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Atri: Lo Stato non ha fatto votare mio figlio...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

C’É QUALCOSA CHE NON MI TORNA
Mio figlio Daniele, maggiorenne, ha ricevuto la Tessera Elettorale per esercitare il suo diritto di voto... 
O perlomeno così credevo...!
Ci siamo presentati al Seggio di riferimento e mi è stato detto che io non avrei potuto assistere mio figlio affetto da Grave Handicap di natura psichica in quanto l’assistenza al voto è previsto SOLO per le seguenti “CATEGORIE”:
1. ciechi
2. amputati delle mani
3. affetti da paralisi 
4. con gravi impedimenti
Premesso che tutte le persone con disabilità intellettiva, acquisiscono con la maggiore età gli stessi diritti e doveri di tutti i cittadini, tra cui quello di voto, mi è difficile comprendere come possa nella fattispecie mio figlio Daniele esercitare il suo diritto sancito dalla Costituzione, se non viene assistito in cabina, considerato il suo grave handicap psichico? 
Ma se non può essere assistito e da solo non è in grado di farlo (tenuto conto della sua grave patologia che ha compromesso le sue capacità cognitive così come riconosciuta dalle Commissioni Mediche Competenti) , perché gli è stato consegnato la TESSERA ELETTORALE per votare?
Se il GIUDICE TUTELARE PRESSO IL TRIBUNALE DI TERAMO mi ha nominato amministratore di sostegno affinché possa assisterlo nel compimento degli atti di sua competenza come ad esempio Presentare istanze ad uffici postali e della pubblica amministrazione per la richiesta di assistenza in generale, anche sanitaria e di sussidi; Presentare e sottoscrivere atti aventi natura fiscale; Conferire procura ad litem ad avvocati per procedure giudiziali e/o stragiudiziali; Compiere e perfezionare atti notarili in genere e quant’altro ritengo necessario alla sua vita in generale, perché il voto è escluso?
Se il Giudice mi ritiene RESPONSABILE di tutte le sue azioni, perché non posso essere responsabile anche del suo voto?
Se questa è la Legge, credo debba essere rivista e modificata, perché altrimenti mio figlio, come tanti altri ragazzi, non potrà MAI esercitare il suo diritto di voto.

Concezio Del Principio

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Commenti

Lei ha perfettamente ragione,condivido il Suo pensiero e sono indignato con le istituzioni e per il non rispetto della Costituzione che credo in questo caso sia stata calpestata.

Mi scusi, ma da quello che ho letto,sembrerebbe che suo figlio da solo non sia in grado di formulare un pensiero critico che gli permetta la scelta in autonomia "visti i gravi handicap psichici che hanno compromesso le sue capacità cognitive". Se è così perché lei lo ha portato a votare?
Per quanto votare sia un diritto, mi pare che suo figlio non possa esercitarlo in autonomia, privo di qualsivoglia indirizzamento, no?

Purtroppo l'accompagnatore dovrebbe essere un mero esecutore della volontà dell'elettore fisicamente impedito. Nel caso in cui l'elettore sia affetto da una patologia che gli impedisca la formazione di una sua propria volontà elettorale (come la patologia in argomento), consentire il voto all'accompagnatore (sia pur tutore, curatore o amministratore di sostegno) significherebbe attribuire a quest'ultimo un doppio diritto di voto: esprimerebbe due volte il proprio suffragio sempre in linee con i propri convincimenti politici ed interessi e non già, una volta, secondo il convincimento politico del fisicamente impedito che non è in grado di esprimere il proprio!

