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Via Longo: L'anima di Teramo non sarà abbattuta ma restaurata...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Ho sempre sostenuto che abbattere le palazzine di via Longo sarebbe stata una mera speculazione.
Nella chiacchierata con Mario Mazzocca, ( guardate l'intervista https://www.youtube.com/watch?v=WeB-_Qint38 ) Sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, si è parlato di finanziamento, di importanza dell' edilizia residenziale pubblica che ho chiamato ater con chiaro e ironico riferimento agli immobili invenduti che la Regione è in procinto di acquistare dai privati.
In un cratere sismico con chiare ed evidenti esigenze di immobili, si prende solo in considerazione di demolire degli edifici?
Il concetto di urbanistica visione popolare, esiste?
Una volta era il peep, oggi è sinonimo di cultura e architettura.
Quella che conserva e non distrugge. 

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Commenti

Ottimo..bella notizia..!!

Se fossimo un paese civile, quelle palazzine andrebbero demolite e ricostruite secondo gli standard di sicurezza correnti. Andrebbe ricostruito poi, il valore sociale di quell'area restituendo ai suoi abitanti palazzine sicure ed alla comunità un quartiere restaurato.
Il disagio che subirebbero gli inquilini sarebbe sopportato visto il beneficio successivo.... Se fossimo un paese civile.
In Italia, vorrebbe dire cacciare gli inquilini, abbattere quegli edifici, costruirne altri per speculazioni edilizie.

Teramo è piena di case invendute e invendibili, dati gli alti prezzi.
Ma questo non interessa.
Ci si batte quindi per non abbattere quelle palazzine, che in realtà andrebbero abbattute.

È un po' come dover mangiare un piatto di merda, si sa che è impossibile lottare per non mangiarla - si finirebbe per perdere anche il piatto- allora si lotta per passare dalla forchetta al cucchiaino da caffè.

Questa è l'Italia.
Tutto molto triste.