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Milton Di Sabatino farà le scarpe al sindaco Brucchi...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Il calzolaio della politica? Colui che fa le suole. Un pò per tutti e infatti, l'uomo, si riconosce dalle scarpe. Quelle che cambiano colore dal tempo. Testa di moro, nero inglese, di vernice, stringate o con fibbia. L'uomo che abbina tutto anche la cinta dei pantaloni. L'uomo che cambia senza mutare il finale. L'uomo che sussurra al vento del potere. Il marinaio del cambio vela. Milton Di Sabatino, ex Brucchiano e ora Gattiano, ha convocato i capigruppo( martedì 21 Novembre)  per il prossimo consiglio comunale.Che risponderanno i titolati? Non si doveva fare il 28 Dicembre come annunciato dal nipote e vice sindaco, Alfonso Martina Di Sabatino Dodo? Ore contate. Sono tutti d'accordo tranne gli ultimi di forte apache. In riserva da tempo. Augh!!!

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Commenti

Giancarlo, tu acceleri il tempo della vita e rendi ancor più tristi questi giorni opachi dell'incipiente inverno. Ci ricordi quotidianamente la solitudine e il cinismo del Sindaco, agonizzante politicamente da un lustro, la disperazione della città più sensibile (non cito i commercianti già schierati e forse proni alla marmaglia trionfante) costretti a vigilare l'agonia dell'urbe interanmia, e soprattutto i tristi figuranti che galleggiano sugli scranni e che lucrano fette di potere e laute prebende. Tra questi il presidentissimo, vecchio legionario di Cesare, si distingue per la immortalità acquisita tra i banchi e i pertugi del potere e per l'abilità a sopravvivere a tutti gli schieramenti, traendo sempre, almeno per gli amici, ma anche per sé, qualche 'vantaggio': una volta sperandiniano, poi befacchiano - se ben ricordo - mentre inciuciava con il bello di piazza S.Anna, poi silviniano, poi brucchiano, poi gattiano. Domani?
Falconi, dopo la disfatta dell'Italia, dopo le deliranti decisioni della rossa Fedele sui minori accompagnati, dopo le interruzioni di corrente elettrica, dopo gli allarmi della protezione civile ora per il vento, ora per la pioggia, ora per le frane, dopo la epocale ri-pavimentazione del Corso, allietaci con una fiaba, Con una nuova Badaye abruzzese,come sai fare tu solo e ignora per qualche giorno Teramo, i teramani, i padroni dei teramani, i servi dei teramani, gli amici dei teramani, i compari dei teramani. Arriveremmo a Natale con animo meno fiaccato.

Illustre Arpinate, non è forse omertà l'anagramma della nostra bella Teramo?
Il futuro? Negli occhi di una donna e di chi oserà, raso il suo sguardo.

Dodo.....quello che in tempi non sospetti chiedeva continuamente le dimissioni perché secondo lui non c'era una maggioranza per governare.....adesso che occupa la poltrona ha cambiato mentalità.....
Coerenza....questa sconosciuta