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La risposta dell'Ad Nicola Di Matteo. Nessun accenno alla parola Camorra...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

La Camorra è una montagna di Merda?
La risposta al termine dell'intervista potete guardarla nel video di seguito riportato ( https://www.youtube.com/watch?v=w1OwfqjPWvg) ma la parola Camorra non appare nella risposta e precisazione dell'Ad della Teramo Calcio, Nicola Di Matteo.
Un tabù?

Il comunicato. Provate a cercare la parola Camorra. 

 

In merito agli articoli di stampa apparsi in queste ore, relativi alla recente conferenza di presentazione ed alle dichiarazioni rilasciate, sento il dovere di precisare le mie effettive considerazioni.
Come avrete intuito, non mi ritengo un fine oratore, né tantomeno ho in dote la capacità di argomentare in modo abile e persuasivo, specialmente di fronte una telecamera, ma l’oggetto della conferenza, la mia presentazione nel ruolo di Amministratore delegato della S.s. Teramo Calcio, lo imponeva e non mi sono tirato indietro.
È la storia della mia vita a confermarlo: alle mere chiacchiere ho sempre risposto con i fatti, gli stessi che mi hanno portato a costruire qualcosa d’importante nel mio ramo professionale, partendo davvero dal nulla.
Se a soli sedici anni ho deciso, di mia precisa sponte e, anche contro la volontà della mia famiglia, per evidenti motivi vista la mia tenera età, di scappare dal mio paese d’origine come un emigrante coraggioso e di cercare di crearmi una vita diversa, come peraltro candidamente affermato nelle dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa, è semplicemente perché pensavo di potermi creare un futuro normale, magari migliore. La mia è una vita salvata, perché come riportato nella mia biografia, se fossi rimasto nel mio luogo natìo, probabilmente mi sarei trovato in situazioni molto delicate.
Non rinnego la mia terra, né le mie origini, ci mancherebbe, così come fa parte del mio animo rispettare tutti, ma ribadisco un concetto già affermato, per evitare ulteriori malintesi: ognuno di noi ha il diritto di scegliersi la sua strada e di disegnare il proprio percorso, ma quel tipo di vita non mi piaceva, né la reputo raccomandabile. La serietà professionale e lo spirito di sacrificio sono stati gli unici ingredienti capaci di portarmi dove sono ora, con lealtà e rettitudine.
Rivolgendomi, ora, in maniera specifica alla città di Teramo, vorrei che possiate giudicarmi non per i classici luoghi comuni che caratterizzano il nostro Paese, viste le mie origini, ma per il lavoro che metterò in opera: sono un entusiasta del calcio e cercherò di dare una mano al club con l’innata passione che mi lega a questa disciplina.
Se dovessi riuscirci o meno, sarà soltanto il tempo a valutarlo. 

Nicola Di Matteo
Amministratore delegato S.s. Teramo Calcio Srl

La Biografia di Nicola Di Matteo
http://www.nicoladimatteo.com/

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Commenti

Si si, abbia a fa li valigie, a Term ndi ci vulem.

Non al Teramo, prubbje a Term.

Ah se nní capit: SMAMM!!

Mi ripeto, citando Manzoni:
se uno il coraggio non ce l'ha, non se lo può dare.
La camorra è una montagna di merda.
Lo dico anch'io.
Troppo facile.
Troppo facile giudicare, teramani.

Onore ai meriti di Campitelli: un grande !

imolese. Mantova. avanti il prossimo!

Pasquino,
ho letto anche il commento che hai postato su altro articolo relativo allo stesso argomento.
Molte cose, sacrosante, le condivido, ma su qualcosa francamente non mi trovi concorde.
Premetto che dobbiamo, tutti, provare a capire il personaggio Di Matteo: evidentemente in occasione dell’intervista non tutto è riuscito ad esprimere (cosa difficilissima a chiunque) come probabilmente avrebbe voluto/dovuto. Forse qualche parola non proprio adatta, qualche frase con un senso diverso da quello che probabilmente aveva in mente. Bisognerebbe conoscere la verità.
In realtà, riferendomi più in particolare a quanto hai affermato, io credo che non sia una questione di CORAGGIO. O meglio, non credo che il coraggio manchi al sig. Di Matteo se è vero, come sarà vero, che in giovane età ha deciso di abbandonare il suo luogo natio (perché "quel tipo di vita non mi piaceva") per andare a cercar fortuna altrove (cosa che, poi, mi sembra di capire gli sia anche riuscita).
Quello che, invece, ritengo gli sia mancato del tutto in quello specifico momento è la piena coscienza di essere un PERSONAGGIO PUBBLICO, le cui dichiarazioni, dovunque rilasciate, così come il comportamento, dovunque tenuto, hanno rilevanza esterna e, pertanto, diventano oggetto di attenzione, analisi e, conseguentemente, critica. Ed il pubblico ti massacra alla minima défaillance. Ciò impone al personaggio pubblico la massima attenzione. Cosa che, evidentemente, nel caso di specie è del tutto mancata.
Per altro verso, a sfavore del sig. Di Matteo gioca inesorabilmente il fatto che egli non è nuovo ad incarichi della specie, avendone ricoperti altrove. Ciò mi lascia pensare che le norme di linguaggio e comportamento gli dovrebbero essere abbondantemente note ed ormai suo patrimonio.
Questo dal punto di vista della persona.
Più in generale, permettimi, non credo che il coraggio di una persona, seppur imprenditore, seppur campano, si manifesti esternando pubblicamente un concetto generale ed universalmente riconosciuto (la camorra è criminalità organizzata ed è un fenomeno da contrastare e sopprimere) bensì denunciando fatti e persone, quindi agendo ATTIVAMENTE contro l’organizzazione stessa: è in quest’ultimo caso che molti hanno pagato, anche con la vita, il proprio CORAGGIO.
Ciò che invece trovo gravissimo è il concetto del “RISPETTO”, peraltro reciproco, esternato dal sig. Di Matteo nei confronti di quella organizzazione malavitosa: questo è quello che a me ha fatto immediatamente rabbrividire.
Bene, se per rispetto il sig. Di Matteo voleva intendere “distacco”, allora credo che ci possa anche stare. Diversamente mi preoccupo, fortemente. E si dovrebbero preoccupare anche altri.
Un saluto a te.

eehhhhh????????????
citando il grande Alberto Sordi : ma che cazzo stai a dì ?

rivogliamo il nostro Razzi.