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Quando un figlio 17enne viene infettato dall'HIV....

di Giancarlo Falconi
11 minuti

Nei giorni pirma dell'incontro con l'amico Luca, leggevo l'ultimo rapporto sull' HIV prima e l'Aids, dopo.
Sul Quotidiano.net " ....alla soglia del 2019, l'Aids è lontana dall'essere debellata. Anzi. In Italia anno sono tra le 3.500 e le 4.000 le nuove diagnosi di infezione da Hiv, con un incremento registrato nella fascia d'età tra i 25 e i 29 anni, nella quale l'incidenza è più alta (15,9 nuovi casi ogni 100.000 residenti). La Giornata mondiale contro la sindrome da immunodeficienza acquisita, che cade ogni anno il 1 dicembre, è l'occasione per snocciolare dati e statistiche e mantenere alta l'attenzione. Sul fronte prevenzione infatti è ancora molto il lavoro da fare se si considera che in Italia la dignosi dell'infezione da Hiv, responsabile dell'insorgere dell'Aids, avviene troppo spesso tardi. Il che significa tenere alta la circolazione del virus nella popolazione. E resta ancora in larga parte inapplicato il Piano nazionale aids 2017-2019 approvato un anno fa, che intende facilitare l'accesso al test, garantire a tutti l'accesso alle cure, migliorare lo stato di salute e di benessere delle persone infette, tutelare i diritti sociali e lavorativi delle persone infette e promuovere la lotta allo stigma. 
360mila adolescenti moriranno per malattie collegate all'Aids tra il 2018 e il 2030, 76 adolescenti al giorno, se non verranno realizzati ulteriori investimenti nei programmi di prevenzione, diagnosi e cura. I numeri sono in calo ma ancora troppo alti. In base al rapporto 'Children, Hiv and Aids: The world in 2030',  sono quasi 700 ogni giorno i nuovi contagi da Hiv tra gli adolescenti tra i 10 e i 19 anni, uno ogni due minuti. Si stima che entro il 2030, il numero di nuovi contagi da Hiv tra i bambini nei primi dieci anni di vita sarà dimezzato, ma tra gli adolescenti diminuirà solo del 29%".


Luca abita in provincia di Teramo in una bella casa a schiera.
Un lavoro da professionista, sposato e divorziato con una ragazza dei paesi dell'Est che vive da anni fuori l'Italia.
Il figlio, ( che chiameremo Paolo) ha 17 anni, gioca a calcio, anzi, giocava a calcio e ora sotto cura per il virus dell'HIV.
Infettato come?
Tossicodipendente?
No.
Semplicemente ci racconta Luca, per colpa sua, per non aver spiegato il significato del sesso, dei rapporti protetti, del dover stare attento e tutti quei tormenti che la generazione dei 50enni ha subito negli anni 90.
La sua domanda è una nostra domanda perchè nessuno e dico nessuno in senso anche allargato alle Istituzioni parla o scrive di Aids?
Perchè non esiste una campagna di sensibilizzazione e di pubblicità progresso?
Luca e Paolo da oggi iniziano insieme una nuova battaglia per la vita e vi assicuro, il cuore si stringe insieme a loro.







Tutto sull'HIV e l'AiDS.....



 

HIV/AIDS

L'Aids è causata dal virus HIVCause

L'AIDS è la conseguenza di un'infezione causata dal virus HIV (Human Immunodeficiency Virus). I virus sono di due tipi, HIV-1 e HIV-2, ma il più diffuso è certamente HIV-1. L'infezione, una volta acquisita, è permanente, si localizza in cellule particolari del nostro sistema di difesa (linfociti T-Helper o CD4) e il virus, dopo essersi moltiplicato al loro interno, le distrugge progressivamente. Nel corso degli anni, a causa della diminuzione del numero di queste cellule, diminuisce la capacità del corpo di difendersi contro altre infezioni: compaiono quindi malattie infettive, dette secondarie o "opportunistiche", dei polmoni, del cervello, dell'intestino o del sangue che portano alla morte. Inoltre l'inefficienza del sistema di difesa fa sì che si sviluppino anche alcuni tumori (sarcoma di Kaposi, linfomi, ecc.). 
L'AIDS (Sindrome da immunodeficienza acquisita) è quindi la fase finale ("conclamata") dell'infezione da HIV. Questa condizione è una "sindrome", ovvero un insieme di disturbi e di malattie diverse che hanno una stessa origine, cioè la presenza di una deficienza immunitaria acquisita e provocata dal virus HIV. L'infezione da HIV in Italia è probabilmente presente oggi in oltre 110-130.000 persone; dall'inizio dell'’epidemia i casi di AIDS conclamata sono stati quasi 60.000. Al mondo si stimano in quasi 40.000.000 il numero delle persone viventi colpite dal virus.

