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La Tercas non andava Commissariata? La Banca Popolare di Bari rimette la querela a Di Matteo e ...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Accade l'impossibile in un processo che alla fine dimostrerà che la Tercas non andava commissariata e con un'altra politica sul territorio, Teramo e l'intero Abruzzo, avrebbero mantenuto una delle migliori cassa di risparmio italiane.
Il processo Tercas è nato principalmente per punire fatti di presunte erogazioni credito concesso a soggetti che non avrebbero avuto le variabili e caratteristiche per poter ottenere tali prestiti.

Tale condotta rientrerebbe nell’ipotesi di reato di appropriazione indebita.
A
ll’epoca in cui il processo è nato, l’appropriazione indebita contestata era procedibile d’ufficio.A seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo 10 aprile 2018 n. 36, i fatti di appropriazione indebita contestati nel processo Tercas sono divenuti procedibili a querela di parte.
In questi casi l’art. 12 del D.L. citato, al comma 2, stabilisce che il Giudice deve informare la persona offesa del reato (Tercas) che ha facoltà di presentare querela nel termine di 3 mesi.

I Fatti.

Banca Popolare di Bari il 22 dicembre 2018 ha sporto querela per le appropriazioni indebite già oggetto del processo, salvo poi incredibilmente rimetterla il 2 luglio 2019.

La dichiarazione di remissione di querela è stata depositata all’udienza del 3 luglio ed è così venuto meno il cuore di tutto il processo perchè la presunta persona offesa, dichiarando, con la remissione, di non voler procedere alla repressione penale dei fatti, ha riconosciuto la legittimità degli affidamenti concessi da banca Tercas all’epoca della d.g. del dr.  Di Matteo e ovviamente a cascata a tutti i soggetti ritenuti responsabili.

L'ex direttore Antonio Di Matteo, contattato in serata non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione non essendo stato neanche presente all’udienza del processo.

 Banca Tercas doveva essere commissariata?

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Commenti

Bah...........

Sono passati anni dallo scippo di Tercas. Ci hanno fatto credere che era tutta colpa di Di Matteo e Nisii ma noi che eravamo in banca sapevamo bene che non era la verità e che su Tercas si erano mossi poteri forti.
Dove siamo andati a finire? Che fine faremo?
Eppure troppi colleghi hanno sputato sul piatto in cui avevano mangiato e avuto soldi e promozioni.
3 o 4 di loro hanno pure brindato allora.
Poveretti: adesso pregano per quota 100 e sono vittime di stalking di vario genere.
La colpa è pure della politica perché nessuno allora ha mosso un dito.
E i sindacalisti? Ma per piacere ........

Ma Scalone non commenta più sulla Tercas?

Si sarà anche così.......ma vero è che qualche funzionario ha passato MOLI GUSI e volevano anche farlo passare PER UN MATTO..........

Buonasera,
apprezzo molto l'uso diffuso del condizionale in questo articolo. Le rende onore.
"Veritas filia temporis"...La Verità è figlia del Tempo.
Certo, per chi deve aspettare questo tempo ed intanto, sopportare ogni genere di ingiusta infamia, non deve essere facile.
Bisogna avere una grande forza d'animo e degli scopi
importanti ed elevati.
Personalmente, spero ( e credo) questo sia solo il primo forte ed importante segnale della rivelazione della Verità e quindi della Giustizia...e che sia lunga la sequela di persone che dovranno abbassare la testa, rispondere dei loro comportamenti e delle loro dichiarazioni e porgere delle doverose scuse, anche se probabilmente non sentite.
Per chi ha creduto nel proprio operato e lo ha portato fino in fondo con coscienza, lealtà e determinazione, credo, sia inimmaginabile e sconvolgente ritrovarsi a subire ( peraltro con ammirevole dignità e controllo) tutta l'oscena quantità di falsità sul proprio conto, che ha dovuto sopportare il Dott. Di Matteo.
Il mio sentito augurio è che, non solo la Giustizia di un'aula di Tribunale, lo risarcisca, ma soprattutto la Vita.
Convinta, come sono, che esista un equilibrio più alto di noi, al di là del fatto di essere credenti o meno, che restituisce a ciascuno ciò che realmente merita, secondo le proprie azioni e, soprattutto, la predisposizione d'animo che vi sta dietro.

Sono spariti i commentatori seriali. Quelli della giustizia sommaria?
Adesso iniziano ad avere paura delle querele?

Scusate. Io non sono esperto e non ci capisco niente. Ma in soldoni, cosa succede adesso? In pratica é stato fatto tutto correttamente? Non é vero che hanno prestato soldi senza garanzia? Non è vero che hanno distratto fondi affossando la banca? Ma soprattutto che fine fanno i soldi delle azioni che ho perso? É un altro discorso? Grazie a chi sinteticamente può rispondermi.

Sono morti i leoni da tastiera?
Si nascondono perché hanno paura delle querele?
I loro commenti sono ancora sui siti e sui blog che li hanno pubblicati, cancellarli ormai è impossibile .............

Carissimo Anonimo, concordo appieno con Lei e con il Suo sgomento, ma, invece, non mi meraviglio di questo "silenzio".
Molti esseri umani, nei loro giudizi sommari e superficiali, sono mossi da un mix esplosivo di frustrazione, invidia, aggressività e vigliaccheria.
Un rivolo di potente veleno che, in modo meschino, convogliano verso qualcun altro, perché, probabilmente, altrimenti ne morirebbero.
Certi delle loro parole, perché non lo sono di se stessi.
Giudici degli altri, perché non hanno il coraggio di guardarsi allo specchio. Tantomeno, dentro.
Individualità disperse, liquefatte.
Infelici ed inconsapevoli.
Certamente, adesso, hanno anche paura.
Ma non si tratta solo di questo: per avere paura, dovrebbero assumersi la responsabilità di quello che hanno detto o scritto.
Piuttosto, direi, sono disorientati.
La Verità sta togliendo loro le piccole certezze dei loro falsi mondi.

Carissimo Anonimo, concordo appieno con Lei e con il Suo sgomento, ma, invece, non mi meraviglio di questo "silenzio".
Molti esseri umani, nei loro giudizi sommari e superficiali, sono mossi da un mix esplosivo di frustrazione, invidia, aggressività e vigliaccheria.
Un rivolo di potente veleno che, in modo meschino, convogliano verso qualcun altro, perché, probabilmente, altrimenti ne morirebbero.
Certi delle loro parole, perché non lo sono di se stessi.
Giudici degli altri, perché non hanno il coraggio di guardarsi allo specchio. Tantomeno, dentro.
Individualità disperse, liquefatte.
Infelici ed inconsapevoli.
Certamente, adesso, hanno anche paura.
Ma non si tratta solo di questo: per avere paura, dovrebbero assumersi la responsabilità di quello che hanno detto o scritto.
Piuttosto, direi, sono disorientati.
La Verità sta togliendo loro le piccole certezze dei loro falsi mondi.