica in posta come è uscita ci ha telefonato urlando in mezzo alla strada: “Ce l’ho fatta!”. Pensi come era annientata»".

Esempi che posso essere raddoppiati, moltiplicati e ricondotti in ogni città italiana.
Vi abbiamo riportato l'intervista a Katia Di Sabatino, Delta Defence che è preoccupata non solo per l'emerso ma per il sommerso.
Il silenzio della zona rossa che obbligherà alla convivenza forzata.
Riflettiamo tutti insieme e non voltiamoci dall'altra parte.
https://www.youtube.com/watch?v=MmgWXQiXVOo&t=19s

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Commenti

La violenza psicologica significa vivere in uno stato di paura, sentendosi costantemente minacciati.
Non respirare...stare in apnea.
Nuotare in uno stato di continua ambivalenza.
Se ci sono minori coinvolti, ovviamente è ancora peggio. Ti senti in colpa per qualunque cosa e per quanto tu possa sforzarti non riuscirai mai a conquistare il tuo piccolo posto. Fai goffi tentativi e ti ingarbugli ancora di più.
Ma quello che è peggio è che nessuno ti crede....nemmeno tu lo credi....perché sei abituata, confusa.
Spesso chi abusa psicologicamente ha una doppia personalità e all'esterno appare completamente diverso. È una persona che a sua volta ha avuto gravi problemi di attaccamento infantile che inevitabilmente si ripercuotono nella sfera affettiva ( e magari non in quella sociale).
I lividi dentro non li vede nessuno o non vuole vederli, perché ciascuno di noi, nelle famiglie o nei vari contesti, ha un ruolo e quello deve interpretare affinché tutto il "sistema" intorno funzioni.
Poi arriva il giorno in cui quei lividi dentro esplodono. Ed il dolore ti invade completamente. A quel punto hai davanti solo due possibilità: o urlare per strada "Ce l'ho fatta!", o rassegnarti e spegnerti piano piano , togliendoti sempre di più. Tutta la mia stima, la mia ammirazione e la mia solidarietà ad una grande Donna coraggiosa che ha scelto la prima strada