Come si trasmette

La modalità di trasmissione dell'infezione è il contatto diretto tra una persona infetta e una persona sana. Il virus HIV pertanto si trasmette:

  • attraverso rapporti sessuali vaginali, anali e oro-genitali non protetti da profilattico o con uso non adeguato dello stesso; in caso di rapporti oro-genitali, è a rischio la persona che mette la bocca a contatto con l'organo genitale del partner; nei rapporti sessuali non protetti le donne corrono un rischio di contagio più elevato rispetto agli uomini
  • con il sangue e i suoi derivati, attraverso lo scambio di siringhe contaminate (per chi si inietta sostanze per via endovenosa), attraverso un contatto diretto tra ferite cutanee profonde, aperte e sanguinanti, attraverso un contatto diretto del sangue con mucose; attraverso le trasfusioni non controllate in laboratorio
  • da madre sieropositiva a figlio durante la gravidanza, il parto, attraverso l'allattamento al seno materno
  • in casi molto rari, con i trapianti di organi o tessuti o inseminazione artificiale con organi, tessuti o sperma donati da soggetti sieropositivi nel "periodo finestra".

Il rischio di acquisire il virus attraverso un rapporto sessuale varia a seconda del tipo di rapporto e la contagiosità del paziente infettante. In linea molto generale, dopo un rapporto anale o genitale non protetto con una persona sieropositiva il rischio di infettarsi è mediamente di un caso su 300. Cioè si avvera un'infezione ogni 300 rapporti con una persona positiva. Una persona tuttavia può contrarre l'infezione anche per una singola esposizione. Il rischio per una donna di acquisire l'infezione da un partner maschio sieropositivo all'interno di una relazione che duri da anni può essere calcolato tra il 10 ed il 45%. Il rischio di acquisire l'HIV in seguito ad un rapporto orale è molto basso ma comunque esiste.

L'HIV non si trasmette

  • attraverso lacrime, sudore, saliva, urina, feci, secrezioni nasali, vomito purchè non contaminati da sangue
  • la vita in famiglia o in comunità, le strette di mano, i baci "sociali"
  • l'uso in comune di stoviglie e la preparazione di cibi
  • l’uso di toilette, piscine, saune e luoghi pubblici
  • il morso delle zanzare.

Sintomi e segni

Dopo il contagio passa un certo tempo (alcune settimane: il "periodo finestra") prima che una persona diventi sieropositiva. A questo punto può avere dei sintomi lievi e aspecifici (febbre, malessere, macchioline pallide sulle pelle, ingrandimento dei linfonodi, diarrea, mal di testa). In seguito, le persone sieropositive possono essere prive di sintomi per molti anni, ma sono portatrici del virus dell'HIV e possono trasmetterlo. Tuttavia ad un certo punto possono comparire una perdita di peso inspiegabile, stanchezza eccessiva, diarrea, ghiandole ingrossate o infiammate, febbre persistente, infezioni vaginali persistenti.

Cosa succede in gravidanza?

Durante la gravidanza, il parto o l'allattamento una madre sieropositiva può contagiare il bambino. L'uso di farmaci antivirali per la donna e per il neonato, associati al taglio cesareo e alla rinuncia all'allattamento al seno, ha permesso la riduzione della trasmissione dal 20-40% a meno del 2%.

Diagnosi

In presenza dell'’HIV, l'organismo tenta di difendersi fabbricando sostanze dette "anticorpi": una sorta di armi che tentano di uccidere il virus. Gli anticorpi purtroppo sono armi deboli e non sono in grado di eliminare il virus ma, attraverso un'indagine di laboratorio, possono essere trovati nel sangue delle persone contagiate e indicarci che l'’infezione è presente e attiva. Le persone che possiedono nel proprio sangue gli anticorpi contro il virus sono definite "sieropositive" per HIV. Quando la capacità di difendersi scende sotto una soglia minima compaiono le altre infezioni secondarie (chiamate perciò opportunistiche) o particolari tumori: a questo punto siamo arrivati allo sviluppo dell'AIDS.

Terapia

Al momento non esistono vaccini o cure risolutive; esiste una terapia con vari farmaci che ha lo scopo di migliorare la qualità della vita dei malati e di tenere sotto controllo il progredire dell'infezione. Attenzione: la terapia non permette di tornare sieronegativi, in quanto il virus rimane nell’organismo, quindi c’è il rischio di trasmetterlo attraverso rapporti sessuali non protetti o di materiali usati per iniettarsi la droga in vena.

Che fare con il/i partner?

Tutti i partner con i quali si sono avuti rapporti nei mesi precedenti andrebbero avvisati ed avviati ad un controllo medico e ad esami di laboratorio. E' necessario astenersi dai rapporti sessuali fin quando non si è stabilita la situazione clinica personale e del partner. In seguito occorrerà usare sempre il il preservativo. Anche nelle coppie in cui entrambi i partner sono sieropositivi è rischioso mescolare tipi diversi del virus HIV. Con i partner non stabili, l'uso del preservativo è altamente protettivo nei confronti della persona sieronegativa. Ricorda poi che il virus può essere trasmesso insieme ad altri microbi, quindi il preservativo impedisce il contagio contemporaneo di altre IST.

