Una raccolta firme per Enzo

5
dicembre
2010
di Miss Marple

Disabilità

Un comitato che si costituisce ed una raccolta di firme che parte dalle famiglie colpite dalla disabilità, le stesse che vedono sottrarsi ulteriori “energie” nell'assistenza ai propri cari dai tagli del governo ai trasferimenti, particolarmente penalizzanti per questo aspetto della Sanità. Una raccolta di firme pensata per sensibilizzare in modo forte sulla questione il governatore Chiodi che mercoledì pomeriggio, al Centro Servizi dell'Anffas di Piano d'Accio, ad incontrarli non c'era. A far sentire la voce di queste famiglie in forte difficoltà, ed è una voce incredibilmente forte, è Enzo Cipollone. Una voce coraggiosa, che scansa la retorica e punta dritta in direzione di diritti ed esigenze penalizzate, quella di questo ragazzo di ventisei anni che i teramani sono abituati ad incontrare, spesso e volentieri, lungo il corso oppure per i Tigli sulla carrozzella su cui è costretto  a muoversi, spinta da un operatore del servizio civile. O meglio, più esatto dire che si era  abituati a vederlo così spesso e che ora lo si vede molto meno perché le energie del servizio civile non ci sono più, l'assistenza è stata tagliata e quando Enzo esce, solo il pomeriggio, a spingere la carrozzella c' è un giovane che la famiglia paga. Ogni giorno per quattro ore a garantirgli, così, la possibilità di quattro ore di confronto con dei coetanei, di stare insieme agli “altri” e di passeggiare. Insomma, di vivere perché vita  e qualità della vita è illogico e frustrante pensare che non vadano di pari passo. E' uno stato di grande abbandono e di sconforto quello che Enzo “butta fuori” nelle sue parole, a “spingerle”c'è anche il timore che il Centro di riabilitazione di Sant'Atto possa chiudere. «Non ci sono fondi per la sanità regionale e questa sospensione natalizia anticipata delle prestazioni erogate dalla struttura suona come un ulteriore campanello di allarme», spiega Enzo. Già, perché mentre gli altri anni questa sospensione durava due settimane, questa volta il Centro chiuderà battenti per un intero mese e la cosa preoccupa non poco le famiglie. Che, va detto, sono tante, le stesse a cui i servizi erogati consentono anche di modulare la vita della famiglia su ritmi più umani. «Ha pesato l'assenza del governatore all'incontro che avrebbe dovuto esserci, abbiamo potuto confrontarci solo con  i dottori del Centro», spiega Enzo. Per questo i familiari hanno deciso di costituirsi in un Comitato e di avviare una raccolta firme che segni il peso del penalizzante disagio quotidiano a cui vanno incontro in primo luogo i loro cari in difficoltà e poi, con gli inevitabili effetti a cascata, tutto il resto del nucleo familiare. Perché se Enzo  e la sua famiglia possono fortunatamente “permettersi” le quattro ore di assistenza di un accompagnatore, pagandole di tasca propria, per molti altri casi simili questa possibilità invece non c'è e può capitare che la disabilità venga appesantita, se possibile, dalla mancanza di contatti con dei coetanei e dall'impossibilità perfino di uscire a fare una passeggiata. «Prima era diverso, mi sentivo più libero perché l'assistenza durava otto ore, anche la mattina dalle 10 alle 13 potevo contare sulla presenza di un ragazzo e questo mi consentiva di uscire di più, incontrare persone». Insomma, una vita simile a quella degli altri e meno sprofondata nella solitudine. Un diritto negato, quello che avverte Enzo e con lui tutti quei teramani che si trovano a vivere la sua stessa condizione. Un diritto senza pietismi che non vadano da nessuna parte, ma rivendicato con forza e minato solo dalla paura che davvero il peggio possa ancora arrivare.    

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11:11
— del —
14
dicembre
2010
Antonio P
dove posso apporre la mia firma in maniera che abbia un valore?
2:02
— del —
12
dicembre
2010
Sara Boh
Tutti uniti per un mondo migliore
15:03
— del —
8
dicembre
2010
francesca di filippo
la disabilità non si tocca!!!!!
non posso credere che con tutti gli sprechi delle amministrazioni non ci siano i soldi per sovvenzionare delle strutture di estrema importanza per l'autonomia dei ragazzi con disabilità. I politici giocano con la vita degli altri ed io sono stufa delle scuse che ci rifilano ogni giorno. I finanziamenti che il Comune ha, vengono ripartiti in base a delle priorità e non si può pensare che la riduzione della libertà e la vita relegata in casa di una persona siano secondari a qualsiasi altro progetto. Dell'abbellimento e del decoro della città non me ne frega niente se poi non tutti i cittadini possono goderne!
Enzo grida più che puoi e nel modo che sai fare, la tua voce si unirà a quelle di molte altre, Teramo ti vuole bene e incontrarti di nuovo per strada è il migliore degli investimenti che la civiltà può fare!

Francesca Di Filippo
18:06
— del —
4
dicembre
2010
Leonardo Persia
Dolore e firma per la causa.
16:04
— del —
4
dicembre
2010
valentina ruggieri
valentina ruggieri
15:03
— del —
4
dicembre
2010
ida sulpizi
lascio firma, disdegno e speranza... ida sulpizi
11:11
— del —
4
dicembre
2010
Dico la mia

Speriamo che questa raccolta di firme non faccia la stessa fine che per il comunale. Le barriere che creano problemi sono sempre più spesso quelle che qualcuno ha intorno al cuore. Un'abbraccio ad Enzo, io ho molti fgli ed una vita complicata, non posso sul serio, ma mi sarbbe piacuto, a volte, poter avere la disponobilità d tempo per portarti a spasso, magari con loro, anche se sono molto piccoli. Buon Natale Enzo. Brava MissMarple

9:09
— del —
4
dicembre
2010
Leonardo Codirenzi
Conosco molto bene l'ANFFAS, è un centro di eccellenza per i Disabili, nonchè amore verso l'umano.

Oltre l'aspetto prettamente medico/professionale, lì ci sono dinamiche umane eccezionali.

Visitatelo e noterete una sanità diversa, una sanità migliore, una professionalità migliore, una umanità diversa....evitiamo la Sua chiusura.

PS: Grazie Miss Marple.

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