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Teramo. 2021/2022. Buona scuola "Insicura" a tutti...

di Giancarlo Falconi
5 minuti

Come ogni anno facciamo un resoconto di quanto fatto. Quest’anno è leggermente più animato ma pieno zeppo di perplessità e domande. Dopo le interviste, ascoltate e lette, sul presente, il taglio dei nastri e il futuro delle nostre scuole abbiamo festeggiato da una parte e ci siamo posto dei quesiti dall’altra.

Partiamo dalla Provincia, sia la passata amministrazione che la presente hanno programmato, progettato, aperto e chiuso cantieri. Ora si stanno occupando della questione IPSIA, e speriamo che la soluzione giunga presto e porti a quella definitiva. Benvenga il lavoro assiduo, continutivo e programmato.

E ora il comune. Premessa, 3 anni fa, appena insediata l’attuale giunta, andammo con il sindaco Gianguido D’Alberto, l’ex vice sindaco Maria Cristina Marroni, e l’ex assessore all’edilizia scolastica Stefania Di Padova, in giro per TUTTE le scuole comunali, noi del comitato stilammo PERSONALMENTE la lunga lista di richieste, bisogni e manutenzioni da fare.

Gran parte delle cose fatte in questi mesi era in quella lista, la lista delle manutenzioni e degli interventi da fare. DOVUTI. NECESSARI. Il comune ha il dovere di farlo, e malgrado il tempo perso, ben vengano le manutenzioni. Ma perché mai chiamarli miglioramenti? Sì, suona senza dubbio meglio, ed è un tecnicismo corretto, ma andrebbe spiegato per quello che è; la messa in opera di una lista di tre anni fa. E ripetiamo, lo sappiamo bene perché la abbiamo scritta noi assieme a loro , e a loro la abbiamo consegnata Comunque, ripetiamo, finalmente parte dei lavori è stata fatta.

Passiamo all’adeguamento del sistema antincendio. Andava fatto da anni. Ma andava fatto in tutte le scuole che ci erano state elencate mesi fa? (Abbiamo il report scritto) no. Difatti dalla prima lista, dopo le nostre recriminazioni, venne tolta la De Jacobis, (che necessita di adeguamento o di ricostruzione ). Venne però tenuta la San Berardo. Ottima scuola, c’è poco da dire, ma che ha subito dopo i terremoti del 2016/2017 la chiusura del primo piano. Ora però con l’adeguamento dell’impianto antincendio arriva con annessa scala esterna, in caso di necessità (speriamo mai) si spera sarà usufruibile dagli alunni al piano. La domanda però è questa; anni fa vennero stanziati soldi, firmati documenti etc etc, alla fine la scala (ci venne detto) non si poteva posizionare perché cadeva esattamente sopra al locale caldaie.

È stata spostata la caldaia? Era falsa la notizia? Sono state fatte indagini per i lavori passati e i soldi spesi senza portare a termine il lavoro? È stato riaperto il piano? Se si ci sono gli studi prodotti per attestarne la sicurezza?

E per finire, se sul documento LC3 viene dichiarato che la San Berardo deve essere abbattuta e ricostruita, era il caso di spendere i soldi pubblici per questi lavori?

La spesa non inficerà il lavoro futuro di chi arriverà dopo e magari vorrà dare seguito alla richiesta dell’LC3? Quando parlammo con l’assessore ci venne detto che i soldi non si potevano perdere, concordiamo, ma non sarebbe stato più utile spostarli in scuole che andranno solo adeguate? Tra le ultime cose di cui vogliamo rendere parlare c’ è la seguente: Si parla di cantieri nel 2022 per miglioramenti. Che tipo di miglioramenti? Altra manutenzione? A questo punto lo speriamo perché le scuole vanno rese sicure e per farlo serve o la ricostruzione o l’ADEGUAMENTO, non il miglioramento sismico. E a che punto sono le progettazioni? Che tipo di progettazioni sono? Per quali scuole? Con che programmazione si è proceduto alla scelta?

Si è, FINALMENTE, partecipato ai bandi? Ma sopratutto la scuola jolly necessaria allo spostamento degli alunni delle scuole interessate dai lavori (perché si parla di più scuole) dove sarà? come sarà? Saranno MUSP? Altri soldi pubblici spesi per inerzia e poca voglia di soluzioni definitive? Perché in tre anni non si è trovato un sito adatto ad ospitare un NUOVO polo scolastico, magari modulare, come quello che sarebbe dovuto sorgere lungo il lungofiume? Ecco, questa sarebbe la soluzione definitiva, un nuovo polo scolastico che servirebbe inizialmente come scuola jolly, e che diverrebbe poi la scuola della zona dove costruito. Prefabbricato. Come le Magnifiche scuole che stanno sorgendo attorno al nostro comune. Moderno. Con spazi adeguati e impianti a impatto zero.

Le domande sono tante, le interviste ascoltate anche, ma sebbene qualcosa sia stato fatto, la risonanza data è stata decisamente ridondante. Ben vengano i lavori fatti, speriamo arrivi un lavoro continuativo e programmato, perché le scuole comunali ne hanno bisogno e malgrado le facilitazioni apportate dal commissario Legnini, noi non vediamo ancora la luce. Auguriamo un buon lavoro a chi i lavori li DEVE fare, è un buon inizio anno a tutti voi, alunni, insegnanti e genitori.

Leda Ragas

Presidente comitato scuole sicure Teramo

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