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Cimitero: Perdere due volte il proprio figlio per l'inagibilità...un comitato incontrerà il sindaco D'Alberto

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Non poter piangere in intimità, liberamente, ogni giorno, ogni ora, ogni volta che si ha la necessità di fermare il proprio dolore, un genitore, un figlio, una figlia, un amico, un amore, è una violenza incivile. 
Un secondo lutto.
A Teramo, causa terremoto, causa l'inesistenza della ricostruzione, è diventato pane e sacrificio quotidiano.
Il cimitero dovrebbe essere un luogo aperto, un palazzo del Governo, l'Istituzione che rappresenta vicinanza e ascolto.
Il sepolcro teramano è a macchie di leopardo dove il caso, il fato, le competenze hanno definito agibili, usabile o inagibile l'attesa di un fiore, di una foto sfiorata di carezze e di una confidenza silenziosa. 
In mezzo angoscia, disperazione, afflizione, sofferenza.
Un comitato spontaneo chiederà un appuntamento al sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto per conoscere tempi certi, sicuri, sull'avvio dei lavori e la riapertura delle ale chiuse.
Angeli terreni...

Foto di repertorio


 

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Commenti

Fra le altre cose il cimitero comunale versa in uno stato di abbandono totale. Sindaco pensaci tu.

Caro Giancarlo, sai bene che sono molti mesi che cerco di sensibilizzare con il Tuo aiuto qualcuno che possa farsi carico anche di questa emergenza, perché la civiltà di un popolo si misura soprattutto dal culto dei defunti.

non muore nessuno, si può piangere i morti anche stando a casa...prima o poi lo aggiusteranno il cimitero.