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Lettera di una nipote: Quando il sindaco Brucchi non rispetta la sua parola...

2 minuti

Caro Giancarlo,

...Ad un anno esatto dalla morte di mio nonno non ho dimenticato nulla di quelle 24 ore. Con questa lettera colgo l’occasione per ringraziarti della tua eterna amicizia e vicinanza, fondamentali in un momento così difficile e per raccontare ai teramani una triste storia, che vede come protagonista sempre la stessa persona: Il Sindaco e la sua mancata parola. Purtroppo il Signor Maurizio Brucchi sta alle promesse un po’ come il nuovo Corso di Teramo sta alla praticità : Entrambi fanno acqua da tutte le parti.
Ho perso mio nonno, un uomo speciale dalla grinta innata e coinvolgente. Per me “è come se fosse nascosto nella stanza accanto” : è ancora in giro per Teramo a protestare con Melarangelo o in casa a cucinare i ravioli con il suo famoso sugo rosso… Tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo hanno assaggiato almeno una volta quel sugo. Era più orgoglioso della sua cucina che della battaglia di Bosco Martese.

 Nonno era un tipo sportivo: Sveglia alle 7, ginnastica e camminata per Teramo.
Ogni tanto non tornava per pranzo… La sua risposta ogni sera era sempre la stessa: “Sono stato in giro a protestare, non ti devi preoccupare per me, io sono un Partigiano.” La mattina successiva lo trovavo sul giornale, in prima fila in ogni foto. Amava raccontare agli studenti la storia di Teramo, ne era orgoglioso. Era Partigiano per Teramo e nella vita, ha combattuto fino alla fine dei suoi giorni, ma temo che “ le genti che passeranno “ non avranno modo di ricordare ed apprezzare il suo coraggio.

Salvatore Tirabovi, l'eroe della resistenza, della battaglia di Bosco Martese e dello sminamento del ponte San Ferdinando, è stato dimenticato dalle istituzioni. Al suo funerale c’erano gli amici più stretti, i familiari, tu Caro Giancarlo, l’ANPI e Renzo di Sabatino…Persone di un altro ed alto spessore. Brucchi non c’era e nessuno della giunta a rappresentarlo. Le sue parole, dopo la brutta figura, si leggono ancora in un articolo su Google: «C'è stata un'incomprensione in giunta, è inutile accampare altre motivazioni», «In autunno organizzeremo una cerimonia per ricordare il partigiano in modo adeguato». Ho aspettato un anno e domani, 8 agosto 2017, non ci sarà nessuna cerimonia. Ma anche questa era una battaglia vinta in partenza: gran parte di questa lettera è stata scritta 8 mesi fa.

Arriverà il giorno in cui Teramo non avrà più nulla da raccontare e ricordare. Gli indifferenti non hanno mai fatto la Storia.

Maura Desirée Sperandii

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Commenti

Grazie Maura !

Suo nonno non è l'unico dimenticato importante a Teramo. Qui si intitolano cose pubbliche senza aspettare il decennale, per altri manco dopo secoli.

Cara Maura,
sono figlio di un partigiano morto da anni ed anni ,amico del tuo amato nonno e sono stato anche amico in gioventù' di Marco il figlio, che se non vado errato era tuo zio,conosco la famiglia Tirabovi da sempre,e di te ,essendo molto più' piccola di Marco,ti ricordo meno,il nonno purtroppo non è stato e non sarà l'unico partigiano dimenticato da Brucchi e da altre istituzioni,devi fartene una ragione."NON TI CURAR DI LORO,MA GUARDA E PASSA......"
Un abbraccio Carlo

gentile Maura, lei ricordi suo nonno per quella persona speciale che era per lei e se ne freghi del sindaco Brucchi, perchè probabilmente suo nonno nemmeno lo avrebbe voluto un sindaco così al funerale.

Bambina cara....lo slogan in campagna elettorale di Brucchi era "Teramo città del pedone"....tanto per dire, non ha una gran memoria poverino.

Detto questo, parere personale, viviamo in democrazia......per tanti i partigiani andrebbero ricordati, per tanti andrebbero dimenticati.....io credo che ci siano figure MOLTO più meritevoli....