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La Teramo Calcio, i tifosi e la dignità di una domanda...

di Giancarlo Falconi
5 minuti

Cari tifosi del Teramo Calcio, avete mai letto Gianni Rodari?

 

Il paese con l'esse davanti 
 

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore. Viaggia e viaggia, capitò nel paese con l'esse davanti.  
- Ma che razza di paese è? - domandò a un cittadino che prendeva il fresco sotto un albero.  
Il cittadino, per tutta risposta, cavò di tasca un temperino e lo mostrò bene aperto sul palmo della mano.  
- Vede questo?  
- E' un temperino.  
- Tutto sbagliato. Invece è uno "stemperino", cioè un temperino con l'esse davanti. Serve a far ricrscere le matite, quando sono consumate, ed è molto utile nelle scuole.  
- Magnifico, - disse Giovannino. - E poi?  
- Poi abbiamo lo "staccapanni".  
- Vorrà dire l'attaccapanni.  
- L'attaccapanni serve a ben poco, se non avete il cappotto da attaccarci. Col nostro "staccapanni" è tutto diverso. Lì non bisogna attaccarci niente, c'è già tutto attaccato. Se avete bisogno di un cappotto andate lì e lo staccate. Chi ha bisogno di una giacca, non deve mica andare a comprarla: passa dallo staccapanni e la stacca. C'è lo staccapanni d'estate e quello d'inverno, quello per uomo e quello per signora. Così si risparmiano tanti soldi.  

- Una vera bellezza. E poi?  
- Poi abbiamo la macchina "sfotografica", che invece di fare le fotografie fa le caricature, così si ride. Poi abbiamo lo "scannone".  
- Brrr, che paura.  
- Tutt'altro. Lo "scannone" è il contrario del cannone, e serve per disfare la guerra.  
- E come funziona?  
- E' facilissimo, può adoperarlo anche un bambino. Se c'è la guerra, suoniamo la stromba, spariamo lo scannone e la guerra è subito disfatta.  
Che meraviglia il paese con l'esse davanti.


Questo racconto mi ricorda i miei 5 anni e la strada sotto le colonne di via Malaspina.
La prima pera sotto al garage fu di un mio amico che si è perso in quel buio.
Aveva 11 anni e non c'era dignità in quella futura morte.
Poi, Il Teramo Calcio.
I  Devils Korps.
Pasolini e i nostri scontranomi.
Massimo Riccio ( ho pianto alla sua morte che ancora piango per la sua bellezza ed essere cuore) che mi chiedeva un aiuto per gli striscioni ma solo perchè leggevo in continuazione con la stessa fame con cui consumavo le giornate.
Le partite di pallone con Livio il pennellone e Massimo Liscio.
Le battaglie con chi spacciava sotto casa. Non ci stavo, non li rispettavo, non era una scelta di vita condivisibile e alzavamo le mani.
Forti e deboli.
Fino alla 2015 in cui ho deciso che non potevo accettare chi ci aveva rubato un sogno, interrotto un sogno, distrutto un sogno, raccontato un incubo di bugie.
Fino al 2019 quando per lavoro e solo per lavoro ho dovuto condividere l'aria e lo spazio con Campitelli e il suo nuovo Ad, Nicola Di Matteo.
Nel frattempo?

Battaglie contro chi ha distrutto la Tercas, per l'ambiente e le discariche con i sequestri a ripetizione di chi portava la morte e il cancro sul nostro territorio, chi ci voleva rubare la salute pubblica con il reparto abbandonato di Oncologia e Urologia, per gli ascensori nei palazzi ater e i disabili, con le ore in strada a portare coperte e colazioni ai senza tetto, con la denuncia contro gli spacciatori, con l'aiuto ai preti ma veramente preti, sempre da solo, poi in pochi e quei quasi nessuno diventati amici e gruppo.
Quei nulla, fratelli. 

