Teramo : La statua che perde i pezzi

6
dicembre
2010
di Giancarlo Falconi

Quando Pasquale Di Ferdinando, mi ha sollecitato per una zingarata teramana, ero sicuro di dover portare la macchina fotografica, una vista sensibile e molta ma molta pazienza. Nulla di tutto ciò. Il buon Robin Hood mi ha condotto in spalla sugli scalini del liceo Classico e mi ha mostrato l'ignoranza. Ci siamo seduti di fronte ad un libero giovane, scolpito dall'arte del togliere. Una mano mozzata, un piede mutilato e una gomma da masticare, usata come deposito del vuoto culturale. Centinaia tra studenti, professori e corpi indecenti, salgono quegli scalini con la massima indifferenza. Ci si abitua a tutto? Noi continueremo a pensarla in maniera diversa. Ricordo un giovane scrittore, Dante, il suo Inferno, VII, 70-71 "Oh creature sciocche/quanta ignoranza è quella che v'offende".

tags: Il Caffè

condividi

11:11
— del —
6
dicembre
2010
Fabrizio Primoli
È triste assistere alle conseguenze di atti di vandalismo. È triste vedere che troppo spesso oggetto degli atti di vandalismo sia il bello, sia l'estetica, sia la traccia di un passato che quasi a nessuno interessa. Ma ancor più triste è vedere l'indifferenza di chi passa lì ogni giorno. E di quella statua, forse, non s'é mai accorto.

Giusto per restare in tema di indifferenza... avete mai osservato in che condizioni è ridotto il Tricolore issato sull'asta al piano nobile di quel palazzo su Piazza Dante?
9:09
— del —
6
dicembre
2010
Stefania
Vogliamo Befacchia Preside.

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.