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L'arrivo del Presidente Mattarella per il primo giorno di scuola nelle insicure scuole abruzzesi...

di Giancarlo Falconi
7 minuti

Si ripete ogni anno il rito della campanella scolastica.
Amministratori che fanno il giro degli edifici, dirigenti scolastici da copertina, i genitori al primo giorno di entusiasmo e la sintesi che diventa un copia e incolla.
La bolla papale dei discorsi a carta carbone.
La verità in un cratere sismico?
L'oblio.
Alla giovane giunta D'Alberto che sta ombreggiando le impronte della precedente per il nulla di fatto in progettualità e cantierabilità di poli scolastici o adeguamenti sismici, chiederei il silenzio e tanti fatti.
I discorsi si ripeteranno in maniera "cantinosa" e tra le rime di vino e molti video, ci piacerebbe ascoltare e leggere, il prossimo presente per Teramo e le proprie scuole.
I progetti?
I cantieri?
Le gru?
Che cosa avete prodotto in questo anno di Amministrazione?
Senza politichese o altre ciance. 
Senza ripetere quelle scuole con gli indici sismici ad aumentare per le scosse.
Scuole chiuse e ragazzi in altri edifici con indici sismici non solo preoccupanti ma allarmanti.
In attesa delle indagini della Procura di Teramo e delle sue risposte alle tante domande. 
La prima lettura arrivata in redazione?
Il Presidente Marsilio che ha dettato l'embargo della pubblicazione.
A voi, la lettura " 


 

Ci siamo, lunedì mattina tornerà a suonare la campanella e vi troverà sui banchi di scuola. Certo, ci sarà un pizzico di comprensibile malinconia per le vacanze ormai finite, ma anche l'eccitazione nel rivedere i compagni, quei compagni che per molti di noi rimarranno gli amici di una vita. Sarete più di 173mila, di ogni ordine e grado. Ad accogliervi ci saranno i dirigenti scolastici, il personale ausiliario e gli insegnanti, che un po' "temete", ma la cui importanza nella vostra formazione di donne e uomini vi sarà ben chiara tra qualche lustro. Alcuni di voi avranno il privilegio di ospitare, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui presenza è motivo di orgoglio per tutti noi, un importante riconoscimento al modello di scuola resiliente che ha caratterizzato L'Aquila e che testimonia il rinnovato e concreto impegno di tutte le istituzioni, a dieci anni dal sisma che ha devastato il capoluogo di Regione, ad accelerare il processo di ricostruzione. Dieci anni di ordinaria precarietà che non vi hanno impedito di fare il vostro dovere, sottraendo qualcosa, semmai, al diritto di studiare in condizioni adeguate. Perché studiare è anche un diritto, difendetelo, rivendicatelo. Non fatelo (solo) per conseguire il titolo di studio, fatelo per voi stessi, per diventare persone migliori. Lo studio richiede sacrificio perché la vita, là fuori, è sempre più difficile. Allenate il vostro coraggio e qui mi rivolgo a chi ne ha più bisogno: a chi varca per la prima volta il portone e a chi si appresta a percorrere l'ultimo tratto che lo separa dalla vita reale. Se studierete con il giusto impegno e la necessaria costanza sarete preparati ad affrontare le avversità, le sfide e i cambiamenti. L'Italia ha bisogno di voi, ne ha bisogno più che mai.

L'Aquila, 16 settembre 2016

Marco Marsilio

Presidente della Regione Abruzzo


Il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto...

