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Comune di Teramo. La verità sugli asili nido del Capoluogo...

di Giancarlo Falconi
6 minuti

Memoria storica.
Sono stato testimone della dura difesa della gestione pubblica degli asili nido teramani da parte dei consiglieri Cavallari e D'Alberto.
Sono stato testimone e cronista di una esternalizzazione di un asilo nido con i successivi problemi gestionali.
Le cooperative devono fare profitto per pagare gli stipendi e a parità di costi non è possibile garantire lo stesso standard qualitativo.
Chiaro il concetto?
Prima di leggere i documenti, una cortesia all'Amministrazione D'Alberto, basta parlare di modello Reggio Emilia, rischiamo una querela per diffamazione e immaginazione.
GRazie.

 

I fatti.

LA difesa dell'ass. alla Pubblica (d) Istruzione, Andrea Core.

"
L’amministrazione comunale, ancora una volta, intende fugare ogni possibile dubbio in merito alla procedura intrapresa per consentire la riapertura dei nidi comunali nel prossimo anno scolastico 2020/2021.
Nella relazione allegata alla delibera oggetto di discussione dell’ultima commissione, ossia nella fotografia degli ultimi avvenimenti relativi ai servizi educativi, due dati appaiono inequivocabilmente ed inconfutabilmente chiari.

Fino ad oggi il Comune di Teramo, grazie al prezioso lavoro portato avanti dalle educatrici dell’ente, ha gestito direttamente 5 strutture in cui hanno lavorato le 36 educatrici dipendenti comunali, mentre attraverso la concessione di servizi ha demandato ad un soggetto esterno il compito di gestire la sesta struttura. Lo stesso soggetto esterno ha potuto definire tariffe, graduatorie, orari e progetto educativo nella struttura che era chiamato a gestire. Questa si una esternalizzazione del servizio!

Con i progressivi pensionamenti del personale e con l’assenza di una programmazione di concorsi per andare a rimpinguare l’organico dei servizi educativi, nel corso degli anni sempre meno famiglie hanno trovato una risposta nel servizio pubblico, fino ad arrivare a picchi negativi in cui si riuscivano ad accogliere poco più di 100 bambini a fronte di strutture che potrebbero ospitarne 300.

Con il passare del tempo e senza una presa di posizione netta e radicale, per quanto difficile, si rischia di portare tutto il sistema pubblico dei nidi al collasso: detto con ancora più franchezza, dal prossimo settembre saranno in servizio solo 18 educatrici, esattamente la metà del settembre 2019, per cui sarebbe possibile dare risposte solamente a circa 80 bambini.

Per questo l’amministrazione comunale, tra mille difficoltà che derivato da una gestione insufficiente del passato, quando qualcuno ha preferito voltarsi altrove e non affrontare una questione spinosa, ha deciso di ricorre al un modello pubblico integrato attraverso l’appalto di servizi.
Il Comune determinerà il progetto educativo, le tariffe, le graduatorie, gli orari, oltre che metterà a disposizione gli spazi nei quali saranno riaperti in totale sicurezza i servizi educativi. Solo così sarà possibile dare una risposta concreta al bisogno di 200 famiglie, le quali potranno iscrivere i loro figli nei nidi pubblici. Per le famiglie, quindi, non vi sarà alcun cambiamento né tantomeno incremento di tariffe. Il Pubblico manterrà il totale controllo sul servizio e verificherà costantemente sulla qualità e sull’omogeneità del servizio offerto in tutte le sue strutture.

Si tratterà di un appalto di servizi che riguarderà 3 strutture su 5. Discorso a parte sulla sesta struttura, ad oggi in concessione di servizio e quindi realmente esternalizzata ad un soggetto esterno libero di determinare sul mercato l’offerta da rendere alle famiglie. Il tutto nel rispetto di quanto dettato dal Codice degli Appalti.

Le educatrici, alle quali va il ringraziamento del Comune per il lavoro eccellentemente svolto in questi anni, continueranno a rappresentare il perno del sistema di istruzione del Comune di Teramo, oltre che avranno garantito il totale rispetto del Contratto Collettivo nazionale di comparto. L’unica differenza potrebbe riguardare, per alcune di esse la sede fisica di lavoro, essendo in atto una riorganizzazione delle sedi. Nulla cambierà in materia di diritti e doveri, poiché tutte loro resteranno inquadrate, come in precedenza, quali dipendenti del servizio pubblico. 

Nel 2021, inoltre, per la prima volta da decenni questa amministrazione bandirà un concorso pubblico per 10 educatrici, in modo da poter andare ad integrare l’organico sempre più esiguo: questo a dimostrazione di come la volontà chiara, al di là della becera narrazione falsa e capziosa di alcune forze politiche, è quella di continuare ad investire e programmare su di un servizio che è e deve rimanere pubblico, seppur con qualche necessario intervento correttivo. 

L’amministrazione comunale, inoltre, è da sempre in campo per garantire la totale sicurezza di tutti i suoi dipendenti negli orari di lavoro, a maggior ragione in una fase così delicata come quella che stiamo vivendo. Purtroppo però, come tutti noi sappiamo, alcune scelte esulano dalla competenza comunali: in attesa delle linee guida nazionali per il rientro dei servizi educativi dal prossimo settembre, abbiamo già assunto l’impegno di mettere in campo tutto quanto necessario a garantire la totale sicurezza degli utenti, delle famiglie e del personale tutto. Ad oggi, tuttavia, risulta impossibile per chiunque dare risposte chiare, poiché si resta in attesa delle indicazioni nazionali.

In questi mesi, più e più volte il Sindaco e l’Assessore Core hanno incontrato le parti sindacali per affrontare una serie di problematiche che hanno riguardato il settore istruzione a seguito del lockdown, e certamente continueranno a farlo nella modalità più consone e costruttive, con la consapevolezza che tutti gli attori in campo hanno a cuore l’importanza del servizio educativo, la centralità del bambino in ogni percorso e pertanto opereranno non tanto nel mantenimento dello status quo, quanto nella ricerca della miglior soluzione possibile in questa fase di necessario cambiamento.
L’amministrazione comunale, nel restare a totale disposizione per quanti vorranno fare proposte migliorative nel perimetro della legalità, registra tuttavia come non siano ad oggi pervenute proposte differenti a quella presentata se non narrazioni da favola che poi ovviamente si sgretolano di fronte alla realtà ed alla normativa vigente".



Christian Francia, presidente di Teramo 3.0

"L'assessore pro tempore Core continua a mentire spudoratamente e dirama un vergognoso comunicato intitolato: «NESSUNA ESTERNALIZZAZIONE. SALVIAMO IL SERVIZIO PUBBLICO DEI NIDI».
Leggiamo assieme la delibera del Comune di Teramo: "...disporre che la rimodulazione nella gestione del servizio di "Asilo Nido" avvenga mediante affidamento a ditta esterna per mezzo di appalto di servizi".
Se affidare il servizio ad una ditta esterna non significa esternalizzare, allora Core può pure sostenere che Cristo è morto di freddo.
I CITTADINI NON SONO CIECHI NÉ STUPIDI.
VERGOGNA!!!



La verità è nel documento in Galleria.
A Teramo, ora si vogliono mutare anche le regole dell'Italiano.

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Commenti

È un momento storico per la città di Teramo.
Abbiamo perso tanto negli ultimi anni non possiamo perdere la qualità dei nostri asili.
In questo siamo ancora la città guida della provincia, siamo ancora il capoluogo.
FERMATEVI.