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Omicidio di Nereto. Mihaela voleva lasciare Cristian . Arrestato nella notte dai carabinieri.

di Giancarlo Falconi
1 minuto

93esimo femminicidio in Italia tra il periodo 2018/2019.
Il canovaccio è sempre lo stesso con la tesi del raptus, del momento, dell'attimo di rabbia a legare il rapporto famigliare tra una compagna e un compagno.
La sintesi ferale è che  Cristian Daravoinea, camionista rumeno di 36 anni, risponderà di omicidio per aver ucciso con tre coltellate, Mihaela Roua, 32enne operaia specializzata in una camiceria.
Movente?
Gelosia.
Lei voleva lasciarlo e invece sarà la loro bambina di sei anni a rimanere, in un assurdo e folle pomeriggio, senza genitori.
La cronaca termina con le indagini immediate e celeri dei Carabinieri del nucleo operativo di Teramo che in poche ore hanno rintracciato Cristian in un parcheggio di un albergo di Tortoreto.
Indagini a tappetto che hanno coinvolto tutta l'Arma dei Carabinieri.
Un segnale forte di presenza e professionalità.
Cristian si era ferito con lo stesso coltello con cui avrebbe ucciso il suo " amore" di una vita.
I Carabinieri nonostante che il telefonino del sospettato di uxoricidio fosse stato abbandonato sul luogo del delitto hanno rintracciato l'auto della fuga, una mazda nera, attraverso il gps della scatola nera dell'assicurazione.
Nella notte il pm Davide Rosati ha concluso l'interrogatorio del sospettato e il racconto di una follia umana che non trova giustificazioni ma solo tanto dolore per una famiglia spezzata. 

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Una preghiera per la vittima e la sua bambina che crescerà senza mamma. Giustizia, ma non disgiunta da misericordia, per il compagno.