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Scuole. La “ragionevole insicurezza”

7 minuti

La “ragionevole insicurezza”

Che non capiamo è cosa già detta in precedenza. Che non impariamo è cosa grave. Ho portato via i miei figli dalle scuole di Teramo ma penso ancora siamo stati in troppo pochi a farlo. Nessuno ha ritenuto giusto dare un messaggio forte non presentandosi l’11 Settembre alla sconsiderata riapertura delle scuole anzi, qualcuno ha con coraggio affermato che, a dispetto di tutti, il Sindaco ha riaperto le scuole ed è stato un grande. Allora io dico che Brucchi è un grande Sindaco. Brucchi è sicuramente l'espressione del voto dei Teramani ed è giusto si dica così, in quanto al resto “metis quod seminas”.

La riapertura “politica” delle scuole è stata basata su un semplice calcolo delle probabilità, un'analisi statistica della possibilità futura di un evento sismico di elevata magnitudo che determini il crollo di una scuola e ripeta la tragedia di San Giuliano. Su questo calcolo probabilistico che ha portato al raggiungimento di una ridicola "ragionevole sicurezza" si è appoggiata l'angoscia di tutti quelli che hanno riportato i figli a scuola (e pregano nulla accada) e degli stolti di cui sopra che non hanno angoscia ma la trasmettono con atteggiamenti difficilmente commentabili. I terremoti non sono però prevedibili. Nessuno può dire di uno sciame sismico anomalo come quello che nell’ultimo anno ha interessato il Centro Italia, se l’evento di massima intensità si è già verificato. E allora, nella totale incertezza, l’unica strada percorribile è la prevenzione, prevenzione imposta da precise Norme disattese perché non prevedono sanzioni. Non è un discorso di incertezza della pena ma di pena che proprio non esiste.trtrtrtrrrtrtr

Vorrei però chiarire un equivoco di fondo. In risposta ad una missiva del Sindaco dell’Aquila, il Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, in tema di revisione delle Norme in materia, ha stabilito che l’indice di vulnerabilità per le scuole poteva essere inferiore a 1 ma non inferiore a 0.65. Secondo i requisiti vigenti, l’indicatore di vulnerabilità deve essere maggiore uguale 1. Sarebbe stato però particolarmente complesso e dispendioso, in tempi di tagli imposti dalla crisi, conformare al parametro attualmente vigente edifici costruiti prima del 2008 e quindi, ecco il senso della modifica introdotta: la soglia si abbassa a 0.65 così da consentire che gli interventi di messa in sicurezza possano essere calibrati su parametri meno stringenti e che, comunque, dovrebbero garantire la sicurezza di tutti gli occupanti lo stabile.

0.65, non 0.2

che, anche intuitivamente, in una scala che tende al valore ottimale di 1.0, lascia trasparire un senso di insicurezza totale. Teramo tende allo 0.2. Stendiamo un velo pietoso. Se qualcuno spara idiozie non è obbligatorio crederci. In tutto questo i bambini non hanno colpe, noi genitori sì.

Molti sono in preda all'angoscia da mattina a sera fino al rientro a casa dei figli e allora, con tutto l’impegno possibile, non capisco veramente. L’iniziale equivoco tra “vulnerabilità e agibilità” figlio di una paurosa quanto inammissibile ignoranza amministrativa (e non solo), era stato superato con una insistente richiesta di indici che andavano forniti, dopo la riclassificazione sismica delle nostre zone, ben 14 anni fa. Le varie Amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionali, ignoranti totali di tale differenza sostanziale, propagandavano ad inizio anno l’agibilità come resistenza potenziale ad un Terremoto, resistenza che, ricordo, dal punto di vista della valutazione del rischio, va considerata a scuole piene, quindi a massimo carico, con le strutture esistenti e considerando la massima potenziale magnitudo che le nostre faglie possono esprimere. Finalmente vengono pubblicati alcuni indici sismici che riportano a Teramo realtà che ricalca esattamente il dato nazionale e cioè, in un Paese ad elevato rischio sismico, circa il 90% delle scuole sismicamente inadeguate.

L’Amministrazione fa allora marcia indietro, gli indici sismici non sono più necessari, della serie avevamo ragione noi, guardate che belle scuole che abbiamo. Dopo attenta e sollecita rivalutazione delle valutazioni effettuate da esperti che hanno valutato vanno immediatamente riaperte. TUTTE. Risultato? Niente, nessun indice fornito che possa dare una ragionevole sicurezza e in alcuni casi indici forzatamente spinti verso questo nuovo limite tutto Teramano di 0,2. Le scuole di Teramo sono sicure però chiediamo i MUSP perché sono insicure. In questo balletto del ridicolo quasi tutti hanno riportato i bimbi a scuola. E allora io mi arrendo.

Le due signore di San Giuliano sono invano venute a Teramo per portare un messaggio, appello

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disperato proveniente da chi ha già creduto alle folli parole di amministratori, purtroppo, neanch’essi risparmiati dalla tragedia. E’ gente senza più luce nello sguardo venuta a raccontarci di come hanno vissuto, prima di noi, tale situazione e vorrebbero vivere altra vita per non ripetere l’errore di non pretendere sicurezza per i propri bambini. I bambini non ci sono più e loro darebbero volentieri la loro di vita per tornare indietro ad esigere carotaggi, collaudi e vedere i loro figli crescere felici. Costruzioni in cemento armato su preesistenti strutture in muratura (Michelessi?), garantite come solidissime, sono crollate come carta (con un sisma di magnitudo vicina a 5) sul futuro di un’intera cittadina.

Le scuole sono state riaperte e, tanta è stata la necessità di stare dietro al proprio lavoro, alle proprie abitudini e ai propri ritmi da dimenticare che siamo i custodi del bene più prezioso di questo mondo, la vita di un bambino ed è nostro dovere proteggerla. Teramo è meno sismica dell’Aquila e le Leggi Italiane a prevenzione verranno applicate solo dovesse Teramo (speriamo non avvenga mai) diventare sismica con morti certificati. Devo prevenire ma non faccio niente e aspetto che accada. Assurdo.

Il messaggio forte che ne viene fuori è che siamo poco intelligenti e passivi anche di fronte alle brutture di una politica scarsa e inadempiente che si è totalmente disinteressata di investire sulla sicurezza delle scuole in una delle zone più sismiche d’Italia. Gli indici sismici non sono stati pubblicati e quasi tutti, non costretti da alcuno, hanno riportato i figli a scuola fidandosi di quella "ragionevole sicurezza" sbandierata senza ne venisse però specificato lo spessore a garantire vera accertabile sicurezza. Si propaganda uno 0,2 come indice di vulnerabilità cui tendere e, se l’indice ci dà la misura della potenziale resistenza di una struttura ad un evento sismico, i conti fateli da soli.

Giovanni Foschi

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Commenti

il problema è che i bambini non hanno diritto di voto e quindi non contano nulla.

Quando non c'è un assessore alla pubblica istruzione.....