Ricomincia per tutti oggi un anno scolastico. Buon inizio a tutti voi: insegnanti, studenti, personale amministrativo e ausiliario. La scuola ha istituzionalmente due compiti: trasmettere alle nuove generazioni la cultura e attrezzare i giovani perché siano in grado di svolgere la loro parte nella società. Perciò, la scuola non deve ridursi alla acquisizione di informazioni, nozioni e alla mera conoscenza; a tutto ciò, che pure è fondamentale, va unita la preparazione a vivere nella realtà. Sto parlando di educazione. E in questa parola c’è tutto il senso e il metodo del cammino, dell’avventura nella scuola: tenere alla vita, alle proprie domande, ai propri desideri, e così scoprire che si ha un posto nel mondo. Ma non confondete la strada e la meta, lo strumento e lo scopo. Per dirla in modo semplice, bisogna ricordarsi che lo scopo dell’educazione è la felicità; e la scuola, l’istruzione, la preparazione professionale ne sono lo strumento, la strada. La scuola, cioè l’impegno cui siete quotidianamente chiamati, è la culla delle vostre attese, il luogo dove la scintilla che avete nel cuore e nella testa deve trovare piena luce; ed è l’officina della società. Gli insegnanti sono il motore di tutto questo. Noi siamo al loro fianco, pronti a rispondere alle loro attese; li invito a coltivare il merito e stimolare con tenacia coloro che hanno bisogno d’aiuto. Il compito educativo è una meravigliosa avventura, che risponde a ciò che il cuore dell’uomo desidera di più: apprendere. Credo che sia proprio questo desiderio e il riconoscerne la bellezza, al di là di tutte le difficoltà che ci sono, che dia il senso vero e profondo della vostra missione. Noi amministratori intendiamo sostenere questo impegno, lavorando per costruire luoghi sempre più adeguati, sicuri, belli, funzionali. Su questo, semplicemente, noi, come tutte le altre istituzioni della Repubblica, dobbiamo solo chiedere scusa e recuperare in fretta e con determinazione il terreno perso. Un augurio anche alle famiglie: non si limitino a mandare i figli a scuola ma giorno dopo giorno costruiscano in loro la consapevolezza che a scuola si va per prepararsi alla vita. Siate presenti senza essere ingombranti; vicini senza essere invadenti; autorevoli senza essere autoritari. Infine, gli studenti: vi sollecito a mettere negli studi un supplemento d’animo in più, coltivando la serietà, la precisione, l’onestà, la puntualità, il comportamento rispettoso, il proprio dovere, fare lezione. E che la scuola sia formatrice di senso critico. Perché tutto ciò cui siete chiamati è la bellezza. “Siate affamati” diceva Steve Jobs; ecco è così: vivete i vostri anni e il vostro compito consapevoli che sedete tra i banchi per diventare ciò che siete, per trovare la risposta ai vostri più radicati sogni. Non permettete che tutto scivoli via nella mediocre banalità. Ma soprattutto, cari ragazzi, interessatevi, sempre, a tutto ciò che vi circonda. Siate costantemente curiosi, vivete ogni giorno come una scoperta e ogni scoperta come un dono, individuale e collettivo. Pretendete sempre la libertà di essere voi stessi, ma non dimenticate mai il dovere del rispetto. Il rispetto per i vostri insegnanti che, qualsiasi cosa dicano o facciano, sono e saranno sempre dalla vostra parte; il rispetto per gli spazi e per i luoghi delle vostre scuole, sono vostri come di tutti, rendeteli ogni giorno più belli; ma soprattutto il rispetto per i vostri compagni e per i vostri amici, sono la forza che vi consentirà di crescere insieme, di non sentirvi mai soli. Ricordando il motto di Don Lorenzo Milani, «I care», abbiate a cuore la gioia degli altri, tendete la mano a chi è più in difficoltà perché nessuno resti indietro e solo. Nella scoperta dell’altro non cercate mai il diverso perché la diversità e la normalità non esistono, esiste solo la straordinaria specialità che ciascuno di voi, nessuno escluso, porta con sé perché sia donata reciprocamente nella miracolosa scoperta del vivere insieme. Il alla fame di vita. Vi abbraccio, il Vostro Sindaco, Gianguido D’Alberto

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Commenti

Quante belle chiacchiere al vento.... uno dice che "....il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui presenza è motivo di orgoglio per tutti noi, un importante riconoscimento al modello di scuola resiliente che ha caratterizzato L'Aquila e che testimonia il rinnovato e concreto impegno di tutte le istituzioni, a dieci anni dal sisma che ha devastato il capoluogo di Regione, ad accelerare il processo di ricostruzione. " l'altro dice "......Noi amministratori intendiamo sostenere questo impegno, lavorando per costruire luoghi sempre più adeguati, sicuri, belli, funzionali. Su questo, semplicemente, noi, come tutte le altre istituzioni della Repubblica, dobbiamo solo chiedere scusa e recuperare in fretta e con determinazione il terreno perso." , la cosa assurda che ci sono genitori che commentano entusiasti e ringraziano per le belle parole, e il tempo passa. La realtà invece è che ci sono scuole elementari con indici di vulnerabilità prossimi allo zero ( una delle più frequentate ha indice 0,079) il liceo scientifico che ha un indice che va da 0,210 a 0,5 ed è sovraffollato ( devono fare ricreazione in 2 turni per non creare troppo caos negli spazi comuni). Che dire... chiudiamo gli occhi, tappiamoci il naso, le orecchie e continuiamo a sperare che non accada nulla. Semplicemente disgustoso.

Sono più sicure le scuole che le case....

Bisognerebbe che sia il Presidente che il Sindaco pensassero più ai disagiati, agli sfollati e agli occupanti illegali di questa Nazione invece di fare buon viso a cattivo gioco. Fatti non..... sorrisi!