La stessa cosa è capita a me ogni volta, il mio intervento in cabina elettorale è dovuto principalmente dal fatto che mia moglie invalida al 100% non deambula bene ed ha il braccio destro bloccato ,consiste nell'aprirgli bene la scheda ed aspettare il tempo necessario, oggi mi hanno detto che non potevo stare ho fatto lo gnorri perchè ormai stanco di litigare col povero scrutatore o chi per lui, sarebbe stato fiato sprecatostare a spiegare i cazzi miei
ho aspettato con calma fino alla fine.
Premetto però che la prima volta che fui richiamato ed era all'inizio per Noi di una nuova vita con problemi fisici ,ho mezzo ribaltato la cabina di voto richiamando i Carabinieri presenti Lei comunque ha votato in mia presenza.
A Teramo per farti rispettare devi essere incazzato e anche purtroppo comportarti all'Italiana maniera !

C'è questo link che forse spiega un po' meglio la situazione del signor Concezio http://www.provincia.torino.gov.it/speciali/2008/diritto_voto
Per quanto riguarda Vincenzo, credo che la cosa sia molto diversa, da quello che dice la sua signora ha delle difficoltà motorie, che le impediscono fisicamente di tracciare la scheda, quindi rientra tra chi "ha gravi impedimenti", e quindi può essere accompagnato.
Che poi in Italia bisogna lottare sempre per vedere riconosciuti i propri diritti ...beh, niente di nuovo.
D'altra parte però se ad esempio a Teramo, devastata dalle precedenti amministrazioni, sono 20 anni che si vota alla stessa maniera, come si può pretendere che le cose cambino?
In bocca al lupo a tutti.

Carissimo Vincenzo,
lei ha perfettamente ragione,come ragione ne ha da vendere il Signore di Atri,spesso purtroppo in questi casi,mi capita di dovermi quasi vergognare di essere Italiano,Abruzzese e Teramano,anche se con tantissimo dolore e rancore,mentre invece ,io sono veramente orgoglioso di essere un Italiano,un Abruzzese, un Teramano.

Visto che la decisione di non permettere il voto al figlio di Concezio sono stato io, quale Presidente della Sezione elettorale n. 4 del Comune di Atri, ritengo mi sia concesso di esprimere le mie valutazioni in merito, dal momento che leggo alcuni commenti dai quali si evince che non vi è nessuna cognizione in materia, ma solo spicciola indignazione.
Il diritto al voto assistito disciplinato, dall’art. 41 D.P.R. 570/1960, prevede che il Presidente di seggio, in assenza di apposita certificazione sulla scheda elettorale, può permetterlo solamente in tassative ipotesi, tutte attinente ad impedimenti di natura fisica (cecità, amputazione degli arti, paralisi degli arti superiori).
Nel caso di impedimento di natura psichica la Giurisprudenza del Consiglio di Stato (Sez. V, n. 387 del 31.01.2007) precisa che “È principio pacifico che l’ammissione al voto assistito presuppone un impedimento di carattere fisico che non consente unicamente l’espressione materiale del voto, con esclusione della rilevanza di altre malattie di carattere psichico”, “È da escludere perciò che un impedimento che si manifesti esclusivamente o prevalentemente in uno stato di alterazione psichica possa rendere legittimo il ricorso al voto assistito, giacché l’accompagnatore, in questo caso, non si limiterebbe ad effettuare un’operazione di carattere materiale tesa a supportare l’espressione di una volontà già formatasi, ma verrebbe a sostituire parzialmente o totalmente l’elettore nella stessa formazione della volontà relativa alla scelta elettorale. L’assistenza, in questo caso, finirebbe per incidere sullo stesso procedimento di formazione della volontà dell’elettore e risulterebbe, pertanto, incompatibile con i principi di personalità e libertà del voto (V. le decisioni di questa Sezione, n. 3360 del 24 maggio 2004, n. 1588 del 18 dicembre 1997 e n. 258 del 27 marzo 1992)”.
Io, mio malgrado, mi sono limitato ad applicare la Legge, senza possibilità alcuna di interpretazione estensiva, attesa la proununzia della Giurisprudenza Amministrativa.
Tanto dovevo per la tutela della mia onestà intellettuale e della mia professionalità nell'esercizio della pubblica funzione.