La gente ha poca memoria e quel Gennaio 2019 quando un Ad, Amministratore Delegato di una società calcistica a una normale domanda che avrebbe dovuto incensare la sua vita, la sua carriera, il suo libro autobiografico, ci rispondeva di rispettare la camorra e la camorra rispettava lui, che la camorra era una scelta di vita, che la camorra non è una montagna di merda, scusate, merdo, non siamo riusciti ad essere comprensivi e giustificare i limiti di un uomo che ha creato il suo impero.
Leggete e guardate le foto. http://www.nicoladimatteo.com/

Non mi aspettavo un grazie per quella domanda, non mi aspetto mai nulla dal prossimo e vivo bene.
Non mi aspettavo un plauso da parte dei non colleghi, non mi aspetto mai nessun riconoscimento e sorrido.
Non mi aspettavo una medaglia per l'attenzione al territorio, non amo farmi pungere a titolo gratuito.
Mi aspettavo una levata di scudi da parte dei tanti odiatori ma non dai tifosi e dalla loro dignità di uomini e gruppo storico.
Ecco, un'altra delusione da aggiungere al nostro personale fardello.
Il fratello ombra. 
 La Teramo Calcio?
Per me, finita nel 2015, a proposito di vera dignità. 
Ripeto, fino alla fine, Nicola Di Matteo è un galantuomo ma finchè non dirà che la Camorra è una montagna di merda che non si può rispettare, che non è una scelta di vita, che una simile associazione malavitosa che uccide, droga, inquina le vite di molti e altri futuri è da condannare come un vero e proprio attentato all'umanità non avrà mai la mia firma.

Colpa nostra. 

 

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Commenti

Il coraggio è il tuo punto di forza,ha ragione il professore quando dice che Teramo non ti merita.

Le colonne, bei ricordi per chiunque le abbia vissute.Simbolo della gioventù di quartiere anni '80 fatta di pura spensieratezza e amicizie forti tra ragazzi ignari del proprio destino,che vivevano la quotidianità con totale passione verso la vita.Soltanto in pochi sanno che cosa sono state le ''colonne''..

Di una cosa mi sono convinto, che se è vero che qualcuno ci ha tolto la B, penso sia stata la cosa più giusta, sarebbe stato uno sfregio al calcio, far vedere la serie B a questa città ( tranne x quei pochissimi tifosi veri, veramente attaccati a questi colori e a questa città) a questi TERRRRAMANI che hanno solo la cultura del disfattismo e della discriminazione territoriale, perchè quel signore, se era di Ancona, per esempio, non sarebbe stato attaccato in questa maniera. Forse il professore ha ragione, Teramo non ti merita, vai a Caserta, così la domanda la fai direttamente a loro..........quale occasione migliore!!!

Domanda opportuna risposta inadeguata sia Campitelli che il nuovo socio hanno bisogno di un segretario suggeritore come berlusc

Vedi Mark, tu non esisti e sei omertoso. Sei un mafioso senza il coraggio della firma. ;)

Egregio Signor Mark tu non sei convinto solo di qualcuno che ci ha tolto la B, ma di tutto quello che attribuisci ai TERRRRAMANI, di quel signore che poteva essere di Ancona, di ciò che dice il professore equivocandone il significato a tuo vantaggio. Tante convinzioni e pensieri che ai Teramani non servono. Caserta, sì un'occasione (come dici tu) per qualcuno per andare, ma qualcun'altro forse non ci può neanche tornare!!!!!!!! La tua è una difesa persa.

Caro Falconi
Le avevo già espresso, con un commento non pubblicato per un probabile disguido tecnico, la mia solidarietà dopo avere letto
la vergognosa ed ipocrita nota di "censura" a Lei e di diffida a Vera TV
in calce al comunicato della Teramo Calcio,sottolineando la palese c
contraddizione tra i richiami a principi di etica e trasparenza cui si
ispirerebbe la Società e l'incredibile reazione nei confronti di un cronista che,in fondo,proprio a quella trasparenza intendeva riferirsi
nel sondare il pensiero e la personalità del nuovo(?) amministratore delegato.
Non altrettanta solidarietà,pare evidente,dimostrano i suoi colleghi
giornalisti ai quali in un contesto di sviscerata passione calcistica per
le sorti della squadra interessa maggiormente il sostanzioso contributo economico che il Di Matteo apporterebbe alla Società che
l'etica di questa.