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Che fine hanno le inchieste teramane sulle scuole e Palazzo Pompetti?

di Giancarlo Falconi
1 minuto

La nostra attesa per chiudere il cerchio è paragonabile solo a quella della spiaggia con la propria onda giusta.
Quella che regala senza trascinare altri pezzi di vita.
Quanto Teramo e i teramani hanno perso nel corso degli anni con il presunto cartello tra imprenditori e dipendenti pubblici?
Vi ricordate cosa scrivevamo, esattamente, un anno fa?
Oggi, lo riproponiamo, in una sorta di compleanno.

"Pronti a scoperchiare le pentole e tutto il corredo nuziale nel matrimonio tra imprenditori, politici e amministrativi nel comune di Teramo.
Quattro avvisi di garanzia.
Concorso in abuso di ufficio e falso ideologico a vario titolo che sono solo il preambolo per altri indagati e le varie richieste di rinvio a giudizio.
L'inchiesta è coperta dal più ristretto segreto istruttorio ma si ha l'impressione che nel mirino degli investigatori della pg della Guardia di Finanza oltre ai lavori della Scuola Risorgimento ci siano tutti quegli appalti e allegati da collaudi, autorizzazioni e verbali dei vari Rup che aprirebbero altri capitoli di inchiesta legati da un sottile filo di Arianna.
Chi è il Teseo della situazione?

Chi ha paura?
Chi saranno i prossimi iscritti nel registro degli indagati?
Chi è il Minotauro al vertice del labirinto?
Che cosa hanno rivelato gli indagati?

Eravamo stati troppo ottimisti o l'inchiesta su Palazzo Pompetti, per esempio o sulla Scuola Risorgimento è veramente agli sgoccioli?
Seguiamo gli sviluppi della mancata edilizia scolastica teramana o sui costi eccessivi, apparentemente, di alcuni lavori da oltre tre anni.
Teramo e i teramani hanno il diritto di conoscere la verità sull'altra faccia che si maschera in Città?
Esiste un fantomatico cartello che unisce i puntini degli ultimi venti anni di appalti pubblici?
La frase è di rito o anche una litania propiziatoria " Massima fiducia nella Magistratura e negli investigatori".
Eh aspettiamo....

 

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