Prevenzione

Il preservativo utilizzato nei rapporti vaginali, anali e orali costituisce il mezzo di protezione più efficace contro l’HIV/AIDS. Elenchiamo qui di seguito alcune situazioni in base al rischio (basso, medio e alto) di contrarre l'HIV. Attenzione: il rischio non è eliminabile al 100%. In linea generale si può dire che ci siano:

Pratiche considerate sicure:

  • fantasie sessuali (compreso il sesso al telefono e il cyber-sesso)
  • masturbazione, anche reciproca, purchè senza penetrazione
  • contatto sessuale senza alcuna penetrazione (massaggi, sfregamenti del corpo coperto di vestiti)
  • baciarsi senza scambiarsi la lingua
  • utilizzare oggetti per il piacere sessuale senza scambiarli.

Pratiche abbastanza sicure:

  • sesso orale (purché con preservativo o altra protezione di lattice) 
    > Cunnilingus è il nome del sesso orale praticato su una donna: la bocca o la lingua stimolano la vulva o il clitoride. 
    > Fellatio è il nome del sesso orale praticato su un uomo: la bocca o la lingua stimolano il pene e lo scroto
  • sesso vaginale (penetrare ed essere penetrati) con preservativo
  • sesso anale (penetrare ed essere penetrati) con preservativo
  • contatti oro-anali usando una protezione di lattice (DAM
    > Anilingus è il nome del sesso praticato stimolando con la bocca o la lingua l'ano e la regione intorno chiamata perineo; talvolta è chiamato anche "rimming"
  • contatti digito-genitali penetrativi con protezioni come un guanto o ditali di gomma /lattice 
    o inserire un dito nei genitali o nell'ano è chiamato anche "fingering"
  • scambiarsi oggetti o stimolatori usati per il piacere sessuale purchè siano puliti e coperti da un preservativo.

Pratiche non sicure:

  • sesso oro-genitale non protetto con DAM o preservativo
  • contatti digito-genitali penetrativi ("fingering") senza protezioni di barriera come un guanto o ditali di gomma /lattice
  • scambiarsi oggetti usati per il piacere sessuale/stimolatori non ricoperti con il condom
  • sesso vaginale (penetrare ed essere penetrati) senza preservativo
  • sesso anale (penetrare ed essere penetrati) senza preservativo
  • cunnilingus senza protezione di lattice durante il mestruo.

Pratiche molto rischiose:

  • infilare tutte le dita o l'intera mano nell'ano ("fisting") senza protezioni di barriera come un guanto o ditali di gomma
  • rapporti anali o vaginali molto traumatici con presenza di sangue.


 

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Commenti

Non se ne parla perché è un argomento scomodo, e poi se non ci si ammala le case farmaceutiche come campano? Alle trimestali cosa raccontano? Adesso il core business è un altro.

P.S. ti sei dimenticato di riportare cenni sulla nascita di questa malattia.
Secondo diversi studi ed anche secondo il Prof. Tarro (definito braccio destro di Sabin, inventore del vaccino anti polio) la trasmissione sì è avuta a seguito della somministrazione di vaccini sperimentali ideati dal prof. Dobrovský in Congo. Dobrovský infatti aveva prodotto il vaccino anti polio utilizzando reni di scimpanzé, nonostante fosse sconsigliato già all'epoca l'utilizzo di questa specie poichè il virus era endemico in queste scimmie, e successivamente sempre per sperimentazione lo aveva somministrato a migliaia di cittadini congolesi.

Visto che però sei tu il giornalista, ti invito a cercare le fonti ufficiali e a scrivere meglio quanto brevemente da me riportato.

buon lavoro e Forza Paolo...

Bravissimo esiste ancora qualcuno che informa e fa prevenzione👏👏

Gentile Papà la teoria che lei ricorda è stata ampiamente confutata anni or sono. Vecchi campioni del vaccino incriminato sono stati sottoposti ad analisi da diversi laboratori e sono stati trovati tutti sieronegativi, tra l'altro il vaccino di Koprowsk degli anni 50, era un vaccino che non era indicato né allora (la WHO aveva da poco "promosso" solo il vaccino di Sabin) né in seguito contro la polio.
Grazie Giancarlo, anzi dovresti mettere il vademecum sull'HIV fisso in home.

Caro Diego, le testimonianze dell'epoca dicono altro... ovviamente come al solito il denaro e gli interessi portano sempre alla distorsione della realtà... purtroppo tuttora sostituire una provetta o barare sui risultati di un esame è un gioco da ragazzi...
Risulta anche a me che poi fu promosso solo il Sabin, ma dell'esperimento di Koprowski non se ne seppe più nulla...
(per te quindi è più facile credere alla trasmissione per via sessuale scimmia-uomo oppure al cannibalismo uomo scimmia?).

in alternativa rimane sempreverde incolpare quello ai piani alti...