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TERAMO POST COVID-19: LO SPAZIO DIFENDIBILE (VERDE)...seconda puntata

3 minuti

Nel terzo episodio della miniserie SHOW ME A HERO (che si è visto in Italia nel 2015) l’attore Peter Riegert, che riveste il ruolo dell’architetto e urbanista Oscar Newman (1935-2004),  descrive con forte empatia  la teoria dello spazio difendibile. Newman sostiene che un'area è più sicura quando le persone provano un senso di proprietà e responsabilità per quel pezzo di territorio comune. Secondo l'architetto urbanista, la criminalità negli ambienti cittadini può essere ridotta e controllata attraverso la corretta progettazione degli spazi pubblici. Scrive Newman: «Il criminale è isolato perché il suo territorio è rimosso» quando ogni spazio è di “proprietà” e quindi viene curato da alcuni cittadini responsabili. Ora mi sposto con il pensiero a Teramo. Nel grande parco fluviale di Teramo.

La città è quell’insediamento umano in cui le persone, in modo efficace, possono avere vantaggio nel fare attività commerciali, sociali e culturali, ed in cui il verde pubblico ha un ruolo essenziale. Qualunque sia la dimensione della città, la vicinanza tra persone e cose è la forza della città. Oggi, però, la vicinanza è anche il punto debole della nostra vita urbana. Spazio pubblico, nuove forme dell’abitare/lavorare, progetto per la salute: sono i tre temi centrali della città post epidemica (con un accento sul progetto salute senza il quale la città post-covid è destinata a chiudere).

L’isolamento e lo stare fermi ci hanno fatto riscoprire il valore del camminare, la bellezza della viabilità lenta.  L’ambiente, la cultura, la biodiversità sono beni comuni (direi globali), e stare fisicamente distanziati all’aperto, in un parco, è sicuramente più facile che altrove. Distanziamento fisico e non distanziamento sociale. Nel lungo periodo della quarantena di massa, si è capito che le relazioni umane sono un valore al pari delle relazioni con l’ambiente.

La Villa Comunale ed il Parco fluviale. La Villa primo luogo storico verde della città, bene culturale vincolato ope legis dal decreto legislativo numero 42 del 22 gennaio 2004, già nel suo essere recintato è uno spazio difendibile, per il quale pensare un potenziamento culturale, una presenza costante a difesa del luogo.  

Poi il Parco fluviale. Luogo di incredibile bellezza. Un bene speciale che dobbiamo tornare a meritare. Puntiamo a migliorarlo! Il parco fluviale, luogo pubblico per eccellenza, affidato a vari portatori di interesse, potrebbe diventare il telaio per una rigenerazione integrata della citta post-covid. Una rigenerazione verde della intera città. La riurbanizzazione verde, richiesta dalla nuova situazione in cui siamo, necessita della multifunzionalità dello spazio verde pubblico. Un approccio ecologico in cui dialogano due mondi che tradizionalmente non comunicano: il l’ordine pubblico e l’urbanistica. Per l’uso e la gestione, il parco va frazionato. Servono forme di concessione. L’importante è sentirsi parte del verde pubblico, vibrare con la natura nello scorrere delle stagioni. Essere lì come se si fosse a casa propria.

La Teramo post-covid passa, anche, per il verde dei suoi parchi.

(continua)

Luca Falconi Di Francesco

Questo è il link del video:

https://www.youtube.com/watch?v=h5sPEGIoP5M

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